domenica 7 giugno 2026

Birthh 6.6.26 Recale (Caserta)

Ho conosciuto Birthh solo pochi mesi fa e incredibilmente l'ho già vista live più volte. Da una parte è un caso, visto che con il suo tour aveva in programma di toccare la Campania più volte. Dopo il primo step ai Morticelli, infatti, ieri sera si è esibita a Recale, in provincia di Caserta, per un festival davvero molto carino che si chiama La musica può fare. Anche il nome della location specifica altrettanto carino: OrTUO. Abbiamo mangiato, salutato gente e ascoltato gli artisti emergenti prima della protagonista della serata con la Tantormai live band. Poi prima di Birthh hanno cantato anche i Nearby Plantes, che non solo mi sono piaciuti ma credo anche di aver scoperto che la cantante si chiama Gaia!!! Poi è arrivato il momento del motivo per cui ero lì e mi sono goduta le canzoni della cantautrice toscana proprio come la prima volta, o forse anche un po' di più. Al contrario del mood intimo in cui eravamo immersi ad aprile, infatti, stavolta è stato tutto super energico perché era un concerto con tutti i musicisti previsti del gruppo. La scaletta è stata invece più o meno invariata perché Birthh ha cantato le canzoni del suo ultimo album, ma primo in italiano. A sorpresa - però - ha eseguito anche il suo nuovo singolo Più in alto, in uscita venerdì prossimo. Ne ha spiegato la nascita e di tanto in tanto ha effettivamente raccontato un po' la genesi delle canzoni, tipo quando ne ha scritta una in America, con una temperatura di tipo 40 gradi o quando ha scritto Senza fiato per parlare in musica di ciò che effettivamente la fa sentire così, senza respiro. Una cosa che mi ha colpito è la sedia rossa di legno davanti alla tastiera, non un semplice sgabello ma una seduta che rispecchiava in pieno l'atmosfera del Festival, pieno di attività extra come lo yoga sonora o i mercatini vintage. Ha imbracciato anche più volte la chitarra, mostrandosi per l'artista completa che è. Lei era vestita in modo piuttosto semplice, anzi, quando si è tolta il giacchetto è rimasta con una semplice tshirt bianca. C'è però da dire che durante le prime 2 o 3 canzoni ha indossato un cappello davvero particolare che avevamo adocchiato poco prima agli stand: con le orecchie e i buchi per gli occhi. 
Dopo iniziano a esibirsi i NeoPrimitivi ma noi ci spostiamo per andare a salutarla e vengono con noi anche Mirko e Dana. Ci saluta contenta, riconoscendoci dopo gli abbracci ai Morticelli e l'avvistamento al Mi Ami prima del live di Francesca Michielin. Parliamo di un sacco di cose, io constato che è spesso in Campania e lei ci spoilera una prossima data a Napoli. Quindi vengono fuori di nuovo le sue origini di Pomigliano d'Arco e ci racconta che avrebbe voluto fare un giro più approfondito per salutare sua cugina ma non è riuscita. La prossima volta potremmo farle noi da accompagnatori. Poi Michele le dà il suo libro di poesie mentre Dana le racconta del suo viaggio in Irlanda in solitaria con Bene (da sola) in sottofondo. Mirko invece si complimenta ancora, segnandosi la data napoletana di luglio appena scoperta. Dopo un po' di foto finali, Alice ci spiega che il giorno dopo doveva prendere un treno alle 6 di mattina per Milano, quindi ci saluta in modo molto dolce e pieno di gratitudine. 
Poi riesco a salutare anche Marco, conosciuto come fan di Emma Nolde e diventato turnista di una delle cantautrici che più sto amando. Mi ha salutato super entusiasta, definendosi contento per la nostra presenza e il nostro affetto, anche se al Mi Ami non siamo riusciti a beccarci in modo ravvicinato. Poi anche lui ci ha spiegato che il giorno dopo li aspettava un treno alle 6 del mattino e ci siamo risalutati con altrettanto entusiasmo. E questo è stato uno degli ultimi step della serata: dopo aver ascoltato un po' di NeoPrimitivi e aver fatto un altro giro di saluti in giro, ci avviamo ufficialmente per tornare a casa. 

martedì 2 giugno 2026

Gaia 1.6.26 Piedimonte Matese (CE)

Finalmente ho visto la mia famosa omonima dal vivo! Era ora, dal momento che io tifavo per Gaia anche a XFactor, cioè quell'esperienza della sua vita che probabilmente non si ricorda più manco lei, totalmente eclissata dalla vittoria ad Amici di qualche anno dopo. Le sue canzoni nel tempo sono diventate più spagnoleggianti e hanno abbracciato le sue origini brasiliane. Io ne sapevo meno del previsto, ma è stato anche un bel modo per scoprirle, infatti mi sono innamorata di Moon Veleno e ho riconosciuto, pur non sapendola, Rosa dei venti, ossia la title-track dell'ultimo album. Ne conoscevo il tema perché ne aveva parlato in un'intervista e l'esecuzione è stata speciale perché ne ha cantato l'inizio seduta sul palco, in uno dei pochi momenti raccolti dello show. Per il resto, accanto a lei spesso apparivano due ballerine, che però non sono rimaste per l'intera durata dello spettacolo e, soprattutto, non hanno né in alcun modo eclissato lei (che balla e canta benissimo già da sola) né l'eventuale band: erano tranquillamente presenti diversi musicisti, che hanno avuto il loro spazio. Per il resto, Gaia non ha parlato molto tra una canzone e l'altra, ma lo scambio di energia con il pubblico è stato ugualmente forte. Lei si è divertita a esortare il suo pubblico a cantare, anche se i suoi fan non avevano certamente bisogno di essere convinti. Poi il vicendevole affetto ha avuto il suo culmine quando lei è scesa dal palco e ha cantato una canzone (forse Bulletproof?) toccando le mani delle persone in prima fila (presente!) e rimanendo un po' con i fortunati in transenna durante qualche nota. Inutile dire che uno dei momenti finali è stato dedicato a Sesso e Samba, probabilmente uno dei pochi pezzi che ha effettivamente presentato, ammettendo che si tratta di un brano che le ha portato molta fortuna e che avrebbe avuto bisogno di aiuto a cantarlo adesso, in assenza del suo compagno. Ma l'esibizione è stata top nonostante l'assenza di Tony Effe. Ed è stato tutto ancora più magico quando è stata eseguita Chiamo io chiami tu, che ancora non mi spiego come abbia fatto ad arrivare 26esima a Sanremo 2025. Il suo primo Sanremo è stato invece omaggiato ovviamente con Cuore amaro, mentre i suoi inizi sono stati ricordati con le immancabili Coco Chanel e Chega. Insomma, c'è stato proprio tutto e questo concerto non può che essere stato promosso a pieni voti da me e 55 (che ha scattato la foto qui accanto)!

domenica 31 maggio 2026

Noemi 30.5.26 Potenza

Noemi riparte finalmente con un nuovo tour e, per magia, la prima data di questa nuova serie di concerti è relativamente vicino Salerno. Quindi chi sono io per restare a casa? L'evento è però così disorganizzato che bypasserei in toto l'arrivo a Potenza. Dico solo che era da tempo che non mi facevo un live IN MEZZO ALLA FOLLA, tant'è che ho scattato 0 foto (quella qui accanto ovviamente è di 55). Lo spettacolo comincia poco dopo le 22, quindi comunque un successo, calcolando che si tratta di un evento in piazza gratuito. La prima canzone in scaletta (e anche l'ultima) è Ti amo non lo so dire. Per il resto la setlist risulta praticamente identica a quella dell'anno scorso, ma immagino che succeda quando si fanno tour senza che ci sia di mezzo un album e quando si insegue un artista in lungo e in largo 30mila volte all'anno. Ma ci sono lo stesso delle novità. C'è per esempio Bianca, che essendo una canzone uscita lo scorso inverno abbiamo ascoltato relativamente poco e poi non so, mi dà proprio delle vibes invernali appunto, quindi non era detto che ci sarebbe stata per forza nel tour estivo. Poi c'è l'ultimo singolo Tu cosa fai questa sera, uscito solo il giorno prima, quindi nuovo di zecca e interpretato live per la prima volta proprio in questa occasione. Riappare anche la splendida My good, bad and ugly, direttamente dal 2014, un comeback della cover de La cura - eseguita al piano - e poi un'inaspettata cover di Titanium! Lei di tanto in tanto imbraccia la chitarra, ma per il resto ha le mani libere per salutare e mandare cuoricini ai fan. A un certo punto comincia a leggere i cartelloni che le hanno dedicato e ci scappa ovviamente un saluto all'Arca. Legge anche di una ragazza, Gaia, che le chiede un abbraccio e, poco prima della fine dello show, chiede allo staff di scendere dal palco per accontentarla. Perché i desideri sono importanti, dice. Non a caso, anche il mio desiderio di seguirla ovunque ed essere presente anche in questa occasione è stato esaudito, permettendomi così di osservare dal vivo anche il nuovo look inaugurato da pochissimo: ora Noemi ha i capelli mooolto corti ma sempre super rossi - e abbinati in questa circostanza a un abito bianco e fucsia. In realtà, avevo avuto uno spoiler nel pomeriggio, perché per puro caso siamo arrivati proprio mentre lei faceva il soundcheck, con un cappellino e un abbigliamento più sportivo, ma sempre brava e sorridente.

lunedì 11 maggio 2026

Mecna 10.5.26 Napoli

La tappa napoletana del Jameson Distilled Sounds si è svolto nella provincia napoletana questa domenica. Anche la localizzazione di Instagram ha avuto delle difficoltà a inquadrare quel posto al confine tra San Giorgio a Cremano ed Ercolano, quindi nel titolo abbrevierò in Napoli proprio come hanno fatto gli organizzatori dell'evento. Forse era palese, poi, che l'artista principale dell'iniziativa sarebbe stato alle 21, ma noi siamo arrivati comunque verso le 18:30, sorbendoci come al solito degli inutilissimi dj set, che però macinavano distanti e non davano troppo fastidio. Insomma, si riusciva pure a parlare e a respirare nel mentre! Nell'attesa abbiamo conosciuto Luisa e, proprio quando decidiamo di mangiare qualcosa prima del set di Mecna, il live... inizia. Anticipato di una mezz'oretta per pioggia, a quanto pare, ma senza nessun avviso né nulla. Quindi ci siamo ritrovati a mangiare in mezzo alle gambe delle persone in piedi sulle panche e mi sono sentita come quando devi fare in fretta prima che il gelato ti si sciolga tra le mani. In questo caso non si trattava di gelato, il succo però è che Mecna l'ho visto col binocolo e la situazione era talmente caotica che a stento ho riconosciuto le poche canzoni che sapevo. Poi lo ha detto stesso lui durante lo spettacolo: "Alla fine non ha manco piovuto". Anche se effettivamente ha cominciato poco dopo la fine della sua esibizione, quindi da un certo punto di vista... meglio così. 
Quando finiamo di mangiare proviamo ad avvicinarci al palco e riusciamo a metterci mooolto lateralmente per vedere quelli che mi sono sembrati gli ultimi 40 secondi di questo mini concerto. Molto mini e soprattutto molto confuso (e nonostante questo 55 è riuscito comunque a scattare una foto!), ma è stata comunque un'esperienza. 

domenica 10 maggio 2026

Elisa 9.5.26 Eboli (SA)

Elisa è partita con il tour nei palasport l'anno scorso e questa primavera ha fatto una sorta di diretta prosecuzione della precedente avventura. Noi abbiamo partecipato alla tappa di Eboli, che chiudeva la serie di concerti. È sempre emozionante assistere alla chiusura di un cerchio, soprattutto visto che al PalaSele l'artista ha dato effettivamente il meglio di sé. Infatti, ha fatto un regalo ai fan campani eseguendo Caruso di Lucio Dalla. Poi, poco dopo, ha cantato anche una canzone nuova. Il titolo? Semplice ma d'impatto: Amore è. Per il resto, la scaletta è stata scelta in modo tale da ripercorrere in maniera perfetta tutta la carriera di Elisa. Lei ha imbracciato diversi strumenti e io mi sono sciolta quando ha fatto al piano, di seguito, tra le altre, Dancing e Yashal. Poi ci ha ficcato dentro anche il ritornello di Neon, il suo brano con Marracash e un messaggio di pace con Zombie dei Cranberries e la sua Together. I vestiti indossati le hanno dato come sempre quel mood un po' da fatina ripreso anche dalla scenografia: le luci erano top e sugli schermi apparivano spesso paesaggi naturali, fiorellini, funghi e così via. È stato un concerto per celebrare anche il rapporto che Elisa ha con i fan: lo ha dimostrato parlandogli spesso e raccontandogli - di tanto in tanto - l'esegesi dei pezzi tra una canzone e l'altra. Inoltre, verso la fine ha cantato tutta gli Ostacoli del cuore oltre-transenna mentre salutava i fan in prima fila. E il pezzo con Ligabue non poteva che precedere il pezzo DI Ligabue. La cantautrice decide infatti di chiudere con A Modo Tuo, scritta da lui per lei.
Un momento super particolare è stato, però, quando lei ha cominciato a parlare di due sorelle molto forti che tempo fa sono andate a trovarla. Hanno passato entrambe dei guai, ma una di loro è molto brava a cantare e quindi ha deciso di farla salire sul palco e farla cantare con lei. Insieme hanno eseguito Eppure sentire (un senso di te) e sono state meravigliose. Non ho capito chi è quella ragazza, ma sicuramente è stato bellissimo. Poi, quando le luci erano ormai accese e lei aveva fatto diversi inchini con la band per salutare il pubblico, ha sentito qualcuno chiamarla dalla folla. Ma alla fine? Nulla di fatto... e ha congedato la cricca di scalmanati così: "Mi dispiace, non vi sento e non vi vedo, però un bacio a tutti!". Quando il concerto era nel suo pieno, invece, a un certo punto ha adocchiato qualcuno di particolare tra la gente: "Denny G dice che se lo saluto mi scrive una hit quindi diciamo tutti Ciao a Denny G! Aspetto la hit". Insomma, è stato tutto molto emozionante e anche molto iconico hahahah 

venerdì 8 maggio 2026

Levante 7.5.26 Napoli

Levante lo ha specificato subito: la scaletta è lunga, quindi si lascia spazio alla musica. Il suo tour è iniziato senza l'uscita di un disco, ma - in occasione della data alla Casa della Musica di Napoli, ha confidato al suo pubblico che uscirà alla fine dell'estate. Nel mentre, ha presentato ai fan l'inedito Ruggine, accompagnato dalle altre canzoni nuove che faranno parte di questo progetto. Ormai i dischi non vanno più per la maggiore, quindi lei ha pensato di darcene un po' pezzo dopo pezzo, prima della pubblicazione. Per questo esegue anche Dell'amore il fallimento, Blu, Mai Mai e ovviamente la sanremese Sei tu. Alla fine della scaletta resta però sempre Tikibombom, che simboleggia la sua prima esperienza al Festival della città dei fiori. Qualche spiegazione l'ha data tra un brano e l'altro, sì, ma è vero che per il resto Levante ha lasciato spazio alla musica. C'è stato però un momento durante il concerto in cui si è persa in una grande narrazione riguardante i David di Donatello. Lì non è come a Sanremo perché si è solo in 5 e quindi la voglia e la speranza di vincere un po' c'è. Quando ha scoperto di non aver trionfato con Follemente, infatti, ci è rimasta un po' male. Poi, ripartendo con i live, si è resa conto che lei "ha già vinto": la sua vittoria è l'affetto dei tanti fan che la circondano ogni volta. Allo spettacolo napoletano, tra l'altro, qualcuno ha pure rischiato di svenire: Claudia a un tratto ha fermato il concerto, preoccupata. Inoltre, più volte ci ha tenuto a esprimere il suo dispiacere per il caldo. In effetti, anche se io ero tranquilla in disparte sentivo stavo abbastanza cr3pando, quindi non immagino in mezzo alla folla come ci si potesse sentire. E a un certo punto il caldo se lo è sorbito pure lei, andando a cantare Abbi cura di te e Dall'alba al tramonto tra il pubblico. Ha suggerito alle persone di sedersi, precisando che "a Firenze ha funzionato". E in effetti anche qui, piano piano i fan si sono accomodati a terra per un momento tranquillo e intimo, prima di ributtarsi nel casino e nel calore. Preoccupazione a parte, Levante si è mostrata sempre con il sorriso, con il suo abito bianco e i calzini incorniciati dai tacchi super rossi. Nonostante i tanti centimetri sotto i piedi, lei non ha mancato di saltellare da una parte all'altra del palco. Anzi, quando si avvicinava dalla mia parte a volte mi è quasi sembrato sorridesse proprio a me. Quello che è certo è che io sicuramente le ho sorriso tantissimo. 

domenica 3 maggio 2026

Raphael Gualazzi 29.4.26 Salerno

Ho scritto tutto QUI. Aggiungo solo che quando l'evento è finito io e mio padre ci siamo rimessi in moto e, pochi metri dopo esserci allontanati, quando eravamo più o meno sul retro del teatro... ecco che vediamo Raphael Gualazzi! Se non fossimo già stati in moto sarebbe stato il momento perfetto per una fotina! 

martedì 28 aprile 2026

Napoleone e Any Other 19.4.26 Pozzuoli e Napoli

Andare a due concerti in un giorno solo è forse diventata la nostra specialità? Il piano iniziale era di andare a vedere solo Napoleone a Pozzuoli, poi abbiamo trovato un altro evento interessante con Any Other a Napoli, gli orari combaciavano... e quindi...! Prima siamo perciò arrivati a Casa Azul che era un bel lido nella provincia napoletana in cui tutti erano già in costume, tranne me, unica superstite con le calze. Nere, per giunta. Noi arriviamo con un notevole anticipo, ma nel momento giusto: proprio nel parcheggio, mentre eravamo ancora in macchina, vediamo arrivare Davide, probabilmente appena sceso dalla sua. Lo saluto con la mano e lui ricambia entusiasta. Una volta sul posto, dopo un dj set infinito e una vasta quantità di volte in cui lo staff del locale ci ha fatto spostare da una sedia all'altra, il live inizia. L'atmosfera è allegra e caotica ma allo stesso tempo intima e tranquilla. Accompagnandosi con la chitarra e con accanto un amico/collega, Napoleone canta un po' dei suoi pezzi ma anche qualche cover, tra cui una iconica degli Squallor. Quando la musica finisce noi fuggiamo, perché in realtà non era finita ma era ripreso di nuovo il dj set. Quel saluto smozzicato nel parcheggio bastava e avanzava e poi comunque Davide ci ha ringraziato per la presenza su Instagram poco tempo dopo. 

Ci dirigiamo quindi al Napoli Queer Festival, evento di cui sinceramente non avevo mai sentito parlare ma molto carino. La Sala Assoli Moscato è un posto molto carino e anche tutte le persone che per l'occasione ci hanno lavorato sembravano molto gentili. Tra queste, un ragazzo straniero che ci ha prestato un paio di forbici. Quando arriviamo il concerto doveva ancora iniziare, fatto che dimostra ancora una volta che siamo bravissimi a farci due concerti nella stessa giornata e a non perderci neanche un minuto di nessuno dei due. Anzi, arriviamo talmente in anticipo che, una volta dentro, vediamo Any Other fare una sorta di brevissimo soundcheck. Il concerto, poi, è molto simile a quello che abbiamo visto lo scorso novembre, non a caso quando a fine esibizione le chiediamo un'intervista ci reindirizza al suo Instagram e lì il giorno dopo ci risponde di riaggiornarci in vista di nuove uscite. Noi però le regaliamo comunque un adesivo e lei ci ringrazia, specificando che adora gli adesivi. Poi le facciamo i complimenti per tutto, lei ci ringrazia ancora e ci congediamo.  

lunedì 27 aprile 2026

Birthh 17.4.26 Salerno

Ci ho messo un po' per arrivare a scrivere il resoconto del concerto di Birthh ai Morticelli. Sarà perché ancora dovevo processare tutte le figure di merda che ho fatto con lei quella sera? Forse sì. Ho scritto qualcosina sul suo nuovo progetto e sul suo live a Salerno QUI, ma c'è tanto tanto altro ancora di molto più personale da raccontare. Alice Bisi, questo il vero nome dell'artista, è riuscita a coinvolgere davvero molto il pubblico del live, nonostante fossimo in un'ex Chiesa super intima. Ci ha scherzato talmente tanto che, quando è arrivato il momento dell'ultima canzone e i presenti hanno cominciato con i loro affettuosi "Nooo", lei ha risposto qualcosa tipo "Certo che è l'ultima, la gente sta già cominciando a sbadigliare". E lo ha detto fissandomi negli occhi, perché in effetti ero proprio io la persona che stava dimostrando in maniera piuttosto plateale tutta la sua stanchezza. Il mio sonno non era però causato da lei, ovviamente, cosa che le ho immediatamente spiegato non appena ci siamo avvicinati a lei per salutarla dopo l'esibizione. Dopo le risate iniziali, ci ha ringraziato per l'adesivo regalatole, specificando di aver apprezzato in particolar modo il colore, visto che adora il rosso. Ci ha poi confermato che sì, lei ha vissuto in Toscana ma la madre è di Pomigliano d'Arco. Poi cominciamo a salutarla ma subito dopo cambiamo idea e le chiediamo una foto. Durante la posa stavamo quasi per cadere, ma il tutto si è concluso con un'altra risata. A scattare è stato Marco, il musicista che l'ha accompagnata durante la serata e che farà lo stesso durante le successive, nonché quel gentile ragazzo che un giorno era a tanto così dall'offrirmi un passaggio per un concerto di Emma Nolde e che ho poi successivamente salutato davvero proprio a un suo concerto. Mi fa un cenno come a dire che sì, si ricordava di me, e menzioniamo velocemente proprio Emma, così Birthh interviene per confidarci che la formazione completa del tour prevede proprio uno dei musicisti che ha suonato per anni con lei... il destino! 

domenica 12 aprile 2026

Svegliaginevra 11.4.26 Benevento

Molte persone presenti al live di svegliaginevra a Benevento non sapevano che lei fosse proprio di lì. Io invece lo sapevo e, proprio per questo, ho pensato che avremmo dovuto raggiungere il locale per tempo, perché sennò sarebbe stato invaso da amici e parenti e ci sarebbe stato troppo casino. Beh, quando siamo arrivati noi al Reset non c'er ancora nessuno, neanche i parenti. Poi qualcuno comincia ad arrivare e a un tratto una signora ci si avvicina e ci chiede "Siete qui per Ginevra?". Noi rispondiamo di sì e le spieghiamo che siamo super fan. Lei allora si presenta: è sua madre. Ci spiega che lì sono tutti escursionisti e ci dà un po' di dettagli sulla città e sui desideri della figlia, che ha scelto appositamente una location più intima per questo suo primo concerto nella sua terra. 
Il posto si riempie in fretta ma i presenti sembrano un po' timidi, ci è voluta proprio svegliaginevra a ricordargli che potevano avanzare, con un gesto delle braccia. Le stesse braccia che stavano mantenendo la chitarra. Sul palco c'è infatti lei, al centro, con due musicisti laterali. Non c'è spazio per una vera e propria scenografia ma alle loro spalle c'è uno schermo che proietta in loop delle immagini che ricordano un viaggio e ricordano Londra. Il concerto inizia con Caramelle e la scaletta è ben bilanciata: si presenta l'album più recente (La fine della guerra) ma c'è anche tanto altro dei precedenti. Al primo è dedicato una specie di mega medley, mentre una delle canzoni dell'ultimo viene cantata con lei seduta a terra in mezzo al pubblico. "Ma dov'è mia madre?", chiede a un certo punto, "Ah, sei lì, nascosta di lato". Gli argomenti delle canzoni sono vari e lei spesso si ferma a spiegarli. Dall'amore tossico alle difficoltà nel mondo discografico: nei pezzi e nelle esegesi di svegliaginevra c'è questo e molto altro, raccontato con una semplice unicità. Un po' come il suo look: jeans, maglietta bianca e floulard rosso legato al collo. 
Il concerto finisce ufficialmente con lei che dà appuntamento ai fan al merch, quindi lascia il palco. Prima di sistemarsi accanto a magliette e cd, però, succede qualcosa di particolare. Torna al microfono per annunciare a tutti il compleanno di una certa Annalisa e quindi tutti cominciano a cantarle Tanti auguri a te accanto a una torta apparsa all'improvviso. Dopo questo fatto curioso, arriva davvero il momento del meet con lei. Noi ce la ritroviamo praticamente a fianco quasi senza accorgercene. Aspettiamo un po' e a un certo punto i nostri sguardi si incrociano. Ci diciamo "Ciao", quando lei viene subito assorbita da qualcun altro che richiede le sue attenzioni. Pochi secondi dopo, però, torna da noi. "Abbiamo un regalo per te: a febbraio ti abbiamo intervistato per l'uscita dell'album, quindi ti ho portato gli adesivi del mio sito", le dico. "Ah, quindi siete voi! Sei tu! Ma sei solo tu o siete un team?", risponde entusiasta. Io le spiego che siamo una squadra e poi le do il secondo regalo, una piccola sveglia per omaggiare il suo nome d'arte. Anche qui sembra apprezzare molto e ci spiega che lei in effetti le colleziona e ne ha di ogni forma e colore. Poi 55 le porge il suo libro e lei fa "Ma certo che lo leggerò", prima di chiederci se lo spettacolo ci fosse piaciuto. Dopo il mio "Moltissimo", specifica anche che ha dovuto tagliare qualcosina e cambiare un pochino alcuni dettagli dello show a causa della location molto piccola, ma ha preferito esibirsi in un ambiente più raccolto, proprio come ci spiegava la madre qualche ora prima. Così, ci dà appuntamento alla prossima, spoilerandoci che probabilmente in estate sarà live a San Nazzaro... e noi speriamo proprio di esserci! 

Voglio quello che vuoi Tour: scaletta 
- Caramelle 
- Solo cose stupide 
- Pessima idea 
- Da domani 
- Fino a quando 
- Per dire 
- I fatti miei 
- Qualcosa! 
- Elastico 
- Senza di me - Due - Onde 
- Lacrime e mascara 
- La fine della guerra 
- Voglio 
- Come stai 
- Piove sul mare 
- Gelatai / Caramelle 

sabato 11 aprile 2026

eroCaddeo e Ulan Bator 10.4.26 Pozzuoli e Caserta

eroCaddeo è stata una bellissima scoperta. L'avevo seguito a XFactor come tutti i concorrenti di quell'edizione ma non avevo mai approfondito. Il Duel Club di Pozzuoli gli ha dedicato uno spazio più piccolo del normale, forse perché non c'era tantissima gente, ma quella che c'era ha fatto il suo dovere egregiamente. Il concerto è stato un vero e proprio spettacolo che ha coinvolto tantissimo anche i presenti. Natasha è pugliese ma vive a Pomigliano d'Arco e ha preso parola più volte. Tra le altre cose, ha specificato che in realtà non è la prima volta a Napoli per l'artista, come tutti credevamo: la finale del talent a cui ha partecipato si è infatti svolta proprio a Piazza del Plebiscito. Ma è in effetti il suo primo vero concerto nella città partenopea "perché tanto XFactor non conta". Alice ed Ernesto, poi, hanno avuto la possibilità di cantare un brano ciascuno con Damiano - questo il vero nome del cantautore - che li ha chiamati sul palco per fare un po' di caciara e per spartire un momento con i più coraggiosi del pubblico. Ma a salire sul palco c'è stato anche un ospite speciale: Viscardi. I due hanno in comune l'avventura a XFactor fatta nello stesso anno e infatti sono rimasti evidentemente in ottimi rapporti. Lui canta insieme a eroCaddeo Ancora di Eduardo de Crescenzo e poi la sua Scinnm o cuoll. Ho apprezzato molto, soprattutto visto che a febbraio ho saltato il suo concerto a causa di un altro concerto. Quest'atmosfera intima e allo stesso tempo caotica è stata rappresentata anche attraverso la scenografia: sul palco c'era un tappeto, un divano e un tavolino. Sopra quest'ultimo erano state appoggiate due bottiglie d'acqua e... una scatola con i fiocchi di neve di Poppella. A un certo punto dello show, infatti, eroCaddeo ne ha offerto uno a una persona in platea e a fine serata uno dei musicisti ne ha offerti altri in giro, quindi ne ho preso uno pure io. Tra i tanti momenti indimenticabili della serata, oltre alla miriade di battute che sono state fatte, anche la presentazione di un pezzo inedito che parla dei fuorisede, Lontano da casa. Per il resto, la scaletta è stata ricca - per quanto la sua carriera sia appena iniziata - e ovviamente non è mancata la canzone presentata in occasione del programma di SkyUno. Proprio durante questo brano, lui ha cominciato a prendere i telefoni delle persone in prima fila per un altro momento collettivo. A ognuno registrava dal palco qualche secondo di video mentre cantava. A un certo punto si avvicina anche a me, io gli sorrido ma resto titubante, quindi gli passo lo smartphone incerta, ma non ero assolutamente pronta a tutto ciò. Infatti, è stato lui - direttamente dal palco - a dover premere il tasto per cominciare a registrare un filmato. Comunque va tutto bene, e anzi, quando finisce di cantare il pezzetto a me dedicato mi dà il telefono indietro e mi stringe la mano per cantare qualche altra nota con me. Non credo che si sia reso conto che in realtà non sapevo le parole, perché ero talmente in imbarazzo che credo di aver solo sorriso come una scema, senza neppure provarci a cantare. Comunque, è stato veramente sorprendente, sotto tutti i punti di vista. 
C'è da dire, poi, che andare a due concerti nella stessa sera è diventata a quanto pare la mia specialità. Inizialmente era infatti previsto che andassi al concerto degli Ulan Bator al Kingston di Caserta, ma poi le circostanze mi hanno fatto cambiare strada. Il caso ha però voluto che il live di eroCaddeo fosse molto puntuale e/o molto corto. In questo modo, siamo riusciti a fare tutto, raggiungendo anche la location del secondo spettacolo addirittura in anticipo. Il mio livello di conoscenza di questo gruppo francese era più o meno lo stesso di eroCaddeo, ossia più o meno nullo. I componenti di questa band però non facevano battute e non parlavano neanche italiano, anzi, non parlavano affatto. Tra le poche cose che hanno detto, però, ce n'è una che mi è rimasta particolarmente impressa. Il concerto a Caserta segnava infatti il loro ritorno in Italia dopo tantissimi anni. E noi c'eravamo. 

domenica 8 febbraio 2026

I Ministri 7.2.26 Caserta

Quanto conosco i Ministri? Praticamente zero: avevo visto Federico Dragogna da solo al Mi Ami di qualche anno fa e li avevo visti tutti in gruppo in acustico all'Ostello Bello lo scorso autunno, ma in tutto ciò l'unica canzone che tuttora conosco è Abituarsi alla fine. Nella scaletta del concerto al Lizard Club di questo sabato, per fortuna, c'era anche questa. Anzi, le era stato anche riservato il posto d'onore: era una delle ultime della fila, se non proprio l'ultima, a chiudere il live. Alcuni altri brani (tipo Poveri noi e Spaventi) li ho riconosciuti proprio dalla presentazione del disco di settembre, nonostante non è che li abbia ascoltati con chissà quanta attenzione (segno del fatto, quindi, che si tratta di pezzi che funzionano, almeno secondo me). Di Aurora Popolare (la title-track) e Terre Promesse avevo invece solo un ricordo vago e questa serata ha fatto sì che si incastrassero ancora meglio nella mia testa, perché mi hanno colpito. Per il resto, è stato uno spettacolo molto caotico: i fan hanno iniziato a pogare quasi subito, ma dal palco gli artisti sono stati così carini da preoccuparsi più di una volta che tutti stessero bene, spiegando che è bene controllare chi si ha a fianco prima di fare troppo casino. È poi capitato a loro stessi di scendere tra la folla per godersi il momento insieme ai propri sostenitori e di far fare la stessa cosa, al contrario, a una ragazza del pubblico: prima è salita on stage con loro e poi si è "buttata" di nuovo in mezzo a tutti. Il supporto dei presenti è stato molto, tant'è che a un certo punto è stato anche raccontato di un cambio di scaletta dovuto proprio a una persona tra loro che ha implorato il gruppo di suonare un determinato brano. È stata quindi una serata piena di cose, tra cui anche un gruppo di apertura tutto da scoprire: Le cose importanti.