sabato 29 giugno 2024

Yosh Whale (& co) 28.6.24 Salerno

Sono arrivata al Limen, da sola, intorno alle 20:30. Dopo aver aspettato una mezz'oretta seduta a terra appoggiata alla transenna - azione per cui mi sto ancora pentendo a causa del mal di schiena che mi ha provocato - lo spettacolo inizia. Avevo sentito parlare già tantissimo di Tartaglia Aneuro ma continuavo a non sapere chi fosse e non sapevo nemmeno chi fosse il suo ospite di cui adesso purtroppo mi sfugge pure il nome. I suoi 40 minuti di live seguiti in solitaria, però, sono stati abbastanza piacevoli e poi lui a un certo punto è anche sceso a cantare in mezzo al pubblico. 
Come si può intuire dal titolo che ho scelto, il gruppo che mi ha dato la forza e la voglia di scendere di casa è però un altro. Ho letto il nome "Yosh Whale" per la prima volta quando ero in macchina con lo Sconosciuto perché lui e i suoi amici ne sono un sacco fan. Poi, una notte ha fatto partire Blu e pochi minuti dopo sono tornata a casa e ho riascoltato Blu e ho fatto partire anche tutto il resto della loro discografia, come se avessi avuto un'illuminazione. Da quel momento di fine gennaio ho dovuto aspettare fino a giugno per vederli live ma ne è valsa la pena. Dopo le prime due canzoni, tra l'altro, mi ha raggiunto proprio lo Sconosciuto insieme ad Anna e Miriam, quindi è diventato tutto anche più bello. 
Questa è stata una delle prime occasione che i ragazzi della band hanno avuto per presentare live il loro nuovo album A mezz'aria e lo hanno fatto attraverso uno spettacolo con dei visual super suggestivi, delle luci che spaziavano dal rosso al verde, passando ovviamente per il blu e dei ringraziamenti al pubblico sinceri e anche un po' timidi. In questa speciale occasione in cui hanno potuto suonare nella loro città, hanno invitato sul palco anche qualche ospite, tra cui Francesco Lettieri (che, per esempio, li ha accompagnati per un po' alla tastiera) e Claudio Supnasa. A prendere il posto di Rose Villain proprio nella canzone che mi ha fatto partire la fissa per loro è stata invece Arya. Ho adorato veramente tutto, infatti credo sia stata una delle serata in cui ho più 4busato della parola "adoro" però mi stava piacendo tutto veramente troppo e non credo neanche di riuscirne a spiegare alla perfezione il motivo. Ero incantata a godermi la loro musica che, forse proprio perché ha un mood così sospeso e onirico, mi ha catturato lasciandomi un po' senza parole.
Dopo è stato lasciato il giusto spazio anche ai 24 Grana ed è inutile dire che l'unico gruppo di cui non conoscevo manco mezza canzone è stato quello che si è esibito per più tempo. Comunque, è stata piacevole anche la fine dello spettacolo con quest'ultimo live seguito un po' più distrattamente ma sempre con un bel sorriso stampato sulla faccia. 

giovedì 27 giugno 2024

Giovanni Truppi ed Ex Otago 26.6.24 Salerno

Ma quanto sono belli i concerti sotto casa? E pensare che sia tutto merito di una persona super carina che ho conosciuto il primo anno di liceo mi fa stra-sorridere. Gianni organizza il Limen Festival da ormai 5 anni e i primi ospiti della nuova edizione sono stati Giovanni Truppi e gli Ex Otago.
Quando vado agli eventi con lo Sconosciuto spesso ci capita di fare tardi, ma mai troppo. Eravamo davanti al Parco dell'Irno pronti a parcheggiare quando dai finestrini aperti sentiamo i presentatori della serata annunciare il primo artista, quindi scendiamo in fretta dalla macchina e ci avviamo verso il palco sulle note della prima canzone (Ti ammazzo). Poi il live prosegue con alcuni pezzi iconici tipo Nessuno, Il mondo è come te lo metti in testa o Conoscersi in una situazione di difficoltà, ma c'è spazio anche per una cover. Nato a Napoli ma residente a Roma, Giovanni Truppi ha un legame particolare anche proprio con Salerno. Conosce infatti un grande artista della città, Gianfranco Marziano, di cui coverizza Giovinastro. Con la sua solita canotta che ormai è quasi un marchio di fabbrica, in questo caso bianca, lascia spazio agli Ex Otago tra le ultime note della sua discografia, eseguendo - tra le altre - Mio padre, tua madre, Lucia.
Gli Ex Otago salgono sul palco sulle note registrate di Quando sono con te, lo stesso pezzo che poi usano (live) anche per chiudere la serata, sfumando le note sia suonate che cantate e rendendole sempre più sottili e basse, fino a farle scomparire. Quando danno vita a questo piccolo e simpatico trucchetto, Maurizio Carucci scende dal palco e sale sugli appoggi delle transenne per porgere il microfono ai presenti e cantare con loro. Poi risale e presenta uno per uno tutti i componenti della sua band aggiungendo parole curiose tipo "Alla fragilità e alla chitarra" oppure "Alla sensibilità e alla tastiera". C'è stato infatti tutto l'ultimo pezzo di concerto che è stato un po' delirante, del tipo che hanno detto di alloggiare al Grand Hotel ("che lusso") e che davanti al Grand Hotel hanno fatto anche il Mini Hotel (?) e che il live doveva finire perché insomma, tutti abbiamo una vita e gli appuntamenti dal dentista e le altre cose da fare e che magari ci rivedremo presto o forse anche no, e qualcuno ne sarà anche contento. Fino a questo momento, la serata era andata avanti piuttosto seriamente. Ci sono stati anche momenti energici e le presentazioni dei brani tra un pezzo e l'altro non sono mancate, ma è stato verso la fine che ci hanno fatto fare proprio due risate. Tra le canzoni che hanno avuto bisogno di una presentazione, per esempio, pure La nostra pelle, anche se in questo caso a spiegarne l'esegesi c'era una voce registrata, una testimonianza vera e propria di chi porta in alto il tema del brano. Poi hanno parlato di quanto si sta bene a Salerno, in un posto in cui c'è sia il mare che la montagna (con un clima mite e - per ora - senza zanzare) e che in qualche modo è una città che ricorda molto casa loro, ossia Genova, o più in generale la Liguria. Ed è anche così che è stata presentata una versione piano e voce di Fauno. Poi non è mancata la storica Ci vuole molto coraggio e le nuove Mi sei mancata, John Fante, Mondo Panico.
E quindi, visto che in questo discorso ingarbugliato ho iniziato raccontando la fine del loro concerto, ora posso parlare dell'inizio. Perché sebbene non sia riuscita a indicare ai miei amici dove fosse il bagno o dove fosse il bar o il mare, sono stata proprio la protagonista della serata e non solo perché eravamo in un posto a 800 metri da casa mia. Dopo tutti i chilometri che lo Sconosciuto & co. si sono fatti per me, si meritavano questa fortuna. E un po' anche io. Ma la cosa ancora più straordinaria è che oltre a lui e ai suoi amici con noi c'erano anche Valentina (dell'Arca) e Serena (la ragazza che io ho conosciuto al concerto di Colombre). Sono tutte persone che si sono conosciute grazie a me e ora hanno a che fare le une con le altre anche in autonomia solo perché io ho fatto incrociare le loro strade. Forse è normale, ma non mi era mai successo. Vedo questi legami e avere la consapevolezza di averli creati mi fa stare bene. Questo è quello che ho sempre pensato dello Sconosciuto, visto che tutto è partito da lui: ha connesso un sacco di persone e penso che sia stupendo quindi a volte credo che è proprio vero che non c'è nessun grado di separazione tra la gente. Per non parlare del fatto che Vale e Serena, che si sono strette la mano per la prima volta questa sera, hanno già senza saperlo un intreccio molto personale tra loro: Diana, la cugina di Sere, l'amica di Vale. E me, che incredibilmente conosco tutte le persone coinvolte in questo discorso e gli ho fatto quindi scoprire questa bellissima coincidenza. 
Non ce l'ho fatta a non parlare del destino. Neanche in questa occasione. Ma forse gli Ex Otago, che hanno trovato a Salerno anche un pizzico della loro Genova, potranno perdonarmi. 

mercoledì 26 giugno 2024

Emma Morton (& co) 25.6.24 Eboli

Quando ha partecipato a XFactor, Emma Morton era una delle mie protette. Poi anni dopo si è messa con Raphael Gualazzi, quindi ho avuto la possibilità - qualche tempo più tardi - di riacchiapparla e non perderla più di vista. Non per appiopparle il ruolo di "fidanzata di", ma io ho scoperto di questo suo bel concerto a Eboli proprio grazie a un post di lui in cui ne annunciava l'ospitata, quindi merita un riconoscimento. 
Il live quindi inizia con lei che canta i suoi inediti e, devo ammetterlo, ero piuttosto impreparata. Poi dopo un po' arriva anche lui, che si posiziona al piano e la accompagna in qualche brano. Successivamente per un pezzo viene lasciato anche da solo e lui decide di eseguire una sua particolarissima versione di Vacanze Romane. Poi ci lascia di nuovo e riappare solo verso la fine per il saluto finale. Il modo in cui Emma lo ha presentato, però, è stato molto tenero perché non ha tenuto nascosta la loro relazione dicendo di amarlo sia per la sua musica che personalmente e poi si sono scambiati un piccolo bacio sul palco.
Ma nel titolo ho scritto un generico "& co" perché lui non era solo. Il concerto era in realtà di Emma Morton & The Graces, la sua band di fiducia che - durante lo spettacolo - ha presentato e ringraziato più volte.
Nel mentre c'è stato anche un cambio d'abito. Curioso, visto che sembrava un concerto super easy in una piccola piazza di Eboli, insomma, non ci aspettavamo nessun plot twist del genere. Prima infatti Emma era vestita con degli abiti chiari super larghi e poi è tornata invece con un vestito corto nero un po' più attillato, ossia due look completamente diversi l'uno dall'altro ma con cui stava ugualmente bene. I capelli invece erano molto più corti di come li ricordavo quando ha partecipato a XFactor ma poi riflettevo sul fatto che sono pure passati 10 anni, quindi ci sta. 
Nonostante né io né Danton conoscessimo le canzoni, abbiamo comunque apprezzato la serata grazie all'energia di Emma che ha ringraziato più volte i presenti mettendo dentro le sue parole dolci qualche termine inglese che ancora non riesce a lasciare andare, essendo lei scozzese. A un certo punto poi menziona anche sua figlia e, tra una canzone e l'altra di tanto in tanto ha anche avuto modo di raccontarne la nascita, come quando ha eseguito quella scritta dopo un momento difficile che ha vissuto in passato. 

mercoledì 19 giugno 2024

Noemi 17.6.24 Napoli

È letteralmente la terza volta che Noemi viene invitata al Napoli Pizza Village ed è quindi la terza volta che io ci vado. Non che non apprezzi l'evento, però insomma, forse ne abbiamo anche abbastanza. C'è da dire che quest'anno l'ho visto per la prima volta dalla Mostra d'Oltremare che è decisamente migliore come location rispetto al lungomare Caracciolo, in cui da una parte c'era il palco e dall'altra le macchine che ti passavano accanto. Però ho adorato tutte le coincidenze che ho trovato (anche) in questa occasione. Perché Noemi due anni fa era al Pizza Village proprio negli stessi giorni, ossia il 18 giugno; nel 2012, invece, proprio il 17 faceva un concerto nello stesso posto (mancavano 2 giorni alla Maturità e io c'ero). 
Coincidenze a parte, uno dei lati positivi di questa manifestazione è che, andando in diretta su RTL, non può obbligatoriamente iniziare in ritardo. Noemi da scaletta era prevista alle 22:16 e alle 22:16 in punto è stata effettivamente annunciata. Prima ho dovuto sorbirmi un po' di dj set, ma almeno non ho dovuto sorbirmi Rhove che - per fortuna - si è esibito solo dopo. Quest'anno infatti c'erano due artisti a serata, il che credo che abbia accorciato un po' le performance di ognuno. Anzi, Noemi mi sembra che abbia quasi più parlato che cantato. Ha presentato bene quasi tutti i pezzi che ha eseguito. Dopo il nuovo singolo Non ho bisogno di te, c'è stata Glicine e poi Makumba. Ma prima di Sono solo parole, per esempio, ha detto che è contenta di avere nel repertorio questo brano che non è durato per una sola stagione ma che è rimasto. Ed è stato prima di Vuoto a perdere che ha fatto proprio un mega spiegone. Innanzitutto ha ricordato al pubblico che proprio i napoletani hanno scelto questa canzone per i loro cori allo stadio. Poi ha raccontato quello che ormai sappiamo già tutto: che quando era piccola è andata a vedere Vasco allo Stadio Olimpico a Roma ed è stato lì che ha sognato per la prima volta di poter un giorno cantare un suo pezzo. Dopo aver chiesto un urlo "per quelli che non mollano mai" ha quindi terminato la sua breve ospitata proprio con questa canzone. 
Salutata e ringraziata dai presentatori, Noemi ha quindi lasciato il palco e io - che ero andata all'evento con i decimi di febbre - sono corsa a casa. Un po' fiacca ma soddisfatta.

venerdì 31 maggio 2024

MiAmi 2024

Ho già scritto del MiAmi 2024 QUI ma ci sono un po' di cose che ho dovuto per forza di cose tralasciare, come per esempio gli incontri con le persone. Alla fine, come dice Tropico, la musica è della gente. Lui, per esempio, non l'ho incontrato, ma ora che Emilio fa parte della sua band ogni volta gli mando il video dei ringraziamenti, del momento in cui lui lo menziona, e mi sembra una tradizione carina. Tra le altre cose della serata che mi hanno fatto sorridere, oltre al fatto che il live è stato semplicemente meraviglioso, è che a un certo punto Tropico, con i suoi occhiali da sole, ha detto che c'è stato un periodo della sua vita in cui non aveva soldi... e quel periodo è durato tipo 35 anni HAHAHAHA Quanto è scemo, è proprio il mio tipo.
Ma è stato quando ci incamminavamo da un palco all'altro che si è svolto l'incontro forse più surreale di tutto questo MiAmi. Ci imbattiamo in Giulia Mei, proprio il giorno in cui io ed Erica PER PURO CASO indossavamo entrambe la maglietta con la frase della sua canzone H&M. Lei si butta addosso a Erica abbracciandola tra l'entusiasmo di vederla e l'entusiasmo nell'aver scorto subito la frase sulla tshirt. Quest'ultima a questo punto mi indica e le fa sapere subito che ce l'ho anche io. Ed è subito una festa anche per me: mi guarda, mi abbraccia, esclama "Vi devo fare subito una foto" e poi dopo avercela scattata "Anzi dobbiamo assolutamente farci una foto" e si butta in mezzo a noi. Avevo fatto giusto in tempo a togliermi la giacca e a spostarmi i capelli da davanti. Comunque scattiamo qualche foto, spostandoci anche di qualche centimetro perché eravamo sotto qualche faro che rovinava tutte le luci... e poi finalmente io e Giulia Mei ci presentiamo. Abbiamo vissuto questo momento esilarante insieme senza neanche conoscerci. "Ah sì, comunque piacere" diciamo poi LOL Nel frattempo commentiamo anche il fatto che la scritta sulla maglia di Erica si è un po' sbiadita con il lavaggio ("Io la mia è la prima volta che la metto, ma comunque sembra okay") e poi le regaliamo un adesivo di Astronave Musica, che lei pensava fosse solo uno smarchettamento, infatti si mette in posa per una foto con l'adesivo e noi le diciamo che è solo un regalo. 
Giulia Mei in realtà l'avevamo beccata anche il giorno prima, ma era stato un incontro super fugace in cui ha salutato velocemente solo Erica. Però è stato proprio il venerdì che si è svolto un altro degli incontri più surreali di tutto il Mi Ami 2024. Durante il concerto di Colapesce e Dimartino eravamo su un soppalco, nella zona riservata, quando Erica mi dice che lì sotto, davanti a noi, c'era Willie Peyote. Tutto ciò che vedevo io, dall'alto, erano persone coperte dagli ombrelli, senza la possibilità di riconoscere nessuno. Lei mi spiega che qualcuno gli aveva chiesto la foto e in quel momento lo aveva riconosciuto. Comincio a fangirlare contenta e poco dopo, il tempo di aver raggiunto la certezza che fosse lui, Erica in qualche modo lo ferma e gli chiede una foto per me, non ho neanche ben capito cosa sia successo esattamente perché, ricordo, c'erano Colapesce e Dimartino che cantavano in sottofondo e in più eravamo sotto il diluvio universale. Nonostante questo, Willie Peyote è stato super carino. A parte la pioggia, lui si stava godendo da fan un concerto E NOI INVECE LO ABBIAMO DISTURBATO. Ma non solo. Noi eravamo quindi su un soppalco e insomma, forse sarebbe stato complesso scattare una foto che comunque non sarebbe uscita benissimo, ma alla fine non importava. Lui però ha subito pensato di risolvere questo problema in tempo zero arrampicandosi sulla transenna che ci divideva per fare in modo di essere alla mia stessa altezza. Erica ha scattato, ma non so che problemi ha avuto per cui ha chiesto di restare in posa per qualche altro secondo. Nel frattempo, però, dalle persone dello staff è arrivata una cazziata per Willie e gli è stato intimato di scendere. Ha risposto "Ma sto facendo un attimo una foto" e gli è stato risposto a sua volta "No no, devi scendere". Quindi è sceso e ci siamo fatti un'altra foto che è uscita addirittura peggio della precedente, ma ogni secondo che i nostri sguardi si incrociavano, io mi scioglievo in ringraziamenti per lui, che non solo è stato disturbato durante un concerto sotto il diluvio universale ma è pure stato cazziato per me. Inutile dire che mi sono innamorata di lui LOL Ma siccome già lo ero, ho solo aspettato con ansia il mio appuntamento successivo con lui, o meglio con la sua musica, ossia il suo live (che si sarebbe svolto il giorno dopo, più o meno alla stessa ora, sullo stesso palco). 
Poco prima del suo live, mentre ero a quello di Ditonellapiaga, una ragazza mi si avvicina solo per complimentarsi con me dei brillantini che mi ero attaccata in faccia. Per ringraziarla gliene regalo uno. È stato un momento molto carino che si è quasi ripetuto il giorno dopo con... Lucrezia! Ci eravamo appena allontanate da un palco quando è partito un inseguimento proprio perché Erica l'aveva vista, però purtroppo dopo una corsa non indifferente la perdiamo di vista. A questo punto, io lei e Sara ci sediamo, poco distante dal palco dove si stavano esibendo I miei migliori complimenti. Erica adocchia Joan Thiele e la porta da me, ci salutiamo e mi chiede il nome, io rispondo ma le dico che in realtà ci eravamo già viste e ci eravamo fatte una foto, ma c'era il c0vid e quindi avevamo la mascherina, quindi lei fa "Ce ne facciamo un'altra?". Che bello così :) Quindi si siede accanto a me ed Erica scatta, poi parliamo un po' del festival, ci chiede cosa abbiamo visto e poi fa "Dopo ci sono i Phoenix, li andrete a vedere?" e io che in quest'attimo ci fermento mi ero un attimo dimenticata tutto il programma chiedo a Erica "Andiamo?" e lei conferma. Poi ci ringraziamo e vicenda e ci auguriamo buon divertimento e vicenda e questo nuovo simpatico incontro finisce. Poi però ci passa davanti di nuovo Lucrezia e in questo caso incredibilmente sono io che la vedo quindi spingo Erica in avanti per andarla finalmente a fermare. Lei ci saluta super entusiasta e si lancia ad abbracciarmi. Oltre che parlare del suo bellissimo cagnolino Luciano, mi chiede appunto dove ho preso i brillantini che ho in faccia perché lei non li ha trovati da nessuna parte e anzi, l'unico che ha in fronte lo ha trovato su un tavolino random e lo ha messo HAHAHAH In questo caso purtroppo non posso regalargliene uno come ho fatto con quell'estranea il giorno prima perché "Mannaggia, li abbiamo lasciati in macchina". Poi ci spostiamo un po' più avanti per andare a salutare anche Henna - che era con lei - e chiacchieriamo un po' vicino al bar, ancora più vicino al palco dei Miei migliori complimenti, quindi penso di aver capito il 30% di tutto il discorso, però Lucrezia mi ha fatto vedere una foto di Luciano e ha detto che ora lei e Gobbi abitano in una nuova casa con un terrazzo apposta per lui :')
La domenica comunque è stata segnata anche dall'incontro con Anna Castiglia che anzi, è stata tipo la prima persona che abbiamo incrociato. Arriviamo, sul palco c'era una band che non conoscevamo, a un certo punto Erica sparisce e torna poco dopo dicendomi "Vieni un attimo" e io tipo "Oddio aiuto che succede" e c'era Anna poco distante ad aspettare di salutarmi, le diamo l'adesivo di Astronave Musica che le avevo promesso la volta precedente non avendo realizzato di averne più e poi stiamo un po' insieme fino a quando non ci diamo appuntamento a più tardi, quando si sarebbe esibita sullo stesso palco davanti a cui stavamo. Tutto molto bello, per il resto possiamo leggerci altrove! 

domenica 19 maggio 2024

Marta Del Grandi 17.5.24 Avellino

Curioso pensare che sto scrivendo il resoconto del live di Marta Del Grandi mentre ho in sottofondo la finale di Amici 23. Amici mi fa piuttosto ribrezzo come programma, quando lo guardo (cioè quasi mai) mi sento in imbarazzo per ciò che fanno gli altri, come diceva quella parola tedesca... Fare queste due cose contemporaneamente però è proprio una cosa mia, a metà tra il pop e l'indie. Che è proprio lo stesso argomento con cui scherzo sempre con lo sconosciuto. Ed è proprio grazie a lui che ieri sera ho visto live Marta Del Grandi. Tutto è partito da un mio "invito". Faccio sempre fatica a invitare le persone a fare le cose, a prendere iniziative ma inoltrando solo i post che trovo su Instagram. E con lo sconosciuto è più facile perché mi dice sempre di sì e quando mi dice di no lo fa sempre nel modo più giusto del mondo. Quando gli ho mandato il post del live di Canta fino a dieci di questo sabato, infatti, si è mostrato inizialmente interessato ma poi ha visto la strada e tutto e ha capito che era infattibile. Ha barattato però questo concerto con quello appunto di Marta Del Grandi del giorno prima ad Avellino. Mi ha chiesto di vederci lì perché essendo un giorno della settimana non ce l'avremmo mai fatta altrimenti. Non a caso lui e Mirko sono arrivati quando Bono Burattini aveva quasi finito di esibirsi... ma loro non sapevano che sarebbe stato lui il primo a salire sul palco. Se fosse stato il contrario sarebbe stata una serata buttata lol ma per fortuna non è stato così ed è andato tutto più che bene.

Marta Del Grandi fa musica che è proprio la mia tazza di te. Mi sembra di stare in una qualche serie tv quando la ascolto, è la colonna sonora perfetta, mi rilassa un sacco. Sono andata a concerti totalmente a casaccio da quando conosco lo sconosciuto, ma questo era proprio perfetto per me. Ha cantato per un'oretta il suo repertorio, tra cui i pezzi dell'ultimo album Selva, di cui uno (UNO!) in italiano. Poi ne ha cantato uno che non aveva mai fatto live che ha scritto tipo 15 anni prima ("il che vi farà scoprire che non ho 22 anni come tutti credevate!"). Sebbene abbia lasciato spazio alla musica, infatti, Marta ha avuto anche tempo e modo di presentare qualche brano, come per esempio quello scritto quando viveva in Nepal (?) tanti anni fa. Si notava la sua timidezza e il suo disagio, ma sempre in modo simpatico, tant'è che a un certo punto ha anche detto una cosa tipo "A volte dico delle cose davvero molto imbarazzanti e a volte no, ma stasera è proprio una di quelle sere". Il tutto è molto in linea con la sua musica così sottile e persino la tuta a fiori e la treccia laterale che portava ai capelli sembravano coordinate al suo personaggio delicato e interessante. 

Come aveva annunciato poco prima di finire il live, Marta si è fermata fuori dalla sala per autografare i dischi e fare foto. Quando è arrivato il nostro turno, lo sconosciuto e Mirko hanno detto che "noi c'eravamo anche a Napoli" e lei ha risposto "Sì infatti mi ricordo di voi". Io non c'ero, ma mi sono trovata nel mezzo di questo discorso ed è stato divertente, anche perché poi hanno aggiunto "Quando ti abbiamo chiesto le date successive ce n'erano solo in altri paesi" e lei ha risposto tipo "Eh sì questa ancora non era uscita" e poi ci ha parlato di come si è trovata appunto in questa location. La sala era parecchio grande rispetto agli standard a cui è abituata e poi lo spazio tra il palco e il pubblico era immenso e ha sentito un po' questa distanza (al contrario dell'Auditorium 900 a Napoli quando la folla era praticamente attaccata agli artisti). A parte questo, però, tutto molto bello. Dopo esserci complimentati per il live, le chiediamo quindi una foto e poi ci salutiamo.

Al ritorno lo sconosciuto e Mirko mi hanno riaccompagnato a Salerno per poi proseguire per Caserta. Allungando, come sempre. Lo sconosciuto si è dimenticato di avvisarmi quando è arrivato a casa e ho dormito malissimo svegliandomi ogni 5 minuti per controllare il telefono. Poi mi ha raccontato che al ritorno ha guidato Mirko e che quando è arrivato a casa è crollato subito. Allora mi sono sentita super fortunata. Non che non lo sapessi già, ma mi sento circondata da queste persone stupende che mi fanno questi favori pazzeschi che non so neanche se merito. Però ho passato proprio un bel pre-compleanno e un po' ho già festeggiato. Anzi, questo potrebbe essere stato il mio festeggiamento preferito. 

giovedì 9 maggio 2024

Levante 7.5.24 Napoli

Partiamo dal principio: mentre aspettavo di decidere se chiedere un accredito o comprare un biglietto per il concerto di Levante al Teatro Augusteo di Napoli... mi sono imbattuta in un concorso per vincerli... e li ho vinti. SERIAMENTE. Quindi mi è poi bastato presentarmi al botteghino la sera dell'evento e ritirare in cassa i miei ingressi omaggio. Qualche volta sono fortunata. 
Il concerto è iniziato pochi minuti dopo le 21 con Leggera e, dopo Capitale, mio capitale, è partita Rancore. Dalla scaletta ha tolto la mia rancorosa Io ti maledico ma per fortuna è rimasta questa. E, come ragionavamo con Zio Lucio (che mi ha accompagnato) ne ha tenute fuori un po' delle più famose (tipo Pezzo di me, per esempio) per lasciare queste (come anche Io ero io) e alla fine mi ha fatto molto piacere. Il momento mega iper acustico con Abbi cura di te chitarra e voce continua a lottare con noi (e a farci emozionare), per il resto principalmente Levante si mangia il palco (nonostante i tacconi). Questo fino a quando non arriva un altro momento super intimo, ossia la triade composta da Antonio (adoro), Iride blu e Cuore liquido e Mater. Durante quest'ultimo brano si siede a terra, incorniciata solo da un cono di luce puntato su di lei che rende scuro tutto il resto del palco. Ma la fine della prima parte dello spettacolo arriva con un riarrangiamento di Gesù Cristo sono io. 
Poi Levante sparisce per un po' e torna con Invincibile, che è proprio la prima traccia dell'ultimo album, un po' come se fosse ufficialmente ricominciato lo spettacolo con una seconda parte. Non a caso, è anche proprio questo il momento in cui scende dal palco e canta un pezzo di canzone in platea. Ed è anche proprio a questo punto - o comunque poco dopo - che il pubblico si alza, troppo esaltato dai ritmi energici per poi non risedersi mai più e godersi in piedi l'ultima parte del live che si conclude ufficialmente con Mi manchi. Non mancano però poi i ringraziamenti finali. Mentre le scritte sul ledwall si susseguono con i nomi dei membri dello staff di Levante, lei ringrazia a voce la band e tutte le persone che hanno reso possibile questo spettacolo, tra cui proprio i presenti in teatro. Non si era risparmiata con i complimenti per Napoli già durante tutta la serata, tra una canzone e l'altra, ma durante il finale ha rinnovato l'amore che prova per questa città. Ma per concludere con una nota divertente, a un certo punto ha anche detto "Appena sono arrivata mi sono ritrovata con una sfogliatella in bocca" LOL