sabato 11 aprile 2026

eroCaddeo e Ulan Bator 10.4.26 Pozzuoli e Caserta

eroCaddeo è stata una bellissima scoperta. L'avevo seguito a XFactor come tutti i concorrenti di quell'edizione ma non avevo mai approfondito. Il Duel Club di Pozzuoli gli ha dedicato uno spazio più piccolo del normale, forse perché non c'era tantissima gente, ma quella che c'era ha fatto il suo dovere egregiamente. Il concerto è stato un vero e proprio spettacolo che ha coinvolto tantissimo anche i presenti. Natasha è pugliese ma vive a Pomigliano d'Arco e ha preso parola più volte. Tra le altre cose, ha specificato che in realtà non è la prima volta a Napoli per l'artista, come tutti credevamo: la finale del talent a cui ha partecipato si è infatti svolta proprio a Piazza del Plebiscito. Ma è in effetti il suo primo vero concerto nella città partenopea "perché tanto XFactor non conta". Alice ed Ernesto, poi, hanno avuto la possibilità di cantare un brano ciascuno con Damiano - questo il vero nome del cantautore - che li ha chiamati sul palco per fare un po' di caciara e per spartire un momento con i più coraggiosi del pubblico. Ma a salire sul palco c'è stato anche un ospite speciale: Viscardi. I due hanno in comune l'avventura a XFactor fatta nello stesso anno e infatti sono rimasti evidentemente in ottimi rapporti. Lui canta insieme a eroCaddeo Ancora di Eduardo de Crescenzo e poi la sua Scinnm o cuoll. Ho apprezzato molto, soprattutto visto che a febbraio ho saltato il suo concerto a causa di un altro concerto. Quest'atmosfera intima e allo stesso tempo caotica è stata rappresentata anche attraverso la scenografia: sul palco c'era un tappeto, un divano e un tavolino. Sopra quest'ultimo erano state appoggiate due bottiglie d'acqua e... una scatola con i fiocchi di neve di Poppella. A un certo punto dello show, infatti, eroCaddeo ne ha offerto uno a una persona in platea e a fine serata uno dei musicisti ne ha offerti altri in giro, quindi ne ho preso uno pure io. Tra i tanti momenti indimenticabili della serata, oltre alla miriade di battute che sono state fatte, anche la presentazione di un pezzo inedito che parla dei fuorisede, Lontano da casa. Per il resto, la scaletta è stata ricca - per quanto la sua carriera sia appena iniziata - e ovviamente non è mancata la canzone presentata in occasione del programma di SkyUno. Proprio durante questo brano, lui ha cominciato a prendere i telefoni delle persone in prima fila per un altro momento collettivo. A ognuno registrava dal palco qualche secondo di video mentre cantava. A un certo punto si avvicina anche a me, io gli sorrido ma resto titubante, quindi gli passo lo smartphone incerta, ma non ero assolutamente pronta a tutto ciò. Infatti, è stato lui - direttamente dal palco - a dover premere il tasto per cominciare a registrare un filmato. Comunque va tutto bene, e anzi, quando finisce di cantare il pezzetto a me dedicato mi dà il telefono indietro e mi stringe la mano per cantare qualche altra nota con me. Non credo che si sia reso conto che in realtà non sapevo le parole, perché ero talmente in imbarazzo che credo di aver solo sorriso come una scema, senza neppure provarci a cantare. Comunque, è stato veramente sorprendente, sotto tutti i punti di vista. 
C'è da dire, poi, che andare a due concerti nella stessa sera è diventata a quanto pare la mia specialità. Inizialmente era infatti previsto che andassi al concerto degli Ulan Bator al Kingston di Caserta, ma poi le circostanze mi hanno fatto cambiare strada. Il caso ha però voluto che il live di eroCaddeo fosse molto puntuale e/o molto corto. In questo modo, siamo riusciti a fare tutto, raggiungendo anche la location del secondo spettacolo addirittura in anticipo. Il mio livello di conoscenza di questo gruppo francese era più o meno lo stesso di eroCaddeo, ossia più o meno nullo. I componenti di questa band però non facevano battute e non parlavano neanche italiano, anzi, non parlavano affatto. Tra le poche cose che hanno detto, però, ce n'è una che mi è rimasta particolarmente impressa. Il concerto a Caserta segnava infatti il loro ritorno in Italia dopo tantissimi anni. E noi c'eravamo. 

domenica 8 febbraio 2026

I Ministri 7.2.26 Caserta

Quanto conosco i Ministri? Praticamente zero: avevo visto Federico Dragogna da solo al Mi Ami di qualche anno fa e li avevo visti tutti in gruppo in acustico all'Ostello Bello lo scorso autunno, ma in tutto ciò l'unica canzone che tuttora conosco è Abituarsi alla fine. Nella scaletta del concerto al Lizard Club di questo sabato, per fortuna, c'era anche questa. Anzi, le era stato anche riservato il posto d'onore: era una delle ultime della fila, se non proprio l'ultima, a chiudere il live. Alcuni altri brani (tipo Poveri noi e Spaventi) li ho riconosciuti proprio dalla presentazione del disco di settembre, nonostante non è che li abbia ascoltati con chissà quanta attenzione (segno del fatto, quindi, che si tratta di pezzi che funzionano, almeno secondo me). Di Aurora Popolare (la title-track) e Terre Promesse avevo invece solo un ricordo vago e questa serata ha fatto sì che si incastrassero ancora meglio nella mia testa, perché mi hanno colpito. Per il resto, è stato uno spettacolo molto caotico: i fan hanno iniziato a pogare quasi subito, ma dal palco gli artisti sono stati così carini da preoccuparsi più di una volta che tutti stessero bene, spiegando che è bene controllare chi si ha a fianco prima di fare troppo casino. È poi capitato a loro stessi di scendere tra la folla per godersi il momento insieme ai propri sostenitori e di far fare la stessa cosa, al contrario, a una ragazza del pubblico: prima è salita on stage con loro e poi si è "buttata" di nuovo in mezzo a tutti. Il supporto dei presenti è stato molto, tant'è che a un certo punto è stato anche raccontato di un cambio di scaletta dovuto proprio a una persona tra loro che ha implorato il gruppo di suonare un determinato brano. È stata quindi una serata piena di cose, tra cui anche un gruppo di apertura tutto da scoprire: Le cose importanti.