martedì 27 agosto 2019

Giorgieness & Gabriele Troisi 26.8.19 Mozzarella Unplugged

Chiaramente ispirato al format romano trasportato poi anche a Milano, l'evento che si è svolto ieri sera presso Spazio Paestum è la versione meridionale degli Spaghetti Unplugged. Il programma, semplice ma efficace, è questo: due voci e cinque chili di mozzarella. Al pubblico è stata infatti offerta gratuitamente questa straordinaria pietanza mentre a cantare c'erano Giorgieness e Gabriele Troisi. Io e mio padre arriviamo alla fine di quella che abbiamo supposto fosse la prima canzone di lui; subito dopo infatti ha attaccato Giorgie che si è anche presentata quindi doveva essere per forza solo l'inizio per fortuna: i due artisti hanno infatti cantato alternandosi perfettamente, prima un brano dell'uno e poi un brano dell'altra fino alla fine. Devo ammettere che non conoscevo per niente Gabriele Troisi: mi ha fatto sicuramente una buona impressione a prescindere ma è stato durante il momento della cover che mi sono innamorata di lui perché il pezzo che ha scelto è stato Rose Viola di Ghemon!! Giorgieness invece ha eseguito "una canzone di un'artista americana un po' sconosciuta" cioè Halo di Beyonce LOL Insieme invece hanno cantato SHALLOW avvicinandosi l'un l'altra facendo finta di essere vestiti eleganti e di trovarsi alla notte degli Oscar. Ho apprezzato anche gli altri brani di lei che un po' conoscevo tipo Questa Città, Che Cosa Resta e poi un inedito - chiamato Giovani - che probabilmente sarà contenuto nel suo prossimo album: ha infatti chiesto cortesemente di non condividerlo però ha specificato che ci teneva a farlo per il suo significato, un po' legato anche al luogo in cui ci trovavamo. E a questo punto vorrei segnalare una cosa perché tanto su questo blog che non legge nessuno mi posso permettere di spettegolare: a occhio e croce, mi pare che sia una canzone dedicata al suo fidanzato che infatti è proprio di quella zona. Io ho ben presente chi è, essendo anche lui un bravissimo artista tra l'altro, ma la nostra è una conoscenza virtuale quindi non ho neanche provato a salutarlo perché mi vergognavo di presentarmi come, tipo, "quella di Facebook"?! E poi a me piace proprio tantissimo perdere queste belle occasioni eh :) Tra le altre cose ho visto anche una ragazza che seguo su Instagram xD Ho passato una serata molto social, guardando tutto da un angolino. Fisicamente invece il luogo era molto carino, c'erano delle sedie e Giorgieness + Gabriele Troisi cantavano accompagnandosi con chitarra (lei) e tastiera (lui) davanti ad un locale e/o bar al cui interno c'erano appunto le mozzarelline e poi NON i dischi di lei che ha ammesso di aver dimenticato a casa. Tra una canzone e l'altra, oltre a questo dettaglio ha detto anche tante altre cose cioè ha presentato bene i vari pezzi - tra cui uno in duetto con Gabriele -, la vedevo molto spigliata al contrario del ragazzo che forse è un po' più timidino. Infatti per non far scontrare troppa timidezza, io lui non l'ho proprio salutato dopo il live. Ci siamo invece avvicinati a Giorgia che alla richiesta di mio padre ha subito risposto "Certo" mettendosi in posa accanto a me dopo un nostro vicendevole "Ciao". In seguito allo scatto, che ho velocemente controllato perché mio padre è un po' impedito (infatti la foto è uscita leggermente sfocata ma me la sono fatta andare bene), lui le ha chiesto "Com'è? Giorgiette?" e lei "Guarda, così" indicando gentilmente il manifesto appeso accanto a noi e io ho commentato "Eh non lo capisce" dal momento che prima io glielo avevo ripetuto qualcosa tipo 40 volte e lei ha replicato "Eh sì è difficile" :'D Poi mio padre ha aggiunto "Assomigli un po' a Carmen Consoli" e Giorgia ha risposto "Grazie, per una cantautrice è un gran bel complimento" e poi l'abbiamo congedata: lui le ha stretto la mano e io mi sono voltata con un "Grazie, grazie mille" e ci siamo salutate con i due baci. Comunque Mozzarella Unplugged è una benedizione: voglio che abbia tutto il successo che merita.

domenica 25 agosto 2019

Morgan 24.8.19 S. Giorgio del Sannio

Morgan mi fa sorridere il cuore. Io ritengo proprio che sia, e non so come facciano gli altri a non vederlo, una persona semplice e divertente. Me ne accorgo quando dopo la seconda canzone chiede al chitarrista "Ce l'hai la bombola d'ossigeno?" (una di quelle cose che fanno ridere ma in realtà non c'è neanche troppo da ridere) ché tossicchiava un po' ma nonostante questo ha portato avanti un concerto bellissimo. Me ne accorgo quando dice che Megahertz è veneto e i veneti sono famosi perché hanno sete... e quindi bevono. Me ne accorgo quando fa uno sproloquio sulla parola Benevento facendo giochi di parole (davvero un po' squallidi, degni di mio padre) tipo "Tutto Bene? Cosa ti porta a Benevento? Carmelo Bene?" e così via. Lo spettacolo infatti ha avuto luogo - più precisamente - a San Giorgio del Sannio, nell'ambito della Notte Bianca rinominata Black & White per simboleggiare metaforicamente un clima di inclusione a 360 gradi. E anche per quanto riguarda la scelta artistica per la manifestazione il comune ha avuto la mente aperta vedendo in Morgan un esempio di quell'arte che "salverà il mondo" e nient'altro: a fine serata gli è stata anche regalata un'opera di un artista locale che è stata sinceramente apprezzata: "Wow, ma è bellissimo" ha esclamato lui, aggiungendo "Non intendo il soggetto, intendo il ritratto" mostrando il suo volto su un quadro che se venisse appeso a casa sua "allora forse sì che il giudice ne capirebbe il valore artistico" (una frecciatina che, devo dire, ci stava proprio bene). E quindi, come molte volte, mi è capitato di iniziare a raccontare dalla fine ma probabilmente va benissimo così dal momento che è stato un live all'incontrario, nel senso che la prima canzone è stata Altrove che in genere è quella che usano per chiudere e quindi da lì hanno deciso di eseguire la scaletta capovolta, facendo poi la penultima, la terzultima e via dicendo.. cioè in realtà magari stavano scherzando ??? ma chi può dirlo?! Su quel palco erano tutti così folli (in senso buono) che non si è capito bene se lo abbiano fatto davvero o meno (non conoscendo la scaletta), un po' come il ritorno di Beverly Hills 90210 in cui il confine tra mondo reale e finzione è molto labile LOL! Morgan infatti non era solo ma era accompagnato dalla band, il che mi sembra un po' una (piacevolmente?) strana novità: con lui c'erano i già conosciuti MegaHertz e Marco Santoro insieme ai Lombroso cioè Dario Ciffo (ex Afterhours) e Agostino. Questi ultimi due, tra l'altro, hanno anticipato tre o quattro canzoni in attesa del cantante durante un'esibizione pre-show che sembrava proprio dovesse essere qualcosa per intrattenere il pubblico a causa del ritardo del suddetto ma chi lo sa, magari no eh. Anche perché ad aprire la serata c'erano già LeVacanze che mi sono anche abbastanza piaciuti però insomma se l'opening inizia solo alle 22:15 circa, uno forse un po' ce l'ha quel desiderio di arrivare al dunque con l'ospite principale. Parte del ritardo (o tutto?) è stato dovuto anche alla pioggia pomeridiana che ha fatto slittare il soundcheck e io non so perché ma giuro che me lo aspettavo che venisse a piovere. Morgan sale sul palco intorno alle 23:30 però possiamo dire che ne è valsa la pena. Aveva una giacca nera e un fiore tra i capelli che ho deciso di fotografare prima che fosse troppo tardi cioè prima che gli cadesse o prima che i suoi capelli diventassero troppo ingestibili, però è successa una cosa che mi accade a volte ossia sono uscita di casa con la fotocamera scarica ... (e mi succede sempre quando sono tipo in primissima fila con un soggetto particolarmente ideale da fotografare) me ne sono accorta durante Io vorrei Non Vorrei Ma se vuoi di Lucio Battisti che non mi aspettavo proprio! Tra le altre cover che ha fatto anche Suspicious Minds, Heroes (cantata seduto sul bordo del palco e a tratti anche disteso, mi ha troppo ricordato Achille Lauro sul pianoforte a Sanremo) e un gran bel tributo a Fabrizio De André con l'intro de La canzone di Marinella + Un ottico + Il Suonatore Jones + Morire per delle idee (traduzione in francese del pezzo di Georges Charles Brassens - nome pronunciato in modo un po' incerto perché "la mia pronuncia del francese non è buonissima"). Dei suoi pezzi ha eseguito The Baby, Cieli Neri, L'Assenzio e sicuramente qualche altra per poi concludere (o iniziare) con Altre F.D.V. ma è stato durante La Crisi che c'è stato un momento davvero esilarante (oltre a "Appena mi finisce la crisi di tosse facciamo La Crisi"). Durante il concerto, dopo aver finito il suo bicchiere di vino (o birra?) ha espresso il suo entusiasmo nel trovarsi in una di quelle feste di paese piene di bancarelle e quindi ha domandato "Lo zucchero filato c'è?". La sua richiesta è stata accolta poco dopo, infatti ad un certo punto scende dal palco e io pensavo fosse per cantare un pezzo di canzone più vicino al suo pubblico invece poi risale con una stecca di zucchero filato in mano. E piano piano gliene arrivano altre due. "Credo che lo zucchero filato sia la cosa più buona del mondo, dopo la pizza ovviamente" ha detto, felice come un bambino e, soprattutto, con le mani tutte azzeccose. Non solo, quindi, ha presentato La Crisi dicendo che sbaglia sempre le parole e quindi "Non fatemi ricordare il testo, ché lo sbaglio sempre quindi devo sbagliarlo anche stasera" ma ad un certo punto era anche impossibilitato a suonare e cantava tra un boccone e l'altro di quei pezzi di nuvola che a me in realtà non sono mai piaciuti. Aveva le mani talmente collose che ad un certo punto ha anche fatto una prova premendone una a terra e raccogliendo con il palmo totalmente aperto uno dei fogli della scaletta. E poi quella stessa mano, un po' titubante e scusandosi, l'ha dovuta stringere all'assessore. C'era così tanto zucchero filato che ne ha offerto un po' anche ai musicisti (alcuni dei quali hanno accettato) che sono davvero meravigliosi, capaci di stare dietro a Morgan e di farlo stare un po' più in riga (tipo quando facevano partire la musica mentre lui si disperdeva in discorsi un po' buffi secondo me era per quello). Il batterista alla fine gli ha lasciato lo strumento, sulla cui cassa era raffigurata la sua faccia nello stile della copertina di Italian Songbook Vol. 2, e ha suonato per una manciata di secondi pure quella, oltre ad essere passato per tutta la serata dal basso alla chitarra (o forse era un altro basso, è un mio limite) al pianoforte, dimostrandoci - come sempre - di essere (prima di tutto il resto, prima di tutte le polemiche) un grandissimo artista.

PS: Ci tengo a specificare che la prima parte di questo resoconto l'ho scritta alle 7 AM a causa dell'insonnia però mi sembra di aver digitato cose piuttosto sensate

giovedì 1 agosto 2019

Arisa 31.7.19 Trentola Ducenta

Nonostante fosse passato poco tempo dal live del Giffoni, ci siamo ritrovati nuovamente sotto al palco di Arisa. Anche perché in effetti lo ha ammesso lei stessa durante lo spettacolo che ama la Campania e poi ha anche intonato un motivetto le cui parole recitavano più o meno così "Amo la Campania e il Natale anche se non c'entra un cazz" e poi "Amo la pizza, la Campania e il Natale" e niente, le sue cose tipiche un po' folli. Poi verso la fine dello show, al momento dei ringraziamenti e dei saluti del comitato del paese ha anche registrato un video del suo pubblico che cantava "Tanti auguri a te" perché era il compleanno della madre e mille altre cose surreali tipo quando come regalo le hanno dato una penna e lei ha risposto "Con questa ci scrive pure il Papa" HAHAHAH E non so perché a volte mi ritrovo a partire dal finale del racconto. Forse perché l'inizio non è altrettanto piacevole LOL cioè una volta lì, a Trentola Ducenta - quel posto tanto difficile da pronunciare per Arisa (e poi "come si chiamano i suoi abitanti?") -, il concerto è iniziato tipo dopo due ore circa perché c'erano prima tutte quelle perdite di tempo inutili che si verificano ogni qualvolta ci sia un Festival estivo di piazza. E non mi riferisco tanto agli opening con i ragazzi emergenti, quello ci sta. Mi riferisco ai tormentoni estivi sparati a palla, alle battute davvero poco divertenti et similia.
Quando il concerto inizia, però, tutto diventa più bello. Arisa, con i suoi soliti capelli cortissimi, era vestita in modo sorprendentemente sobrio: pantaloni neri, tshirt nera e sandali neri (che ad un certo punto della serata ha tolto ed è rimasta scalza). E poi era sorridente e ha lanciato baci e saluti a tutti dal palco fin quando poi non è addirittura scesa, durante Meraviglioso Amore Mio, per far cantare un po' della sua canzone ai fan in prima fila porgendogli il microfono da vicinissimo. Quando è risalita on stage ha esclamato "La musica è di tutti", quanta verità.
Io piuttosto ero vestita un po' di merda devo dire, sembravo un po' in pigiama, però ricordo chiaramente che al Giffoni ha detto una cosa tipo "Dovete essere sempre voi stessi..tipo me: non lo vedete come sono conciata?!" quindi ero piuttosto tranquilla.
Continuo a nominare il GFF perché sono ancora sotto tutta Trenitalia per il fatto che sia finito, quest'anno l'ho presa proprio male. Comunque dal momento che sono stata ad una tappa invernale di questo tour e poi a quella del Festival appunto che era ovviamente un po' ridotta, non conoscevo completamente la scaletta. Infatti, quando è stata eseguita Piccola Rosa oppure Hallelujah per me è stata una grande sorpresa! Inoltre ad un certo punto ha detto ai suoi musicisti che il pubblico voleva un omaggio a Pino Daniele e, dal nulla, lo ha fatto davvero (per due volte cioè in due momenti diversi all'improvviso ha accennato due suoi pezzi) dandoci prova per la millesima volta che ci troviamo di fronte un'artista versatile che può fare tutto anche improvvisando (poi certo, si è fermata dicendo "Ok, basta, non me la ricordo più" ma è piuttosto irrilevante dopo aver fatto già una bellissima figura).
Ha concluso con Mi Sento Bene e poi quando è scesa dal palco è partita L'esercito Del Selfie che ha permesso ai presenti di ballare per gli ultimi 3 minuti prima di lasciare il Centro Commerciale Jambo.

domenica 28 luglio 2019

Dolcenera 27.7.19 Salerno

Dopo le bellissime ed emozionanti fatiche del Giffoni Experience, ho trovato subito un modo per riempire il vuoto che il Festival mi ha lasciato. La sera stessa dell'ultimo incontro della Masterclass che ho fatto nella ridente cittadina campana (ridente solo a luglio, comunque), sono andata al concerto di Dolcenera a Salerno. Non è stato in realtà un vero e proprio concerto e in realtà ho proprio dovuto scegliere tra quest'evento e il live di Mahmood al GFF: è stato difficilissimo. Comunque sapevo che lo spettacolo finale del Premio Charlot sarebbe stato aperto da Antonio Maggio e altra gente ignota che non ricordavo ma poi pensavo che il resto del tempo avrebbe cantato per la maggior parte lei. Quando arriviamo all'Arena del Mare scopriamo che l'altro opening è una band la cui cantante era Noemi Smorra che in realtà conoscevo perché aveva fatto The Voice e/o XFactor (e poi una che si chiama Noemi e che ha i capelli rossi come faccio a dimenticarla?!). Poi c'è stato Antonio Maggio che ha cantato Mi servirebbe sapere (presentandola in un modo molto carino facendo il simpatico), Amore Pop e poi Quando di Pino Daniele visto che la serata era dedicata a lui e a Massimo Troisi. All'evento hanno preso parte anche Enzo DeCaro, Lino Guanciale e ci sono state tante altre perdite di tempo in attesa di Dolcenera che poi finalmente è arrivata, ha fatto uno di quei suoi discorsi meravigliosamente ingarbugliati e ha cantato il nuovo singolo Amaremare (un inno alla terra in collaborazione con GreenPeace) + Com'è straordinaria la vita, Un altro giorno sulla terra e Ci vediamo a casa (al piano) + ("All'epoca pareva un po' brutto che le ragazzine ascoltassero cose forti con ritmi movimentati quindi ecco una poesia..") Resta con me per omaggiare Pino Daniele. Dopo di lei ha cantato Giordana e per me è stata una vera sorpresa perché non avevo idea che ci fosse. Anzi, Danton me lo aveva preannunciato ad inizio serata ma poi io l'avevo pure dimenticato quindi è stata una sorpresa per due volte. Lei ha cantato Chiedo di non chiedere, Ti ho creduto (presentandola leggendo una nota sul telefono perché "non sono molto brava con le parole e vorrei dire le cose giuste") e Amore senza fine di Pino Daniele (preparata in camerino in 20 minuti perché visto che negli ultimi giorni è stata sempre in giro non era previsto un suo omaggio al grande artista però ci teneva e quindi ha rimediato). La manifestazione è stata chiusa dall'ultima esibizione dei Musicanti (la band di Noemi Smorra di cui sopra) e io sinceramente - dopo una così bella serata ma anche dopo un intero mese così sfiancante - mi stavo un po' addormentando.

venerdì 26 luglio 2019

Noemi 24.7.19 Visciano

Premessa:
Da qualche anno a questa parte scrivo il resoconto del Giffoni Film Festival su un documento Word perché mi esce una cosa abnorme di circa 30 pagine che su questo blog forse starebbero un po' male. Nel mega racconto della manifestazione in genere vengono inglobati anche tutti gli eventi collaterali ossia tutti quelli che, anche se non si svolgono nell'ambito del GFF, hanno luogo comunque in quei giorni e fanno parte lo stesso dell'avventura di quella settimana in qualche modo. Per questo in genere non li posto mai qui anche se avere questi buchi mi dà un po' fastidio. Quest'anno, per superare questo fastidio, copierò sul blog il resoconto del concerto di Noemi perché ci tengo proprio tanto che non manchi:

Siamo corse via dal GFF perché ci aspettava il concerto di Noemi a Visciano. E io dovevo fare la referente per il Meet And Greet e avevo un po’ di ansiella ma davvero poca dai. Alla fine conoscevo tutti. Al Giffoni mi sento a casa ma l’Arca pure è la mia famiglia quindi ero perfettamente a mio agio cioè poi se non mi fosse venuto il ciclo sarei stata proprio al top ma non si può avere tutto dalla vita.
Io, Erica e Marono siamo arrivati mentre Noemi stava provando ma - neanche il tempo di guardarmi un attimo attorno per indicare a chi di dovere il luogo dell’incontro per gli Archini - che ha subito salutato tutti e se n’è andata. Ho notato solo che aveva i capelli legati e che era vestita di giallo.
Abbiamo perso un po’ di tempo e poi ci siamo posizionati sul luogo deciso per l’incontro con gli Archini, eravamo già quasi tutti per fortuna e sono arrivati in tempo anche tutti gli altri quindi ho chiamato Jaco e mi ha detto di aspettare proprio dove già eravamo, per puro caso. Poco dopo mi ha richiamato ma, siccome lo avevo visto, gli ho fatto un cenno e gli ho chiuso la chiamata. Mi è sembrata una cosa molto ardita. Comunque si è avvicinato e mi ha chiesto “Quanti siete?” e io “12!” e ci ha fatto passare oltre la transenna. Per raggiungere Noemi dovevamo salire delle scale ed è stato molto carino perché mi ha dato la mano come se fossi una principessa dicendo qualcosa tipo “È una strada un po’ brutta”. Ci ha fatto avvicinare ad una panchina e ci ha detto di aspettare lì. Nel frattempo sono successe un po’ di cose tipo: a) abbiamo conosciuto un cane molto carino b) alcune persone raccomandate del paese volevano incontrare Noemi e stavano anche quasi per farlo prima di noi quindi alcuni degli Archini, vedendo l’ingiustizia, stavano per avviarsi di loro spontanea iniziativa ma io gli dicevo “NO DAI DOBBIAMO ASPETTARE JACO” e mi sono sentita proprio una brava referente anche perché, shock, la gente mi ha pure ascoltato.
Nell’attesa è passato Marcello che quando mi ha visto ha detto “Ciao” e poi ha chiesto un “Come va?” generale a tutti (e noi tutti “Bene bene”). Poco dopo tutta quella gente imbucata è stata cacciata e Jaco ci ha fatto un cenno per dirci di avvicinarci quindi ci hanno divisi in gruppi da 6 e ci hanno fatto entrare. Io ero nel secondo gruppo insieme a Serena, Eleonora, Marina e Renato+Antonio. Serena appena entrata ha domandato a Veronica, dati i suoi famosi problemi di memoria, “Come mi chiamo?” e lei prima ha detto un nome che ovviamente non era giusto e poi ha aggiunto “No dai, Simona, lo so. È che c’ho un po’ di febbre” e sarei morta dalle risate se non fosse che era arrivato il momento del mio saluto. Quando Vero mi ha visto ha esclamato “Ciao Gaia”, salutandomi con i due baci e poi ha visto Antonio a cui ha autografato il disco e ha specificato “Con lui la foto singola visto che è un bambino” e ha anche guardato attentamente i disegni che le aveva portato ed è stata una scena molto tenera. Poi con il suo solito entusiasmo ha chiesto tipo “Ci facciamo una foto di gruppo?” quindi ci siamo messi tutti in posa e un signore ha scattato un bel po’ di foto. Ad un certo punto, tra uno scatto e l’altro, mi ha anche suggerito di togliermi i capelli da davanti alla faccia quindi per un nano secondo si sono voltati tutti verso di me e io tipo “Oops” quindi li ho tolti, il signore ha scattato altre due-tre foto e il gruppo si è sciolto. Noemi si è fermata vicino alla porta per salutare tutti a mano a mano che uscivamo. Quando stavo uscendo io ero pronta con la nostra prima foto insieme quindi gliel’ho buttata davanti alla faccia e ho commentato “Quando eravamo giovani… 10 anni fa”. Lei ha fatto un piccolo balzo indietro proprio come si fa quando ti piazzano improvvisamente una cosa davanti agli occhi e poi, dopo averla guardata, ha esclamato “Ma dai che siamo ancora giovani, siamo nei migliori anni ora” e dopo una risata ha concluso con un “Ciao tesoro” quindi sono contenta di com’è andata cioè ho avuto questo mio brevissimo momento molto carino e sono soddisfatta. Vicino ad una porta più esterna si era invece fermato Jaco che quando mi ha visto mi ha detto tipo “Grazie mille. Alla prossima. Ciao” e mi ha fatto l’occhiolino e quindi questo è bastato per farmi innamorare. Ovviamente sto scherzando perché ero innamorata di Jaco già dall’anno scorso. E quando usciamo invece incrociamo Gabriele con cui ci scambiamo un semplice e veloce ma simpatico cenno.
Quando torniamo in mezzo al pubblico, io ho raggiunto Erica e ci siamo sedute mentre gli altri si sono posizionati in piedi alla nostra sinistra poco distanti. Come annunciato, è stato Gregorio ad aprire il concerto cantando circa 3 brani, il numero giusto cioè non è stata una di quelle aperture chilometriche che ad un certo punto ti rompi il cazzo, è stata una cosa equa anche perché poi è tornato anche dopo a cantare insieme a Noemi. Infatti, dopo i primi 2-3 brani, Gregorio torna per esibirsi insieme a lei in A me m’ piac’ o’ blues, Bagnati dal sole e forse qualcos’altro, ricordando che lui è stato per un periodo il suo corista. Il live è stato bello ed era esattamente come lo ricordavo dal raduno o comunque dalle stories varie che avevo visto su Instagram. Lei era molto elegante con una gonna nera e una camicia colorata (esattamente come l’avevamo vista al Meet) ed era un po’ esagitata secondo me, forse aveva preso qualche medicina per la febbre che l’ha fatta attivare. Comunque rideva e gridava (non in modo esagerato) ed era molto arzilla. A volte sembrava venire verso di noi e lanciarci dei baci ma il palco era così alto e così lontano che avrebbe potuto lanciarli a chiunque. Io comunque continuerò a pensare che fossero per noi. Ed è stato al momento finale, quello di Vuoto a Perdere, che ci siamo riuniti tutti e ci siamo buttati sotto al palco. Ad un certo punto Noemi è venuta sicuramente verso di noi e c’è stato un contatto, una connessione fortissima cioè ci guardava e ci indicava eccetera; peccato che, se da sopra vedevamo lei che ci chiamava, da sotto c’era il tipo della sicurezza che continuava ad urlarci che non potevamo stare lì e che quindi ci ha fatto allontanare. Ma ormai era tutto finito ed era andato già tutto benissimo.

lunedì 22 luglio 2019

Levante 20.7.19 San Leucio

Premessa: 
Da qualche anno a questa parte scrivo il resoconto del Giffoni Film Festival su un documento Word perché mi esce una cosa abnorme di circa 30 pagine che su questo blog forse starebbero un po' male. Nel mega racconto della manifestazione in genere vengono inglobati anche tutti gli eventi collaterali ossia tutti quelli che, anche se non si svolgono nell'ambito del GFF, hanno luogo comunque in quei giorni e fanno parte lo stesso dell'avventura di quella settimana in qualche modo. Per questo in genere non li posto mai qui anche se avere questi buchi mi dà un po' fastidio. Quest'anno, per superare questo fastidio, copierò sul blog il resoconto del concerto di Levante perché ci tengo proprio tanto che non manchi: 

Finalmente era arrivato il momento del concerto di Levante al Belvedere di San Leucio, evento per cui noi eravamo organizzate da MARZO. Proprio per questo, infatti, avevamo entrambe preso il biglietto (per le prime file perciò circa 40 euro quindi leggermente esagerato) ma all’ultimo abbiamo comunque provato a chiedere degli accrediti. Ce ne hanno concesso uno come stampa e quindi abbiamo cercato per mari e per monti qualcuno a cui affibbiarlo. Ho fatto anche un annuncio su Instagram anche perché amo usare i social nel modo giusto cioè per quello che servono realmente ossia comunicare. E infatti spesso in queste situazioni mi hanno salvato e anche questa volta è successo se non fosse che ho ricevuto una risposta alle 17:30 e io l’ho letta tipo due ore più tardi. Quando mi deciderò a non silenziare qualunque app appena la scarico sarà sempre troppo tardi. Almeno le notifiche dei dm potevo lasciarle. E invece. Comunque alla fine Marina ce l’ha fatta a venire con noi. Siamo andate a prenderla a casa ed eravamo leggermente in ritardo rispetto al nostro programma iniziale ma perfettamente in tempo per l’inizio del concerto. Peccato che sull’autostrada per Caserta c’era una fila di 2 km per un incidente. Un incidente grave, un incidente mortale. Quando siamo riuscite (finalmente) a superare il blocco, abbiamo visto sulla corsia accanto alla nostra il telo bianco sotto cui era nascosto il cadavere. Non ho avuto neanche il tempo di mettere a fuoco quello che stavo vedendo che ho subito voltato lo sguardo ma è stato abbastanza per traumatizzarmi, soprattutto visto che poi abbiamo scoperto che il motociclista era morto perché decapitato dal guardrail. Per fortuna ci ha pensato Levante a distrarmi un po’. È anche a questo che serve la musica. Quando arriviamo al Belvedere di San Leucio e iniziamo a chiedere info su dove poter parcheggiare sentiamo provenire dalla location Cuori d’artificio. E poi Nuvola. Quando ci avviciniamo alla cassa per ritirare i nostri biglietti/accrediti, invece, Levante stava cantando Diamante. Purtroppo però Astronave Musica non era in lista per chissà quale motivo quindi abbiamo anche perso un sacco di tempo perché al botteghino ci hanno spiegato che anche altre persone hanno avuto problemi a riguardo, noi però alle 22 di sabato sera chi potevamo chiamare per aggiustare le cose? Che poi tra l’altro ho scoperto che l’ufficio stampa che (non) ci aveva accreditato era lo stesso che si occupava degli artisti ospiti al Giffoni quindi la tentazione di andare a protestare direttamente da lui il giorno dopo è stata forte. Marina quindi ha dovuto comprare un biglietto e nel frattempo era iniziata Ciao per sempre. Entriamo sulle note finali della canzone e, quando ci avviciniamo alla prima fila, Levante stava presentando il brano successivo. Erica vede Stefania che era proprio lì davanti e la salutiamo pacatamente per non disturbare ma allo stesso tempo calorosamente. Forse sto scrivendo cose un po’ senza senso perché anche solo pensare a quella giornata mi fa stancare. Sia lei che alcune ragazze dello staff ci chiedono se vogliamo delle sedie ma noi gli spieghiamo che abbiamo il posto quindi ce lo indicano. Era dalla parte opposta a dove stavamo noi quindi abbiamo attraversato la fila di sedie davanti a tutto il pubblico presente. Levante continuava a parlare andando avanti e indietro sul palco che era piuttosto basso; non sapevo esattamente cosa stesse dicendo ma - ad un certo punto, mentre mi avvicinavo al mio posto - i nostri sguardi si sono incrociati ed io le ho fatto Ciao con la mano. Nel bel mezzo del suo discorso ci ha infilato di soppiatto un veloce e carinissimo “Ciao Gaia” prima di ricominciare a dire quello che stava dicendo. Ok, ero già distrutta e avevo fatto tardi ma ora ero seduta in prima fila, Levante mi aveva salutato e dopo aveva cominciato a cantare Se non ti vedo non esisti quindi almeno eravamo arrivate giusto in tempo per uno degli inediti. Come al solito io se ascolto una canzone solo una volta poi non me la ricordo neanche più quindi adesso non so neanche come faccia. Stessa cosa ovviamente per Questa è l’ultima volta che ti dimentico. Cioè non so neanche se mi sono piaciute o meno. Sono però sicura di essermi innamorata di Magmamemoria, al momento non ricordo nemmeno quella ma sono certa di averla amata. Lei era vestita come in tutte le foto che si erano già viste sui suoi social in cui aveva un po’ spoilerato gli outfit comunque roba molto carina. Gli arrangiamenti erano proprio adatti all’occasione. Per questo tour pre-album in questi luoghi storici tra passato e presente, le canzoni (alcune) sono state trasformate in gioielli rari. Violini a gogo. Una cosa straordinaria che avrei sicuramente apprezzato di più se non fossi stata così stanca. Mi sono lamentata esageratamente della mia stanchezza però veramente nonostante il concerto mi sia piaciuto tantissimo ho rischiato un paio di volte di addormentarmi proprio per l’eleganza e la (giusta) lentezza di alcuni speciali momenti che ho avuto in ogni caso modo di apprezzare. Quando in scaletta siamo arrivati a Non me ne frega niente il pubblico non ce l’ha fatta più. Ci siamo alzati quasi tutti e ci siamo avvicinati alle transenne. Quindi Erica ha avuto modo di raggiungermi dalla seconda fila e Marina dalla tredicesima. Eravamo tutti lì e ad un tratto Levante ci ha visto dal palco e ci ha mandato un bacio. Comunque a quel punto il concerto non stava proprio giungendo al termine però noi siamo rimasti comunque lì fino alla fine. Gli ultimi due pezzi in scaletta erano Alfonso per ricordare i suoi inizi e Lo stretto necessario in chiusura per omaggiare questa nuova ripartenza che noi non vediamo l’ora di scoprire.
Al ritorno il navigatore ci ha fatto sperdere per delle stradine sperdute ma poi ne abbiamo fatto partire un altro e, finalmente, è andato tutto bene. Il giorno dopo tra l’altro Stefania mi ha scritto su Facebook “Felice di avervi rivisto” e io ho amato tutto ciò.

sabato 29 giugno 2019

Calcutta 28.6.19 Napoli

L'indie ha rotto il cazzo. Nonostante questo io ieri sono andata a vedere Calcutta ed è stato tutto molto surreale. Più o meno è andata così: Salvatore mi stava assillando così tanto per far sì che andassimo a questo concerto che alla fine un po' mi ha convinto. Cioè non so come sia successo visto che a gennaio è accaduta esattamente la stessa cosa che mi ha lasciato indi(e)fferente ma credo sia stato graduale: prima - per esempio - ho partecipato al concorso per vincere i biglietti perché tanto lo sapevo che non li avremmo mai vinti. Successivamente è spuntato fuori anche un live di Morgan quello stesso giorno in un altro posto e quindi se dovevo andare da qualche parte sicuramente avrei scelto lui senza neanche un minimo dubbio oppure al massimo c'era una simpatica serata quiz in un baretto random e Calcutta era davvero in fondo alla mia lista delle priorità. Il fatto è che poi mio padre quel giorno era impegnato e quindi dovevo mettere una ICS su tutto ma non volevo arrendermi perché che palle cioè ho scritto un post su Facebook come ultima possibilità per svoltare la mia serata che sennò sarebbe stata davvero deprimente chiedendo un passaggio per il concerto di Calcutta - perché per ricevere un minimo responso dovevo buttarmi su quello più mainstream (anche se ho specificato che avrei preferito Morgan) ma ero comunque consapevole che non avrei risolto nulla: non è di certo la prima volta che provo una cosa del genere e non aveva mai funzionato... forse avevo in mente qualcuno di specifico che avrei voluto leggesse ma infatti ovviamente non è successo PERÒ c'è stato qualcuno che mi ha assecondato. S H O C K . Anny ha commentato con "io adoro calcuttq" e poi mi ha chiesto in privato info sul concerto concludendo con un bel "Si può fare". Ed ero molto contenta perché per 3 anni fra i banchi di scuola l'ho costretta ad imparare e cantare le canzoni di Noemi (L'amore si odia in primis, doveva essere la mia Fiorella Mannoia) quindi mi sembrava proprio una cosa giusta che ora andassimo ad un concerto di qualcuno che potessimo entrambe cantare spontaneamente. Lo avevamo trovato.
[Ma alla fine Salvatore, da cui era partito tutto, non è venuto]
Comunque quindi ho agito nell'ingenuità più totale non credendoci nemmeno un po' anche perché poi alla fine mi ero un po' impuntata ma a me Calcutta neanche piace. L'ho scoperto il 14 dicembre:

E l'indie ha rotto il cazzo, ripetiamolo. Ogni volta che esce un suo nuovo singolo o qualunque cosa di qualunque altro artista "indie" mi piace condividere lo screen con il messaggio di Cosmic che recita "Oh ma sti indie un po' di tregua mai?!" e invece ecco che mi stavo organizzando per un concerto che avrei anche pagato. Perché è stata una cosa organizzata talmente all'ultimo (il giorno prima) che tutti gli uffici stampa mi hanno beatamente ignorato e quindi bye bye accredito. Perciò sono andata al concerto di un artista che alla fine neanche mi piace e l'ho pure pagato al contrario di tutti gli altri concerti a cui vado? Esattamente.

Però quanto è bello adesso scrivere tutte queste stronzate senza la pressione di digitare parole serie e corrette?! E poi tutto quello che era successo - niente accredito e organizzazione a casaccio e last minute - mi ha permesso di vivere questo concerto davvero serenamente. Mentre stavo lì a cantare con una birra in mano in mezzo a tutti quegli indie hipster alternativi io per un attimo mi sono sentita quasi una persona normale. Perché non me ne fregava niente. Non dovevo segnarmi la scaletta, non ero costretta a stare per forza attentissima a qualunque cosa, non mi importava di non essere in prima fila (beh perché siamo riuscite ad arrivare solo alle 22 dopo l'incubo del traffico e del parcheggio quindi cosa mai potevo pretendere) e comunque da lì si vedeva bene e si respirava (sopra la musica a palla quanto è bello respirare?!) e ho cantato (sì lo so l'ho già detto ma in genere non canto quindi è un evento) e ho fatto delle stories orribili con la mano tremante ed ero vestita un po' di merda e non conoscevo neanche tutte le canzoni. Infatti ad un certo punto Calcutta ha presentato il brano Hubner ma poi è partita Sorriso (Milano Dateo) e quindi Anny ha chiesto ad una coppia che canzone fosse (perché infatti non si trovava cioè avevamo ragione noi) infatti poi Calcutta ha detto "No scusate, pensavo fosse Hubner e invece no, la prossima è Hubner per davvero" però poi invece quella dopo era Arbre Magique e quindi poi ha detto "No scusate, la prossima DAVVERO è Hubner" e alla terza volta finalmente ce l'ha fatta a fare sul serio questa Hubner. Infatti poi più in là quando stava presentando un altro pezzo ha detto tipo "La prossima è... Hubner. Vi immaginate di nuovo?" HAHAHAHAHAH un altro highlight della serata è stato quando i fan hanno chiesto il bis e quindi Calcutta è partito con una versione inedita di Paracetamolo con delle strofe che sembravano in spagnolo ma io ho detto "Oddio che lingua è? Latino?", non so come mi sia venuto in mente ma in realtà a parte il fatto che sono scema, il fatto sorprendente è che lui stesso ha ammesso di non aver mai fatto un bis in vita sua e che quella era la sua prima volta. Per il resto è stato molto carino e molto simpy in quel suo modo davvero alternativo che "Lo sai che la tachipirina 500 se ne prendi 2 diventa 1000" può accompagnare solo. Tipo ad un certo punto, verso l'inizio del concerto, ha detto "Ma a voi piace questa cosa che ad un tratto faccio cantare a voi le canzoni oppure evito?" ovviamente i fan hanno iniziato a cantare da subito ma "No perché io ho le cuffie quindi non vi sento se cantate quindi fatemi sapere se vi va" però che dolce dai hahahahahah E poi la maglietta dei Flinstones e quell'aria da barbone gli stavano proprio bene.
Calcutta che ci mostra quanto l'indie ha rotto il cazzo
Comunque i suoi successi o comunque le canzoni che a me piacciono e che conosco che non lo so se sono successi le ha fatte tutte tipo Del verde, Gaetano, Frosinone, Oroscopo, Pesto, Orgasmo e adesso scrivendoli così di fila mi chiedo "Ma che razza di titolo sono diomio?!". Ne ha fatte anche un bel po' che non conoscevo oppure che avevo sentito mezza volta tipo Milano o Limonata oppure cose che non conoscevo ma che mi sono piaciute tipo Cane e altra roba sicuramente da un certo punto di vista valida che mi ha fatto capire che anche se lui non mi piace e anche se il concerto l'ho pure dovuto pagare e forse se mi fossi messa gli occhiali avrei visto qualcosa in più è stata un'esperienza che sono contenta di aver fatto che tra l'altro si è conclusa con dei cornetti caldi alle 4 di mattina (dopo un'irrilevante mezz'oretta di breakdown ma lasciamo perdere).
E quindi il 28 giugno 2019 L'amore si odia tra i banchi di scuola si è ufficialmente finalmente trasformata in Oroscopo all'Ex Base di Bagnoli. Belle trasformazioni, belle serate e l'indie ha rotto il cazzo sempre e comunque ma a volte ci si sente bene a fare le cose anche un po' a casaccio, esattamente un po' come le immagini che apparivano sui maxischermi alle spalle di Calcutta, dei musicisti e delle "amiche del coro" che erano in 4 e avevano le magliette con una lettera ciascuna a comporre viste insieme la parola CORO.