martedì 27 giugno 2023

Coma_Cose 25.6.23 Napoli

Sono abituata da anni ad andare ai concerti da sola. Quasi ho imparato a preferirlo alla compagnia. Da qualche mese, però, ho conosciuto una persona speciale che vuole stare con me e cantiamo sempre insieme. Io, in realtà, abituata alla solitudine, non sono abituata a cantare. Quando sono sola sto nel mio angolino a osservare e a scattare foto, senza muovermi particolarmente. Il mio corpo resta fermo e anche la mia bocca, al massimo sorrido. Credo che sia anche un modo più maturo di partecipare a questo tipo di eventi perché scatenarsi sotto a un palco sembra una cosa da giovani. 
Il concerto dei Coma Cose che si è svolto al Giardino Romantico di Palazzo Napoli mi ha fatto sentire di nuovo giovane. Innanzitutto, per via del covid e di mille altre cose, era da un po’ che non partecipavo a un concerto all’aperto di quelli veri. Di quelli in cui si sta in piedi per ore, di quelli in cui vuoi raggiungere la transenna per stare vicino (anche se arrivi tardi e sei di lato). Questo live, che si è svolto nell’ambito del Noisy Naples Fest, è stato poi uno dei miei primi concerti estivi e l’ho apprezzato anche perché faceva molto caldo ma si riusciva ancora a respirare. Immagino che non ricapiterà spesso. 
La persona che ora viene con me ai concerti (e con lei tutti i suoi amici) non sa che io in genere ai concerti non canto perché non mi conosce abbastanza. Allora ho deciso di lasciarmi trasportare dalle note di California e Fausto e di cantare (e di ondeggiare leggermente). Ho deciso di fregarmene della timidezza e della mia abitudine alla solitudine perché in quel momento potevo anche non essere io. È per questo che forse mi piace stare così tanto con questa persona che conosco così poco e che mi conosce così poco. Posso non essere completamente me stessa, ma nel senso buono del termine. Posso fare le cose difficili, tipo lasciarmi andare e buttarmi e sentirmi più libera perché su di me al momento ancora non ci sono aspettative. 
Ma se è vero che ho cantato tanto Fiamme negli occhi, L’addio o Agosto Morsica è anche vero che, a prescindere da tutto, sono rimasta in religioso silenzio durante Zombie al Carrefour o Pakistan per godermele sotto un altro aspetto. Anche l’occhio comunque ha avuto la sua parte: anche dal punto di vista della scenografia è stato fatto un gran bel lavoro. Durante (mi pare) Odio i motori, ad esempio, California ha aperto le braccia e il mantello che si era messa addosso pochi istanti prima si apre e sembra lasciar intravedere delle ali. In un altro momento dello spettacolo, invece, dal palco lei ha lanciato al pubblico un pallone (di spugna, per non far male nessuno). E l’idea – molto carina – prevedeva che chi fosse riuscito a prenderlo avrebbe potuto avere una sorpresina al banchetto del merch. Ma non è tutto! 
A un certo punto sul palco è apparsa una panchina. Francesca e Fausto si sono seduti e hanno eseguito un medley inedito dando vita a un’atmosfera intima davvero speciale. Tra le canzoni scelte anche le cover di LLYLM di Rosalia, Don’t look back in anger degli Oasis e Nove Maggio di Liberato. A fine esibizione, infatti, il duo ha ammesso che questo momento del concerto non era mai stato fatto ed era stato preparato appositamente per noi, provato giusto il pomeriggio stesso per la prima volta. 
Per me è curioso anche averci trovato Rosalia, dal momento che avevo visto lei dal vivo solo un paio di giorni prima. Il giorno prima, invece, avevo visto live proprio i Coma Cose, ma senza farlo apposta. Dopo essere state al concerto di Paolo Nutini, io ed Erica ci siamo infatti avviate verso lo spettacolo del Gay Pride ma le aspettative erano basse, pensavamo di arrivare a show finito o semplicemente di non arrivare mai a causa della stanchezza. E invece abbiamo beccato alcuni dei nostri artisti preferiti tra cui proprio California e Fausto che hanno cantato Fiamme negli occhi, L’addio e Agosto morsica. Anche loro, durante la serata a Napoli, hanno menzionato l’evento e hanno detto che venivano dritti da lì. Oh, ma potevano darmi un passaggio allora! Hahahah 
La complicità che hanno sul palco si nota subito e si riflette sul soddisfattissimo pubblico. Noi abbiamo cantato, abbiamo ballato e ci siamo sentiti liberi e giovani. Forse è triste associare le cose belle alla gioventù perché è come se significasse che più si invecchia, più si diventa tristi e stanchi. Non so se è la verità. So solo che il concerto dei Coma Cose mi ha fatto sentire di nuovo adolescente, e forse questo vuol dire anche non restare qui a rimuginare su queste parole, quindi – per ora – va benissimo così.

lunedì 26 giugno 2023

I DAYS 2023 (+ Gay Pride)

Quando io ed Erica abbiamo scoperto come non pagare i concerti degli iDays abbiamo ben pensato che a questo punto potevamo farceli tipo tutti. Sarei salita a Milano per Florence + The Machine e per Paolo Nutini... e a questo punto perché non aggiungerci pure Rosalia che avrebbe cantato esattamente nel giorno in mezzo a questi altri due concerti? E perché poi, non aggiungerci anche una visitina al live del Gay Pride dopo Nutini? Insomma, come al solito abbiamo cercato di fare TUTTO e ce l'abbiamo anche fatta. 
Florence Welch musicalmente è una dea, fisicamente sembra un elfo dei boschi con i suoi lunghi capelli rossi e i suoi lunghi vestiti chiari; il suo concerto è stato quindi pazzesco perché sembrava veramente di trovarsi in un'altra dimensione. Il tutto poi è iniziato quando stava ancora calando la luna il che ha reso tutto più speciale. Poi lei è super carina e mi scioglievo ogni volta che provava a parlare in italiano per ringraziare i presenti che l'hanno accolta super calorosamente anche e soprattutto quando è scesa dal palco per avvicinarsi alla transenna (quelli in prima fila sono stati tipo benedetti hahaha). Comunque: promossissima! 
Io ed Erica siamo arrivate al concerto di Rosalia con tipo 4 minuti di anticipo e subito ci siamo catapultate in un tripudio di roba. Lei infatti sul palco ha una scenografia pazzesca, un milione di ballerini e oggetti di scena e mille altre cose. Tipo a un certo punto ha anche parlato a distanza con una del pubblico e ha parlato di churros o comunque qualche altro cibo che poi ha pure mangiato tra una canzone e l'altra hahahah è stata troppo carina! Per quanto comunque non conoscessi bene la sua discografia ho comunque riconosciuto molti pezzi e ho cantato quello con cui ero in fissa (LLYLM) e sono stata piacevolmente colpita dalla sua cover di Blinding Lights di The Weeknd. E ora passiamo all'ultimo step.
L'anno scorso quando Paolo Nutini ha annunciato il tour, io ed Erica avevamo deciso di andare a vederlo a Caserta. Lei sapeva a stento chi fosse ma mi avrebbe accompagnato perché in quei giorni sarebbe stata qui a Salerno e poi lui fa un disco ogni 300 anni, quindi è comunque raro avere la possibilità di vederlo live. Peccato che poi mi è venuto il c0vid proprio in quei giorni. Mentre ero ancora incazzata per questo fatto, Nutini ha incredibilmente annunciato altri concerti, e quindi Erica ha detto che mi avrebbe accompagnato a quello di Milano, che si sarebbe svolto quasi un anno dopo. A me mette molta ansia organizzarmi per i concerti con un anno di anticipo, però poi devo dire che è andato tutto incredibilmente bene, a partire dall'opening. Ad aprire il concerto c'erano infatti i Fask e gli Interpol, piuttosto pazzesco. Poi il concerto di Paolo è stato così bello che mi ha fatto sentire come se avessi compensato perfettamente la mia sfiga. Lui è incredibile perché si è presentato sul palco con dei capelli incredibilmente più lunghi del solito, i jeans e una maglietta bianca e ha fatto tutto il concerto così, con la sua chitarra e la sua band e niente di più. C'erano dei visual carini sui maxi schermi dietro di lui, però è stato tutto molto semplice, così come dovrebbe essere. La scaletta l'ha rivisitata rispetto al solito e mi sono anche resa conto di avere parecchie lacune per quanto riguarda la sua discografia, ma colmare in questo modo è stato il modo migliore per farlo. 
Quando il concerto di Paolo Nutini è finito e ci siamo messe in macchina, ho notato che Erica non stava facendo la strada per tornare a casa. Questo perché io mi ero completamente dimenticata che avevamo deciso di cercare di fare un salto al Gay Pride. Anche perché avevo veramente aspettative bassissime, non pensavo che avremmo finito in tempo, e invece ci siamo ritrovate all'Arco della Pace nel momento esatto in cui aveva iniziato a cantare Ginevra. E non so che cosa ci siamo perse prima, ma dopo - quando abbiamo raggiunto anche Lorenzo e gli altri - abbiamo visto anche artisti tipo Sergio Sylvestre, Ariete, Orietta Berti (<3), Baby K, Angelina (QUEEN) e i Coma_Cose (a cui quindi avrei potuto chiedere un passaggio per Napoli per il giorno dopo a questo punto). E quindi niente, direi che è stato tutto un vero successo!

martedì 30 maggio 2023

Mi Ami 2023

Ho festeggiato il mio compleanno nel migliore dei modi al concerto de La Nina (ma ne ho scritto QUI). Il caso ha voluto che una settimana dopo mi ritrovassi anche a un altro incredibile evento. La circostanza per cui questo weekend mi sono ritrovata nei dintorni di Milano non è stata certamente delle migliori, ma il karma ha saputo come compensarsi. È la stessa cosa che ho scritto a Levante su Instagram ed è proprio l'argomento su cui abbiamo iniziato a ironizzare non appena ci siamo finalmente (ri)viste. Ma andiamo con ordine. 
Erica è venuta molto gentilmente a prendermi a Malnate e mi ha portato al Mi Ami. Erano anni che lo sognavo e trovarmici quasi per caso, solo perché il memorial di zia Suzanne era in quei giorni gli ha dato anche un tocco di magia in più. Non ho parlato a molti di questa coincidenza perché qualcuno potrebbe darmi dell'insensibile, ma andare a un concerto non è forse il miglior modo per riprendersi da un lutto (o comunque da qualunque cosa brutta)?!
Quando io, Erica e Cecilia arriviamo, ci dirigiamo subito alla collinetta, perché il Mi Ami ha tipo un miliardo di palchi (ma quasi tutti gli artisti che mi interessavano si esibivano sullo stesso). Seguo il (bellissimo) live di Federico Dragogna in attesa di Ginevra e sì, nonostante fossi in transenna... ho mangiato un panino. Vorrei quasi mandargli un messaggio per spiegargli che ero interessata lo stesso e mi è piaciuto lo stesso, anche se mentre ascoltavo la sua musica stavo mangiando. Poi arriva finalmente il momento di Ginevra. Mentre cantava le sue canzoni che sanno di pioggia (la menziona spesso), si è effettivamente messo a piovere, ma era una pioggia leggera, quasi piacevole, perché rendeva l'atmosfera in qualche modo ancora più giusta. Quando l'ho vista live la volta precedente, Diamanti ancora non era uscito e ne aveva cantato solo qualche brano in anteprima, quindi questa è stata la giusta occasione per potermelo godere e per poterlo cantare. È stato un live completo e dei brani più vecchi non è mancato ovviamente Rajasthan. Io poi mi sono fatta prendere dall'entusiasmo dell'essere lì e dell'aver finalmente comprato una schedina SD che credo di aver fatto un video a tipo tutto il concerto, però ok. Quando finisce di cantare ci dirigiamo al banchetto del merch perché Ginevra aveva spoilerato su Telegram che si sarebbe fermata, ma prima passiamo un attimo al live di Colombre, giusto in tempo per vederlo duettare con Maria Antonietta (ADORO). Poi perdiamo un po' di tempo a osservare i costosissimi articoli in vendita in attesa di Ginevra, appunto, che però non arriva... Forse i suoi piani sono stati scombussolati dalla pioggia?! Ma forse è stata proprio la pioggia a riunirci tutti lì: questa è stata infatti la location dove piano piano sono arrivati tutti (Ileana, Alice, Riky e altra gente random). Dopo aver salutato un po' di gente (credo di aver incontrato più persone questa domenica al Mi Ami che negli ultimi 3 mesi della mia vita), ci dirigiamo di nuovo alla collinetta per attendere Le luci della centrale elettrica e Levante. Ed è proprio mentre ci stavamo avviando lì che incontriamo Stefania e ci salutiamo entusiaste dandoci appunto appuntamento sotto il palco di Levante. 
Quando Vasco Brondi ha dato vita al suo progetto, nel lontano 2007, io ero ancora molto ma molto distante da questo mondo. All'epoca credo ascoltassi solo le soundtrack delle serie tv. Ma (ri)trovare sul palco Le luci della centrale elettrica (con la scritta #cazzoridi sulla maglietta di Giorgio Canali) è stato ugualmente una bomba. Si sentiva proprio nell'aria l'atmosfera di un atteso ritorno e mi sono ritrovata a cantare canzoni che in realtà non conoscevo e a emozionarmi tantissimo per l'unica che sapevo davvero (grazie, Chakra). 
Poi arriva il momento di Levante. In questo caso le canzoni le ho potute cantare tutte [tranne il pezzo in portoghese di Alfonso (perché sì, ha fatto pure quello!!)] nonostante il ritmo serrato della scaletta. Claudia ci ha infatti tenuto a specificare più volte che avrebbe un po' corso perché il tempo a disposizione era ridotto rispetto a un concerto vero e proprio e da dietro non facevano altro che farle cenno di accorciare. Ma si vedeva che le mancava il palco, che ci è tornata per restarci, che avrebbe voluto farci "tutti gli album, ma è impossibile, cazzo!". Comunque, nonostante i tagli, mi è sembrato lo stesso un live piuttosto corposo, che - soprattutto - ci ha regalato le versioni dal vivo dei pezzi del nuovo album. Il concerto è iniziato proprio come comincia l'album, ossia con Invincibile, e non sono mancate Vivo, Mi manchi, Leggera e poi, facendo un passo indietro, Vertigine, Tikibombom, Andrà tutto bene, Lo stretto necessario, Io ti maledico, Le mie mille me e sicuramente anche qualche altra che ora non mi viene in mente. Come aveva già preannunciato, Levante ha parlato poco, ha cantato tanto e ha dato appuntamento a tutti al suo concerto di settembre all'Arena di Verona. È così che Claudia ha salutato tutti i presenti, ma io ed Erica abbiamo cercato un modo per farle un saluto migliore.
Abbiamo aspettato una quantità di tempo eccessiva davanti alla porta del backstage prima di scoprire che con il pass da fotografi (che avevamo) potevamo tranquillamente anche entrarci
Saliamo delle scalette e quando ci avviciniamo a Levante, lei è di spalle. Sentendo la presenza di qualcuno alle sue spalle, però, si volta subito e ci dà i due baci per salutarci. Lei mi saluta sempre con un incredibile entusiasmo ma, stavolta, la prima cosa che mi ha detto in questo caso è stata "Innanzitutto condoglianze". Forse potrebbe essere considerato normale, ma io trovo comunque molto dolce il fatto che si ricordi con così tante precisione tutto quello che le scrivo, anche quando magari non risponde. Una volta mi scrisse qualcosa tipo "Gaia, ricevo sempre tantissimi messaggi, ma i tuoi li leggo sempre". E cavoli, era proprio vero. Abbiamo poi parlato proprio di quello che le avevo spiegato su Instagram. Dopo averla ringraziata, infatti, si è messa a spiegare tutto a Stefania: "Te l'ha detto?! ...Come mai è qui?!", quindi intervengo anche io e inizio a dare dettagli. "Ieri ero a un funerale in provincia di Varese quindi ne ho approfittato. Erica è venuta a prendermi lì e mi ha portato al Mi Ami" ho detto, ricevendo in risposta tanti meritati complimenti per Erica ("Ohhh, che tenera!"). 
Poi mentre lei viene interrotta da qualcuno, noi riflettiamo sul fatto che avevamo portato la mia copia di Opera Futura da far autografare ma eravamo senza pennarello. Decidiamo quindi di chiederlo direttamente a Claudia, che effettivamente riesce a recuperarlo piuttosto in fretta da una persona che era lì con lei, anzi, commenta pure il fatto che il disco è tutto nero e forse l'autografo non sarebbe uscito bene. Il suo lavoro, comunque, non finisce qui, perché è proprio a Levante che Erica chiede di recuperare il disco (sepolto all'interno del suo zaino). Lei riesce a capire immediatamente la tasca interna a cui si riferisce Erica quando le indica dove poterlo prendere e aggiunge anche "Ah no ma avete ragione, qui l'autografo si può fare, io per un attimo ho pensato vi riferiste al vinile che è invece tutto scuro". Quando impugna il pennarello e sta per firmare chiede "Erica con la C, giusto?!" quindi Erica, invece di confermare, specifica che il disco è in realtà mio. "Ah, Gaia, sì, giusto!" risponde Claudia che, mentre firma, chiede anche "Papà tutto ok? Sono abituata a vederti con lui" e io tipo "Bene bene, sì, al sud con lui e al nord con lei" LOL Poi Erica le chiede una foto. Non ero preparata mentalmente a questa proposta che Levante ha ovviamente accettato. Quando questa domanda mi coglie alla sprovvista, riesco a uscire incredibilmente anche peggio del solito nelle foto: in questo caso è stato tutto molto simpatico perché Claudia si è molto gentilmente avvicinata a me, mettendosi al centro fra me ed Erica e, con i suoi tacchi alti 20 cm e il fatto che fossimo sulla collinetta (io dalla parte più bassa, owio), io sembro quasi la loro figlia. Ma la cosa ancora più divertente è che quasi 10 anni fa, quando ho incontrato Levante per la prima volta, è successa praticamente la stessa cosa. Mio padre si è complimentato per la sua altezza quando in realtà lei era semplicemente su un gradino più in su rispetto a me. Adesso non era un problema di scalini ma di tacchi, che effettivamente erano davvero parecchio alti, tanto che lei a un certo punto davanti a noi ha detto a Stefania "Forse mi dovevo portare delle ciabattine come cambio" hahahahah 
A questo punto lei ci spiega che adesso si sarebbe andata a riposare, ringraziandoci tanto di tutto e noi ricambiamo e commentiamo il live. Levante ci specifica di aver dovuto accorciare la scaletta per ovvie ragioni, ma noi ovviamente rispondiamo che è stato stupendo lo stesso e che è stato bello esserci nonostante le circostanze (il funerale) e anche perché Erica non potrà essere allo spettacolo di Verona (è infrasettimanale). Stefania quindi le chiede "Ma tu studi a Padova?" ed Erica specifica che ora si è laureata ma ne approfitta per dire a Levante una cosa che le doveva dire da anni, ossia che ha fatto una tesi sul cantautorato femminile e sul gender gap nella musica italiana e ha citato anche lei. E dopo aver menzionato la mancata presenza di Erica allo spettacolo di Verona, abbiamo anche colto l'occasione per dire che io all'instore non c'ero perché quel giorno avevo la febbre; Claudia mi risponde "Ah, è vero, me lo avevi scritto!" confermandomi ancora che mi legge sempre e ricorda tutto quello che le scrivo. Sono contenta che i miei messaggi non vadano sprecati. 
In conclusione, quindi, siamo state tutte molto contente di rivederci proprio perché non ci capitava da un po' e, purtroppo, per un altro po' non ci capiterà. Ma questo live al Mi Ami è stato così bello che credo di potermi sentire a posto per i prossimi mesi. 
Oltre che per il Mi Ami, sono capitata a Milano nel momento giusto perché il giorno dopo - prima di prendere il treno - ho fatto in tempo anche a partecipare a mezza conferenza stampa di Daniele Silvestri. Lunedì mattina il suo nuovo album è stato infatti presentato ai giornalisti ed è stata una delle migliori conferenze di sempre perché ce lo ha fatto proprio ascoltare tutto in anteprima spiegandolo traccia per traccia (e regalando a tutti una copia del disco!). Lui si è rivelato preciso e attento ma anche simpatico e divertente. Le prime gag sono iniziate quando l'evento è iniziato in ritardo a causa del fatto che il proiettore, che serviva per alcuni video, è stato per sbaglio inviato alla Santeria Toscana, mentre noi eravamo alla Santeria Paladini. Quindi Daniele ha iniziato a ironizzarci su e a scherzare facendo, nell'attesa, l'appello di tutti i presenti. A uno a uno, tutti i giornalisti hanno effettivamente alzato la mano una volta sentito il loro nome ed è ovviamente toccato anche a me e ad Erica. Eravamo in fondo alla sala, quindi quando io mi sono fatta avanti, lui ha detto "Vedo solo il braccio lì in fondo ma ok, ci sei" hahahah 
E questa è la storia di come anche fare una cosa brutta come andare a un funerale può avere risvolti inaspettati. 

lunedì 24 aprile 2023

Francesca Michielin 22.4.23 Napoli

Il concerto a Napoli di Francesca Michielin, che aspettavo con ansia da circa 6 mesi, è stato per me costellato di ostacoli. Come ormai praticamente ogni evento più o meno significante della mia vita. Fatto sta che il firmacopie che sarebbe dovuto essere - come sempre - dopo il concerto è stato anticipato alle 17. Quindi quel santo dello sconosciuto è venuto a prendermi alle 16 e abbiamo tardato solo di qualche minuto, riuscendo tranquillamente a fare in tempo per incontrare Francesca. 

La mia copia di Cani Sciolti è attualmente a Milano e sarà nelle mie mani solo il prossimo 22 giugno quando salirò e ritirerò tutti i dischi che in questi mesi Erica mi ha fatto autografare. Avevo però portato con me una copia di 2640 acquistata nel 2018 e ancora caramente avvolta nel cellophane e una copia di di20are. Per fortuna sono stata accettata lo stesso e anzi, è andata anche meglio del previsto. Come al solito questi incontri sono super veloci - anche se molto carini - quindi ho i ricordi un po' confusi, so solo che improvvisamente mi sono ritrovata davanti a Francesca Michielin e le ho appoggiato i miei dischi davanti, probabilmente al suono di un "ciao". Lei stava già firmando il mio di20are mentre io ancora perdevo tempo a giustificarmi dicendo "La mia copia di Cani Sciolti me l'ha fatta autografare la mia amica all'instore di Milano, però ho portato due arretrati". Quando ho finito di pronunciare questa frase, lei aveva finito di scrivere il suo nome sul disco, quindi ha annuito (probabilmente al suono di un "certo") e mi ha domandato: "Gaia, giusto?". Credo di aver risposto con un "sì" oltre i limiti dell'entusiasmo perché mi sembrava davvero molto strano che Francesca potesse ricordarsi non solo di me ma addirittura del mio nome. I cd, appunto, non me li ero mai fatti autografare quindi sebbene io l'abbia incontrata ormai un po' di volte, credo di averle detto il mio nome solo ad aprile dell'anno scorso, quando mi sono fatta firmare il libro in occasione di Verde Giffoni. 

Franci aggiunge quindi un "a Gaia" sopra alla sua firma e poi passa a 2640. Dopo un breve attimo di esitazione in cui sembrava che fosse indecisa sul punto esatto in cui mettere l'autografo, procede a completarmi anche questo. Lei li riposiziona sul tavolo ordinatamente uno accanto all'altro e a questo punto sono io che ho un attimo di esitazione perché sto per riprenderli ma ho paura che mettendone uno sopra l'altro uno dei due autografi possa rovinarsi. Ma siccome non posso restare lì per sempre, mi faccio coraggio e me li riprendo. Poi lo sconosciuto chiede al tipo che ci stava di fronte se avesse potuto scattarci una foto e gli porge il telefono. Ci voltiamo quindi verso di lui e Francesca dice qualcosa tipo "Aspetta vengo io" e si allontana dal tavolino per avvicinarsi a noi. Poi ci ringraziamo tutti a vicenda in un momento ancora più confuso di quando siamo arrivati e io e lo sconosciuto ci allontaniamo. 

Inutile dire che per fare tutto questo ci abbiamo messo qualcosa tipo, non lo so, 5 minuti, e quindi a questo punto ci aspettavano ancora tre ore di attesa per il concerto. Nonostante aspettare mi laceri l'anima ogni volta, a prescindere dalla situazione, in questo caso è stato ovviamente più piacevole perché ero in ottima compagnia. 

Una volta dentro il teatro, poi, lo spettacolo è iniziato abbastanza puntuale ed è stato bellissimo proprio come credevo. Credo che sia stato un live piuttosto regolare, esattamente come mi è capitato di vedere dalle Storie di Instagram di Lorenzo, Erica, Irene, Tommaso, Luca e Leo. Adoro partecipare alle ultime tappe dei tour perché mi sembrano più speciali delle altre; questo però vuol dire che la quantità di spoiler che non sono riuscita a evitare è veramente alta. Però confermo che questa per Francesca Michielin, e per il suo pubblico, è stata davvero una data speciale. Lei e la band erano super emozionati per la fine di questo viaggio (nonostante tra un paio di mesi ripartano con la tournée estiva)... e anche noi. E poi si sa che Francesca ha un rapporto speciale con Napoli, ma anche solo per il fatto che quando canta qui Io non abito al mare può fare le battutine sul calcio e sul verso "Forse è meglio che parliamo di università O DELLA SERIE A". In questo caso, poi, c'era pure la partita Napoli - Juve il giorno dopo, e una juventina come lei non ha potuto non specificarlo durante la serata. 

Anche per questo, il fatto che Bonsoir fosse l'ultima canzone in scaletta è stato super carino, visto che è il pezzo in cui menziona proprio Napoli. Mentre il brano con cui ha iniziato è Occhi grandi grandi, altro collegamento con la città visto che tra i suoi autori compare anche Tropico. Fra gli altri pezzi che ho adorato ovviamente 25 Febbraio (sempre <3), Comunicare (simbolo della scritta sulla mia maglietta) e Battito di ciglia (simbolo del vestito che non ho potuto mettere perché è piuttosto scomodo e non lo avrei retto un'intera giornata fuori). Sempre presente anche la tanto agognata cover di All too well di Taylor Swift. Del nuovo album non sono mancate chiaramente Quello che ancora non c'è e Un bosco. Francesca ha presentato il nuovo progetto anche con Padova può ucciderti più di Milano, Ghetto perfetto e PER MIA FORTUNA Verbena (la amo troppo!). Gli altri pezzi di Cani sciolti spero di sentirli live questa estate: una data in Campania ancora non è uscita ufficialmente ma durante la serata, Fresca Michielin ha spoilerato che tornerà dalle nostre parti, e io e lo sconosciuto non vediamo l'ora! 

Il concerto è stato sicuramente bellissimo, ma una delle cose che ho sinceramente apprezzato di più è stata un'altra. Quando la musica è finita, nella sala del teatro è partita un'altra canzone che ha congedato i presenti nel miglior modo possibile: Everywhere di Michelle Branch. Direttamente dal 2001. BOMBA!

lunedì 17 aprile 2023

Giovanni Truppi 16.4.23 Roma

Ho raccontato il concerto romano di Giovanni Truppi QUI. Volevo solo aggiungere che quando io, Fede e Marianna siamo uscite dal locale, ci è passato davanti Diodato. L'ho riconosciuto subito chiaramente, mentre le ragazze a stento mi credevano. Mi fiondo quindi verso di lui senza sapere bene che fare. Quando gli sono abbastanza vicina gli faccio semplicemente "ciao ciao" con la mano, mentre lui mi passava accanto con lo smartphone in mano vicino all'orecchio. Ma mentre stava al telefono mi ha guardato, ha ricambiato il mio "ciao ciao" con un gesto uguale e mi ha fatto un sorrisone enorme!
Tra il pubblico del live c'era anche Fulminacci, ma di lui mi sono accorta solo successivamente grazie alle Storie di Instagram. Uff.

sabato 25 febbraio 2023

Giorgieness 24.2.23 Benevento

Quando ai concerti l'audio si sente un po' male non so mai se il problema è effettivamente l'audio o se sono io a non sentirci. Probabilmente è sempre un mix di entrambe le cose. Ieri sera ho salutato Giorgieness e le ho detto che il live era stato bello, ma lei mi ha risposto "Ti è piaciuto? Eh, a noi un po' meno"; quindi mi sono fatta forza e ho ripreso in mano questo blog che ho ormai palesemente abbandonato, nonostante mi fossi promessa - ormai 10 anni fa - che non lo avrei mai fatto. Però la serata è stata bella davvero e vale la pena raccontarla (non sui miei canali ufficiali perché onestamente al momento non ho la forza di scrivere in modo decente / e poi - scioccante, lo so - il biglietto l'ho addirittura pagato stavolta).
A prescindere dalla riuscita del live, devo dire che ci sono state una quantità inimmaginabile di questioni personali che probabilmente mi avrebbero fatto apprezzare la serata anche se a cantare fosse stato un elefante. Ad esempio il fatto che, per la prima volta da mesi, ho passato un pre e post serata IN SANTA PACE senza essere incazzata per la qualunque. Che ho fatto la pazzia di chiedere un passaggio a uno sconosciuto e questo non si è rivelato un serial killer (anzi!). Che il concerto si è svolto proprio il giorno dell'uscita di Cani Sciolti, il nuovo album di Francesca Michielin, e magari non c'entra un cazzo, però è comunque una cosa carina. Ed è stato carino anche festeggiare il compleanno della Michielin allo scoccare della mezzanotte sentendo Giorgieness cantare, che pure non c'entra un cazzo, ma vabbè. E poi tra l'altro a fine serata qualcuno ha menzionato Alfonso e Giorgie ha risposto "No, quella è un'altra artista. Un saluto a Claudia" e così abbiamo messo in mezzo pure Levante per concludere in bellezza. 
Tra l'altro, il concerto finiva con la cover di ur just horny di GAYLE che è la canzone che Giorgieness ha usato nel reel per annunciare il tour (ottimo spoiler nascosto!) ma è anche una canzone che la riproduzione casuale di Spotify ha deciso di mettere sulla mia strada più o meno un anno fa e a cui avevo messo un bel like per ricordarmi di riascoltarla senza però averlo poi effettivamente mai fatto. 
E tra l'altro (bis), la serata prevedeva l'ospitata dei Botanici con cui Giorgieness ha ovviamente cantato Capotasto che è esattamente l'esibizione che l'anno scorso, a Baronissi, avevo perso! Perché sì, ricordiamoci tutti che l'anno scorso ho lasciato il Dissonanze a metà concerto perché si era fatto troppo tardi :))) Cosa che stavolta non è successa solo e unicamente grazie a quel santo di Antonio che ha gentilmente deciso di offrire un passaggio a una sconosciuta (allungando pure di qualche chilometro) e che mi ha anche un pochino svoltato la serata in cambio di un sottobicchiere e di un adesivo di Astronave Musica. 
Potevo, con tutte queste coincidenze, non amare questo evento? Ma a parte i cazzi miei, la serata secondo me è stata comunque un successo. Certo, magari si sentiva un po' di merda, dei problemini tecnici hanno ostacolato il flow ("Dario?! È successa di nuovo quella cosa..!"), Giorgieness ha rischiato di affogarsi con la sua stessa saliva ed è caduta qualche chitarra MA DICO DAVVERO. Anche se detta così sembra un disastro, è stato tutto ampiamente compensato e anzi, forse gli inconvenienti rendono tutto ancora più vero, soprattutto visto che questa era una sorta di data zero, come ci ha tenuto Giorgieness stessa a specificare. 
Durante Maledetta, ad esempio, oltre ad avermi notata e ad avermi mandato un bacino dal palco, Giorgieness non ha neanche avuto bisogno di fare lo spiegone sul ritornello da far canticchiare al pubblico perché lo cantavano già tutti. Ha dedicato Jack & Selly ai cuori infranti, più nello specifico A ME perché almeno in quel momento ero l'unica rappresentante del gruppo (<3), e durante Che cosa resta abbiamo riso un po' tutti perché sappiamo che cosa significa questa canzone e quanto ci abbiamo scherzato. A farci ridere sono stati anche gli altri artisti sul palco, a partire da Domiziano che è super simpatico (io ero tipo in lutto per la mancanza di Alessandro, e invece è stato sostituito bene hahaha). Anche l'ospitata dei Botanici è stata simpatica perché Giorgieness ha ammesso di aver imparato a suonare Capotasto con il basso tipo solo 5 minuti prima. Poi ha imbracciato nuovamente il basso per un momento molto rockettaro formato da Farsi male, K2 e Come se non ci fosse un domani. 
Non è mancata poi Non ballerò, durante la quale come sempre lei è scesa dal palco per suonarla tra la gente senza amplificazione, ché è sempre un momento magico. E poi c'è stata l'anteprima del nuovo singolo che uscirà il primo marzo. In realtà avevo già sentito Eclissi quando l'aveva cantata a novembre a Germi quindi questa canzone è un po' come se fosse già mia figlia, ma è stato bello ascoltare la versione ufficiale che, per dei problemi tecnici che boh, neanche ho capito o mi ricordo, ha cantato seduta sul palco, a tipo 8 centimetri dalla mia faccia. Fra gli altri pezzi in scaletta Tra chi fugge e chi resta (con cui ha iniziato), Mostri, Cose piccole, Successo, Tempesta e Anima in piena (che dà il nome al tour). E se con le canzoni ci fa sempre un po' piangere, Giorgieness è tornata a smorzare la tensione quando è arrivato il momento del bis: è scesa dal palco ed è addirittura uscita dalla porta ma annunciando però che era palesemente una finta.
Quando il concerto finisce ufficialmente, io e quel santo di Antonio aspettiamo Giorgie che ci mette un po' più del previsto a uscire. Quando arriva però vola da noi ad abbracciarci, si presenta ad Antonio e ci chiede mille volte "Come va?"; le do poi i pacchettini con i sottobicchieri spiegandole che uno dovrà consegnarlo per me a Ileana: mi risponde "Ah quindi questo è per me e questo è per Ile, giusto?!" e io confermo, anche se era tipo tutto un po' buio e tutto molto rumoroso quindi in realtà si è trattato di uno di quegli incontri in cui non si capisce un cazzo, ma che alla fine è bello lo stesso. Lei infatti era super sorridente nonostante gli ostacoli della serata. Ed era super sorridente anche poco prima dell'inizio del live, quando stava per entrare dalla porta e io l'ho sbirciata dallo spiraglio perché era un po' aperta ed era esattamente alle mie spalle: ha visto salire Domiziano e Stefano sul palco per introdurre musicalmente la serata e sembrava proprio felice, mi è parso proprio un bel momento. 
Poi ci dice, anzi più che altro ci fa un cenno per dirci che lei avrebbe iniziato a vagare per il locale e ci saremmo potuti beccare in giro. Antonio le spiega però che avrebbe dovuto riaccompagnarmi a casa e quindi dovevamo andarcene: lei si scioglie quasi quanto mi sono sciolta io per la sua gentilezza. Quindi ci riabbracciamo e io e Antonio ci allontaniamo e usciamo dal locale. 
Quando lui ha messo il navigatore e io ho letto sul display che ci avremmo messo un'ora e tre minuti onestamente mi stavo per mettere a piangere (come se poi non conoscessi già la durata del viaggio). Pensavo che sarebbe stato super imbarazzante e invece per niente. Mi sono sentita tesa come una corda di violino dalle 21 alle 3 di notte, ma in realtà mi sentivo davvero molto a mio agio o almeno molto più di quanto mi aspettassi. Se fossi solo un po' meno sociopatica di così saremmo a cavallo. 
L'entusiasmo con cui ho raccontato tutto questo ai miei amici è stato forse leggermente sproporzionato, ma troppe interazioni sociali in un solo giorno probabilmente mi fanno l'effetto della dopamina, non sono abituata. Adesso mi sento come se mi ci volesse un mese per riprendermi, anche se alla fine non ho fatto nulla, se non andare a un concerto stupendo (checché ne dica Giorgie!). Però ora sento una strana voglia di vivere.