domenica 6 luglio 2025

Serena Brancale 5.7.25 Marina di Eboli

Il concerto di Serena Brancale a Marina di Eboli è l'ennesimo evento totalmente randomico che io e Danton abbiamo trovato per puro caso. Con le solite difficoltà organizzative per capire anche solo come ci si registrasse, alla fine ce l'abbiamo fatta, quindi io, lui, mio padre ed Emanuele ci siamo ritrovati su un'elegantissima spiaggia chiamata B38 (pure complessa da trovare, ma poi ne è valsa la pena). Avevo una qualche minima conoscenza riguardante Serena Brancale oltre il suo ultimo Festival di Sanremo? Assolutamente no, ma ho trovato il live ugualmente grandioso. Inoltre, penso che molte altre persone oltre me avessero il medesimo problema e che la stessa artista lo sapesse bene. Nella scaletta dei suoi concerti, difatti, pullulano un sacco di cover (con menzione speciale a Pino Daniele). Per chi conosceva solo Anema e core, quindi, nessun problema: oltre ai pezzi di altri artisti, l'attenzione del pubblico è stata catturata da buffi occhiali da sole randomici apparsi all'improvviso sul suo volto, dai mille strumenti suonati, dalle coriste e da un corpo di ballo piuttosto sostanzioso che ha accompagnato la protagonista dello show per vari pezzi. Nonostante la distanza fra il palco e la platea, l'artista ha poi comunque cercato di coinvolgere parecchio i presenti, che hanno anche sorriso per tutte quelle volte in cui lei si è come sempre autoproclamata "la zia". Lo spettacolo in questione si svolgeva nell'ambito del Prime Day Festival di Amazon, quindi è durato solo un'oretta, ma è bastata per captare la bravura e la classe di Serena Brancale, che infatti verso la fine dell'evento ha ringraziato pubblicamente Carlo Avarello. Se non mi sbaglio, lui si occupa anche di altri artisti della stessa caratura, tipo Simona Molinari, che pure spicca per raffinatezza. Prova di eleganza, per esempio, è stata la sua esibizione al piano con il suo lungo vestito marrone in occasione di un paio di pezzi. Inoltre, c'è stato anche un ospite speciale durante la serata: Fiat 131. E comunque, chi pensava di conoscere solo Anema e core si è in ogni caso reso conto di essersi sbagliato perché Baccalà e Serenata sono altrettanto conosciute da tutti, alla fine. Per il resto, è stata semplicemente una magnifica scoperta e una riscoperta o una conferma per chi seguiva il suo percorso da ben prima di febbraio 2025! 

sabato 14 giugno 2025

Ginevra e Altea 13.6.25 Napoli

Penso che quello di Ginevra e Altea a Napoli sia stato uno dei concerti più randomici di sempre. È andata così. Cercavo un passaggio e Ginevra stessa - a seguito di un mio messaggio su Instagram - mi consiglia di chiederlo nel suo canale Telegram. Quindi scrive appositamente qualcosa sulla data in Campania così che io possa commentare con il mio annuncio. Lo faccio e, ovviamente, non mi risponde nessuno. Arriva il giorno del concerto, io penso di dovermi lavare i capelli ma scelgo di rimandare. Alle 4 del pomeriggio mi arriva un messaggio di una persona che mi chiede: "Hai già trovato un passaggio? Perché io dovrei andare, ma non so se hai già risolto". No, non avevo risolto, e questo ragazzo mi coglie talmente alla sprovvista che io penso sia un bot, un virus, qualcosa di fake. E invece non solo mi stava solo sinceramente e semplicemente offrendo un passaggio, ma in realtà abbiamo scoperto di conoscerci già. Nel 2019 siamo andati insieme a un concerto grazie a un'amicizia in comune. Non avevo perciò la solita ansia di andare a un concerto con un estraneo perché in realtà non lo era, anche se lui si ricordava di me e io mi ricordavo di lui soltanto in modo mooolto vago. Ci accordiamo sull'orario e arriva da me alle 19. Ho avuto circa un'ora e mezza per comprare il biglietto, lavarmi i capelli che avrei potuto sistemarmi la mattina se solo non avessi rimandato a caso, e prepararmi. 

Io e Valerio parliamo del nostro precedente concerto insieme, di musica, del traffico di Napoli e un po' di tutto nell'ora che ci mettiamo per arrivarci. La serata inizia puntuale: alle 20,30 sale qualcuno sul palco a presentarla e a parlare di violenza sulle donne. Sul palco, infatti, erano posizionate tante scarpette rosse a simboleggiare proprio il messaggio lanciato dalla serata. Protagoniste della manifestazione Musae sulla Terrazza del Teatro San Carlo di Napoli, tante incredibili cantautrici. 

Quando Ginevra sale sul palco invita i presenti ad avvicinarsi, quindi io sposto la mia sedia mentre Valerio si accomoda su un gradino lì accanto. Dopo pochi minuti dall'altra parte del cortile vedo anche Mirko, che si avvicina e passa il concerto con noi. Lei canta tutto l'ultimo album (con ringraziamenti vari a Colombre e a Meg che vi hanno partecipato) e verso la fine ci fa una sorpresina aggiungendo alla setlist anche Torino. La scaletta, tra l'altro, era scritta su quello che sembrava essere un post-it rosa e di tanto in tanto svolazzava. Effettivamente a volte si sentivano delle piccole folate di vento rigeneranti, ma di base il clima era semplicemente caldo e umido, tant'è che persino Ginevra - che aveva i capelli raccolti in una coda - a un certo punto ci ha ironizzato: "A Napoli c'è poca umidità, eh?!".

Lei, comunque, con questa città ha un legame speciale. Ha raccontato infatti di avere origini napoletane e così la menzione alla nonna a cui è dedicata la sua 30 Anni è sembrata ancora più speciale. Ma è stato anche Mimmo, il musicista che l'ha accompagnata, a raccontare delle sue origini campane. Insomma, eravamo proprio nel posto giusto al momento giusto (anche visto il tema della serata, dal momento che Femina è stata dedicata alle donne). Senza contare che poi sul palco è salita anche Altea. Lei è salentina ma è stata adottata dal collettivo napoletano Thrucollected, quindi anche in questo caso il legame con la città c'era. 

L'ultima volta che ho visto Altea ero proprio con Mirko e da allora il suo live non è cambiato poi molto. Ha lasciato spazio alla musica senza presentare troppo i suoi brani, ma che fosse molto timida è risaputo. Ci ha però tenuto a ringraziare ovviamente i musicisti che l'hanno accompagnata, mentre lei si è accompagnata da sola alla tastiera. La sua voce onirica (?) ci ha incantato ancora una volta e la novità della serata è stata la cover di Amara terra mia di Domenico Modugno. Io e Mirko ci siamo quindi innamorati di nuovo di lei, mentre per Valerio è stata un'ottima scoperta. Grazie Officine San Carlo!!

domenica 25 maggio 2025

Napoleone 24.5.25 Salerno

Ed è con questa foto in altissima qualità che sono qui per parlare dell'ultimo live di Napolone. Non un evento qualsiasi, ma un evento talmente vicino casa mia che non menzionerò neanche la location perché mi sembrerebbe di rivelare dati sensibili su internet. Dico solo che ci sono andata a piedi e ho praticamente solo dovuto attraversare la strada. A una serata del genere ci sarei quindi andata anche se si fosse esibito un artista totalmente a casaccio, ma sono contenta che il prescelto sia stato proprio Napoleone. Di recente infatti ha presentato l'album a Napoli, ma io ho atteso pazientemente l'occasione giusta. Faceva freddo come se fossimo a dicembre ed è stata il momento perfetto per cogliere tutti i riferimenti al vento e al clima che Davide fa nelle sue canzoni. Non mi sono mai sembrati tanti reali. Comunque, è stato uno showcase molto carino, durato circa un'ora. Moderato da uno speaker radiofonico, l'incontro è stato ovviamente incentrato su Moderno Italian Touch, il disco uscito il 16 maggio. Non sono mancati infatti i ringraziamenti a Yung Snapp, Vale LP e Teresa De Sio, che hanno collaborato con lui per la riuscita del progetto. E mentre Napoleone si raccontava e cantava le sue canzoni accompagnandosi con la chitarra, il vento aumentava. Ma del tipo che le sedie bianche di plastica hanno cominciato a volare. Un gruppo di ragazzi si è direttamente alzato, iniziando a cantare a squarciagola scaldandosi con la musica. Davide li ha ringraziati e ha scherzato dicendo che sarebbero stati ottimi coristi per i prossimi live, se non fosse che l'evento successivo l'avrebbe fatto a Isernia, quindi un po' lontano da Salerno. Per le ultime tre canzoni loro sono volati sottopalco, mentre io e Frà ci siamo riparate nella struttura chiusa lì accanto perché stavamo proprio volando via. Quando tutto finisce, però, riusciamo a placcare Davide che era circondato da chiunque per un saluto. Gli tocco un braccio, lui alza lo sguardo e fa "Oh ciao!" fra un bacio e l'altro, poi porge la mano e si presenta alla mia amica. Glielo avevo già fatto presente su Instagram, ma mi è sembrato il caso di confermare, esultando, la vicinanza tra casa mia e questo evento. "Allora se aprivi il balcone sarei comunque riuscito a darvi fastidio", ironizza lui. Noi ridiamo e poi viene di nuovo invaso da ragazzi in cerca di un saluto, quindi ci allontaniamo e ci risalutiamo a vicenda con un Ciao e un Grazie finali!

domenica 4 maggio 2025

Anna Castiglia 3.5.25 Paestum (SA)

Ebbene sì, anche stavolta mi sono organizzata per andare a un concerto con uno sconosciuto. E anche stavolta è stato stupendo. Il concerto era incredibilmente nel pomeriggio, quindi è stato strano ma bello perché era sul mare, poco prima del tramonto. Certo, a quell'ora osservando Anna Castiglia che aveva il sole alle spalle c'era uno strano effetto controluce e soprattutto è stata una delle occasioni in cui mi sono pentita di non essermi messa gli occhiali per ripararmi dalla luce. Lei su Instagram aveva avvisato che lo spettacolo sarebbe iniziato "Dopo le 17", che voleva dire tutto e niente. Noi comunque arriviamo con una precisione disarmante alle 17:03 e, mentre parcheggiamo, la sentiamo già cantare. Ovviamente erano però solo le prove, perché ok che era "Dopo le 17" ma forse TRE MINUTI dopo le 17 era un po' esagerato hahahah Quando entriamo al Dum Dum Republic stava infatti ancora provando. Aveva una maglietta arancione e dei pantaloni chiari e poi è rimasta nei dintorni fino a quando non è andata a cambiarsi, ma i nostri sguardi non si sono mai incrociati e io ho aspettato la fine del live per salutarla. E anzi, è stata lei a salutare me. Ma andiamo con ordine. 
Dopo un'attesa piuttosto lunga, con il primo caldo e insieme a una persona nuova (ma anche insieme a Francesca e Domenico), il concerto finalmente inizia. Lei mi passa praticamente davanti per raggiungere la sua postazione e io - che ero vicino all'ingresso - quasi la inseguo per avvicinarmi alla prima fila. Poi mi siedo praticamente sul palco, che era uno di quelli con gradino. Lei si accorge subito di me, mi sorride e mi saluta mimando un "ciao" con le labbra. Io ricambio con un impacciato gesto della mano. Poi, di tanto in tanto, torna a guardarmi e a sorridermi durante lo spettacolo. 
Fa la maggior parte dei pezzi con la sua band, mentre ne lascia due per un momento chitarra e voce: uno di questi parla dei ragazzi sui libri di inglese o comunque scolastici... che fine avranno fatto? L'altro parla del padre e del momento in cui le ha detto che non le piace come si veste. 
Effettivamente, il suo stile è molto particolare. Per il concerto a Paestum aveva scelto una giacca di jeans, un vestito verde, delle calze rosa e, soprattutto, delle scarpe per il tip tap. Tra un pezzo e l'altro ci ha anche infatti mostrato un balletto, invitando la gente ad avvicinarsi al palco non solo per sentirne di più il calore, non solo perché diceva che in fondo vedeva che erano tutti più stretti, ma anche perché così sarebbe stata più coperta dal pubblico nelle prime file in caso di eventuali errori. Il concerto è proseguito pure così, con diverse battute e vari momenti divertenti, tra cui la richiesta ad Anna Castiglia da parte di una persona random fra la folla di fare gli auguri a una ragazza pubblicamente al microfono per la sua laurea. O quando le è stato chiesto cosa volesse dire "Mi siddia", dal brano Ju mi siddriu (significa "Io mi scoccio"). Tra i fan ce n'era anche uno che le sapeva proprio tutte, anche le due inedite, quindi lei si è complimentata per il fatto che fosse stra-informato.
In scaletta comunque c'erano anche Decostruire, Whitman, Le chiese sono chiuse, Participio presente, Organi interni, Bovarismo e chiaramente Ghali. Più tutte quelle che al momento non ricordo più. 
Alla fine del live lei presenta tutta la band e ringrazia tutti con un inchino. Dà appuntamento a tutti in giro, perché si sarebbe fermata a bere qualcosa, ma la prima cosa che fa è correre da me ad abbracciarmi. Ci eravamo viste più o meno un anno prima, mi pare, quindi non ero sicurissima che si ricordasse di me. Invece non solo mi ha salutato subito con tantissimo entusiasmo ma mi ha anche chiesto "Tu sei proprio di Paestum?" e io tipo "Salerno, quasi" e lei "Ah sì, sì, vero, ricordavo" (e insomma, sembrava sincera e che non l'avesse detto solo per dire e per assecondarmi hahah). Io quindi le dico qualcosa tipo "Finalmente infatti ti vedo qui vicino casa e non sempre al nord" e lei prosegue "Eh sì, ci siamo viste sempre solo a Milano". Poi mi fa "Mandiamo una foto a Erica?", riferendosi ovviamente alla persone che ci ha ufficialmente presentate. Le dico subito di sì e lei si fionda accanto a me sedendosi sul mio stesso gradino senza neanche darmi il tempo di finire la frase "Vieni tu qui?" né pensare di alzarmi. Nella mia incapacità di scattare selfie, o quantomeno di scattarne di decenti, riesco a farne due carini che invio subito proprio a Erica, come da richiesta. Poi mi risaluta e mi dice che ci saremmo ribeccate dopo, anche se quando me ne vado non riesco a farne neanche un cenno della mano perché era - giustamente - attorniata da gente.
Una parola: bellissimo! 

domenica 13 aprile 2025

Giorgieness 11.4.25 Salerno

La prima volta che ho visto Giorgieness live era a Paestum. Poi, nell'arco di circa 6 anni, sono stata a vederla da Baronissi a Torino passando per la provincia di Reggio Emilia e tanti altri posti strani che mi hanno fatto macinare una quantità di chilometri che a ripensarci adesso mi viene mal di testa. Tutto ciò per dire che quando lei ha condiviso una data del suo tour acustico A SALERNO sono esplosa di gioia. E anzi, per puro caso l'ho scoperto anche prima dell'annuncio ufficiale. Un giorno totalmente random avevo espresso ai Morticelli il mio desiderio. "Vogliamo Giorgieness", avevo scritto su IG alla location che negli ultimi mesi ha ospitato quasi tutti gli artisti presenti nelle mie playlist. E loro, invece di ghostarmi o rispondermi in modo vago, hanno replicato con un chiarissimo "Acqua in bocca..." e tante emoji carine che facevano capire che effettivamente sarebbe successo davvero. Ancora non sapevo però la data e questa me l'ha spifferata la stessa Giorgieness quando ha passato la domenica di Sanremo insieme a noi. 
L'organizzazione di questo live, che si sarebbe svolto a letteralmente un chilometro da casa mia, si è rivelata un po' più complessa del previsto. Eppure è stata solo l'attesa a essere difficile perché - arrivati a venerdì - io mi sono ritrovata anche con 2-3 passaggi a disposizione e con almeno 10 persone che conoscevo, una volta lì. È stato bello e raro. Ed è stato raro anche perché le ultime mille volte che avevo invitato Frà e FedeC ai Morticelli era andata male a causa di diecimila imprevisti. Invece proprio in occasione del concerto di Giorgieness tutto è filato liscio. Quindi devo per forza mettere nero su bianco la mia frase top: era destino. 
Quando io e Fede arriviamo ai Morticelli prendiamo una Coca con la lattina a tema G4za, salutiamo Stefano Bif e Nahia e poi... Giorgieness, che arriva poco dopo seguita da Domiziano [che mi presenta, dicendo "Voi vi conoscete già, vero?!",  ma in realtà a noi pareva di no e quindi ci siamo (ri?)stretti la mano] e Giorgio del gruppo dei Cuori Infranti. Io, nel mentre, presento a tutti Federica. Comunque, dopo un lungo e sentito abbraccio, dico a Giorgie che sono contenta che è finalmente qui, sotto casa mia, e lei ammette che effettivamente questa potrebbe essere la sua prima vera volta in centro città. Poi dice che i Cuori Infranti viaggiano sempre a due a due, visto che stasera eravamo appunto in due del gruppo. Questo comunque è stato un pre-saluto relativamente veloce perché dopo entra in sala con Domiziano, mentre Giorgio resta un po' con noi. 
Poco dopo viene aperta ufficialmente la sala del live ed entriamo, Giorgieness - già pronta al posto di combattimento - volta lo sguardo verso di me proprio quando sto varcando la soglia e mi sorride. Quindi vado a sedermi insieme a Fede e insieme al fantasma di quella ritardataria di Frà e qualche minuto più tardi tutto comincia. La prima canzone della setlist è Che strano rumore in solo e poi Giorgie viene raggiunta da Domiziano e cominciano il concerto a due fatto di musica, ma anche di parole e soprattutto di battute (ma no, non di contatto fisico, che al chitarrista non piace molto). La loro canzone del cuore è invece Mamma, perché l'hanno scritta insieme, e questo si ricollega anche alle battute sulla location e alle luci lampeggianti blu che si vedevano dalle vetrate che davano sull'esterno (ndr, la madre di Giorgie lavorava in P0lizia). È stato menzionato anche più di una volta il fatto che ci trovassimo in una ex Chiesa e il verso "Sento il vuoto nel petto, l'eco è una cattedrale" di Da zero a cento è stato cantato in modo molto più sentito. Proprio durante questo brano, a un certo punto sostituisce la frase del titolo con "Testa di c4zzo" che ci stava incredibilmente altrettanto bene. È forse proprio in questo momento che fa una sorta di medley con una canzone non meglio identificata di Taylor Swift, ma la mia cultura su di lei è talmente scarsa che potrei confondermi. Questo, comunque, è stato uno dei momenti preferiti di una bambina in prima fila, che aspettava con ansia anche Cazzate (che era nella scaletta quasi fra le ultime). Tra gli altri pezzi in setlist da menzionare, c'è sicuramente l'inedito ancora senza titolo tenuto pure nella tranche finale (fatta tutta di fila, senza finti bis) e per cui confessa che non c'è nessun veto di fare video (quindi colgo la palla al balzo e lo faccio). Poi ci sono alcuni pezzi di Mostri, che è l'album a cui ha lavorato insieme a Davide Napoleone, che continua sempre a ringraziare di cuore nonostante le loro strade si siano divise. Non manca la title track, Anima in piena, Gilda e Cose piccole. Ma il mio momento preferito è stato ovviamente quello di Cuori infranti, non solo perché è una bella canzone che ha per me un valore immenso ma anche perché Giorgieness spiega che avrebbe fatto passare per tutto il pubblico un diario su cui scrivere una frase, una dedica o comunque qualcosa. Io adoro queste cose! Infatti conoscevo l'iniziativa e mi ero già preparata un bel messaggio da appuntare sul mio foglio. Nonostante questo, mi ci è voluto comunque un sacco di tempo: penso di averci messo la durata di due brani per finire, infatti ho un ricordo davvero molto vago di Viziata. Nel segno che ho lasciato su quell'agenda c'era ovviamente una citazione di Buffy, come è ormai tradizione tra me e Giorgie. E Buffy, chiaramente, è stata pure menzionata più volte durante la serata; in primis quando Domiziano tra una canzone e l'altra ha citato un uomo, qualcuno con i baffi. Ora non ricordo neanche bene chi, ma a Giorgie è venuta in mente - ovvio - solo e unicamente la cacciatrice. Tra le altre battute con Domiziano anche il racconto di quando per sbaglio, in occasione di qualche data, Giorgie ha fatto cadere totalmente il tavolino con il diario, i fiori e le bevande. Stavolta, lì sopra c'era una birra - che, quando ha terminato, ha anche chiesto nuovamente "agli amici del bar". Ed è proprio il bar lì fuori il luogo perfetto per dare appuntamento ai fan che hanno intenzione di incontrarla dopo il live. Dopo quest'annuncio resta comunque un po' nella sala ed è lì che la saluto io. Avevo incredibilmente un bel po' di cose da dirle e le ho allo stesso modo incredibilmente dette tutte. Innanzitutto le ho dato il mio regalo, che avevo messo nella busta dello store sanremese della Sony, la stessa che ha visto a casa nostra quella domenica di febbraio che abbiamo passato insieme. All'interno, però, c'era un 45 giri di un'artista Warner, ossia Rose Villain. Il nostro amore per lei mi ha fatto pensare di regalarle una copia di Fuorilegge e pare abbia apprezzato, imitando poi la mossa della canzone diventata famosa sul palco dell'Ariston in occasione del Festival. Poi passiamo all'altro vinile, quello inesistente. Avevo acquistato Giorgieness e i cuori infranti una settimana prima dell'evento convinta che mi sarebbe arrivato in tempo E INVECE NO. Me ne sono lamentata tanto e con tutti, tant'è che l'ha saputo persino la stessa Giorgie, a cui quindi mi è bastato dire "Se vogliamo far finta che questo sia il vinile..." porgendole il mio diario dei concerti. Lei lo firma subito con una delle penne colorate che avevo in borsa e che le ho mostrato subito dopo l'agenda (facendo decidere a lei, che ha subito afferrato quella rosa esclamando il nome della sfumatura scelta). Per scrivere si inginocchia per terra e usa la panca come tavolino, una scena a cui avevo straordinariamente già assistito un'altra volta, a un altro concerto e per un'altra cosa da firmare. Poi fa sapere a me e a tutti i presenti cosa ha scritto. "Come se (non) ci fosse un vinile" dice lei ridendo, in riferimento alla sua canzone Come se non ci fosse un domani. E ridiamo anche quando le spiego "Loro non sanno chi sei". Mi riferivo alle mie amiche, accanto a me, che mi avevano accompagnato per farmi un favore e che sono state preziose a venire a un concerto a scatola chiusa di cui non sapevano nulla. Mi riferivo poi anche al fatto che mi sentivo realizzata per averle fatto buona pubblicità. Non ho avuto il tempo di specificare tutto ciò perché è stata improvvisamente costretta a girarsi: una persona le si avvicina per rapparle a caso in faccia e lei replica intonando sua strofa di Ci vai sotto in un momento molto esilarante e inaspettato ma bello. Tra le mille persone che aveva da salutare, riesco comunque a farle sapere l'ultima cosa: mi sposto i capelli da davanti alla felpa per far sì che si vedesse il logo di Buffy. Anche qui ricambia tutto il mio entusiasmo dicendo che a saperlo avrebbe indossato anche lei la maglietta della serie, che - guarda caso - aveva proprio in valigia, soprattutto visto che al live della settimana scorsa è capitato proprio che sia lei che Erica, senza farlo apposta, avessero deciso di indossare una maglietta a tema. In tutto questo, penso che mi avrà abbracciato tipo 15 volte. Dopo una delle ultime strette, ne ho approfittato per congratularmi: "Come profumi!". Ha così raccontato a me e ai presenti una bella storia: aveva messo un profumo passatole da sua nonna; lei non lo metteva perché troppo dolce e quindi aveva deciso di regalarglielo. Tra le varie altre chiacchiere (con altri) che sono uscite fuori, ho sentito anche menzionare l'esibizione con Avincola che ha fatto ad Albanella qualche estate fa... e c'ero anche io :) Poi ci allontaniamo tutti dalla sala: c'è chi aspetta al bar e chi esce. Io e Fra ci aggiorniamo quindi sugli ultimi eventi mentre Fede va a prendere la macchina e, proprio quando lei torna, succedono le cose più surreali. Raggiungo Giorgie, che abbraccio, e saluto lì accanto anche Marco con un "Non va bene così", a causa dei nostri ultimi trascorsi non proprio positivi. Io gli avevo fatto sapere, in modo semplice e coinciso, che le cose non stavano andando bene, eppure lei ha trovato il modo di buttarci dentro una battuta che ha disteso il clima, accennando un pezzo della sua Mamma, in cui c'è proprio un vocal in cui la madre le dice "Non va bene così, Giorgia". Effettivamente, l'avevo involontariamente quasi citata. Lui fa poi una battuta sui capelli di Frà, la stessa che aveva fatto anche a Fede prima, riferendosi al fatto che tutte noi ne abbiamo tanti, al contrario suo che li sta perdendo. "Vabbè, per gli uomini a 30 anni è normale, io ci ho scritto sopra un album" fa Giorgie, con risate e approvazione di tutti. Subito dopo, io e lei ci salutiamo di nuovo stringendoci, raggiungendo un totale complessivo di, boh, 47 abbracci a serata LOL tant'è che una volta a casa mi ritroverò anche il suo rossetto sulla mandibola (o una cosa del genere, non sono brava in anatomia). Quando mi allontano dalla stretta di Giorgie, io e Fra salutiamo anche Stefano e Nahia e - proprio in quel momento - Gianni mi vede, mi saluta e mi presenta il direttore artistico del Limen Festival in un momento molto caotico durante cui cade anche un bicchiere a terra. Poi ci allontaniamo ancora, salutiamo Dana e Domiziano e finalmente entro in una macchina che ormai mi stava aspettando da un po'. Alla fine, però, ce l'abbiamo fatta, e concludiamo la serata nello stesso modo in cui si conclude tutto il tour acustico di Giorgieness. Questa era infatti l'ultima tappa ed è stata per forza di cose (giuro, non per vantarmi) un po' più speciale di altre, soprattutto per me che ho potuto finalmente assistere a un suo concerto sotto casa mia.