sabato 25 febbraio 2023

Giorgieness 24.2.23 Benevento

Quando ai concerti l'audio si sente un po' male non so mai se il problema è effettivamente l'audio o se sono io a non sentirci. Probabilmente è sempre un mix di entrambe le cose. Ieri sera ho salutato Giorgieness e le ho detto che il live era stato bello, ma lei mi ha risposto "Ti è piaciuto? Eh, a noi un po' meno"; quindi mi sono fatta forza e ho ripreso in mano questo blog che ho ormai palesemente abbandonato, nonostante mi fossi promessa - ormai 10 anni fa - che non lo avrei mai fatto. Però la serata è stata bella davvero e vale la pena raccontarla (non sui miei canali ufficiali perché onestamente al momento non ho la forza di scrivere in modo decente / e poi - scioccante, lo so - il biglietto l'ho addirittura pagato stavolta).
A prescindere dalla riuscita del live, devo dire che ci sono state una quantità inimmaginabile di questioni personali che probabilmente mi avrebbero fatto apprezzare la serata anche se a cantare fosse stato un elefante. Ad esempio il fatto che, per la prima volta da mesi, ho passato un pre e post serata IN SANTA PACE senza essere incazzata per la qualunque. Che ho fatto la pazzia di chiedere un passaggio a uno sconosciuto e questo non si è rivelato un serial killer (anzi!). Che il concerto si è svolto proprio il giorno dell'uscita di Cani Sciolti, il nuovo album di Francesca Michielin, e magari non c'entra un cazzo, però è comunque una cosa carina. Ed è stato carino anche festeggiare il compleanno della Michielin allo scoccare della mezzanotte sentendo Giorgieness cantare, che pure non c'entra un cazzo, ma vabbè. E poi tra l'altro a fine serata qualcuno ha menzionato Alfonso e Giorgie ha risposto "No, quella è un'altra artista. Un saluto a Claudia" e così abbiamo messo in mezzo pure Levante per concludere in bellezza. 
Tra l'altro, il concerto finiva con la cover di ur just horny di GAYLE che è la canzone che Giorgieness ha usato nel reel per annunciare il tour (ottimo spoiler nascosto!) ma è anche una canzone che la riproduzione casuale di Spotify ha deciso di mettere sulla mia strada più o meno un anno fa e a cui avevo messo un bel like per ricordarmi di riascoltarla senza però averlo poi effettivamente mai fatto. 
E tra l'altro (bis), la serata prevedeva l'ospitata dei Botanici con cui Giorgieness ha ovviamente cantato Capotasto che è esattamente l'esibizione che l'anno scorso, a Baronissi, avevo perso! Perché sì, ricordiamoci tutti che l'anno scorso ho lasciato il Dissonanze a metà concerto perché si era fatto troppo tardi :))) Cosa che stavolta non è successa solo e unicamente grazie a quel santo di Antonio che ha gentilmente deciso di offrire un passaggio a una sconosciuta (allungando pure di qualche chilometro) e che mi ha anche un pochino svoltato la serata in cambio di un sottobicchiere e di un adesivo di Astronave Musica. 
Potevo, con tutte queste coincidenze, non amare questo evento? Ma a parte i cazzi miei, la serata secondo me è stata comunque un successo. Certo, magari si sentiva un po' di merda, dei problemini tecnici hanno ostacolato il flow ("Dario?! È successa di nuovo quella cosa..!"), Giorgieness ha rischiato di affogarsi con la sua stessa saliva ed è caduta qualche chitarra MA DICO DAVVERO. Anche se detta così sembra un disastro, è stato tutto ampiamente compensato e anzi, forse gli inconvenienti rendono tutto ancora più vero, soprattutto visto che questa era una sorta di data zero, come ci ha tenuto Giorgieness stessa a specificare. 
Durante Maledetta, ad esempio, oltre ad avermi notata e ad avermi mandato un bacino dal palco, Giorgieness non ha neanche avuto bisogno di fare lo spiegone sul ritornello da far canticchiare al pubblico perché lo cantavano già tutti. Ha dedicato Jack & Selly ai cuori infranti, più nello specifico A ME perché almeno in quel momento ero l'unica rappresentante del gruppo (<3), e durante Che cosa resta abbiamo riso un po' tutti perché sappiamo che cosa significa questa canzone e quanto ci abbiamo scherzato. A farci ridere sono stati anche gli altri artisti sul palco, a partire da Domiziano che è super simpatico (io ero tipo in lutto per la mancanza di Alessandro, e invece è stato sostituito bene hahaha). Anche l'ospitata dei Botanici è stata simpatica perché Giorgieness ha ammesso di aver imparato a suonare Capotasto con il basso tipo solo 5 minuti prima. Poi ha imbracciato nuovamente il basso per un momento molto rockettaro formato da Farsi male, K2 e Come se non ci fosse un domani. 
Non è mancata poi Non ballerò, durante la quale come sempre lei è scesa dal palco per suonarla tra la gente senza amplificazione, ché è sempre un momento magico. E poi c'è stata l'anteprima del nuovo singolo che uscirà il primo marzo. In realtà avevo già sentito Eclissi quando l'aveva cantata a novembre a Germi quindi questa canzone è un po' come se fosse già mia figlia, ma è stato bello ascoltare la versione ufficiale che, per dei problemi tecnici che boh, neanche ho capito o mi ricordo, ha cantato seduta sul palco, a tipo 8 centimetri dalla mia faccia. Fra gli altri pezzi in scaletta Tra chi fugge e chi resta (con cui ha iniziato), Mostri, Cose piccole, Successo, Tempesta e Anima in piena (che dà il nome al tour). E se con le canzoni ci fa sempre un po' piangere, Giorgieness è tornata a smorzare la tensione quando è arrivato il momento del bis: è scesa dal palco ed è addirittura uscita dalla porta ma annunciando però che era palesemente una finta.
Quando il concerto finisce ufficialmente, io e quel santo di Antonio aspettiamo Giorgie che ci mette un po' più del previsto a uscire. Quando arriva però vola da noi ad abbracciarci, si presenta ad Antonio e ci chiede mille volte "Come va?"; le do poi i pacchettini con i sottobicchieri spiegandole che uno dovrà consegnarlo per me a Ileana: mi risponde "Ah quindi questo è per me e questo è per Ile, giusto?!" e io confermo, anche se era tipo tutto un po' buio e tutto molto rumoroso quindi in realtà si è trattato di uno di quegli incontri in cui non si capisce un cazzo, ma che alla fine è bello lo stesso. Lei infatti era super sorridente nonostante gli ostacoli della serata. Ed era super sorridente anche poco prima dell'inizio del live, quando stava per entrare dalla porta e io l'ho sbirciata dallo spiraglio perché era un po' aperta ed era esattamente alle mie spalle: ha visto salire Domiziano e Stefano sul palco per introdurre musicalmente la serata e sembrava proprio felice, mi è parso proprio un bel momento. 
Poi ci dice, anzi più che altro ci fa un cenno per dirci che lei avrebbe iniziato a vagare per il locale e ci saremmo potuti beccare in giro. Antonio le spiega però che avrebbe dovuto riaccompagnarmi a casa e quindi dovevamo andarcene: lei si scioglie quasi quanto mi sono sciolta io per la sua gentilezza. Quindi ci riabbracciamo e io e Antonio ci allontaniamo e usciamo dal locale. 
Quando lui ha messo il navigatore e io ho letto sul display che ci avremmo messo un'ora e tre minuti onestamente mi stavo per mettere a piangere (come se poi non conoscessi già la durata del viaggio). Pensavo che sarebbe stato super imbarazzante e invece per niente. Mi sono sentita tesa come una corda di violino dalle 21 alle 3 di notte, ma in realtà mi sentivo davvero molto a mio agio o almeno molto più di quanto mi aspettassi. Se fossi solo un po' meno sociopatica di così saremmo a cavallo. 
L'entusiasmo con cui ho raccontato tutto questo ai miei amici è stato forse leggermente sproporzionato, ma troppe interazioni sociali in un solo giorno probabilmente mi fanno l'effetto della dopamina, non sono abituata. Adesso mi sento come se mi ci volesse un mese per riprendermi, anche se alla fine non ho fatto nulla, se non andare a un concerto stupendo (checché ne dica Giorgie!). Però ora sento una strana voglia di vivere.

lunedì 23 gennaio 2023

Raduno Arca 21.1.23 Roma

Ho purtroppo constatato che non tutti i post su questo blog riguardanti i vari raduni del fanclub di Noemi si chiamano "Raduno Arca" ma solo alcuni. Non solo questa mancanza di simmetria MI AMMAZZA ma ora mi sono pure trovata in difficoltà nell'ideare il titolo per questo nuovo post. E avevo deciso, ormai più di 10 anni fa, di non scrivere veri e propri titoli su questo blog proprio perché io odio i titoli. E niente, sono riuscita a ritrovarmi lo stesso in difficoltà. 
E mi sono trovata in difficoltà anche tutte le volte che, negli ultimi mesi, ho provato a raggiungere Roma. Che sembra una trasferta facile, una trasferta che ho fatto tantissime volte senza alcun ostacolo nell'ultimo decennio. Ma evidentemente proprio in quest'ultimo periodo il karma ha deciso di controbilanciare tutti i riuscitissimi viaggi che ho sempre fatto nella capitale. E se la prima volta che mi sono ritrovata addirittura a dover pagare una stanza d'hotel a Roma era per un inghippo in qualche modo lieto (il viaggio di nozze di mia sorella che quindi non poteva ospitarmi), la seconda e la terza volta che ho trovato degli ostacoli sulla mia strada sono stati dei veri e propri ostacoli (per chiunque). A dicembre mia sorella ha fatto un incidente pochi giorni prima del concerto di Noemi all'Auditorium, e a gennaio sempre lei si è operata alla tiroide pochi giorni prima dell'ArcaRaduno. MA INSOMMA. E la prossima volta che succede? Incrociamo davvero le dita perché qua la situazione è quella che è. (Quando il primo novembre sono stata a vedere Cremonini almeno è filato tutto liscio). 
Tutta questa sfortuna, però, posso dire che almeno relativamente mi fa godere di più il successo, perché posso fare al karma il mio più grande annuncio: ho vinto io. Poi certo, sono sempre più stremata perché organizzarsi facendo lo slalom tra gli ostacoli è sfiancante, ma almeno ne vale sempre la pena. 
E ovviamente vedere Noemi è una di quelle esperienze per cui vale sempre la pena, anche quando devo svegliarmi alle 7 di mattina per prendere un treno (su cui, per puro caso, c'era pure Antonio!). 
Una volta arrivata, pranzo con Federica. Gianni ci raggiunge a sorpresa al ristorante perché quando mi chiama e mi chiede indicazioni per andare all'Alcazar il mio sguardo si posa distrattamente sulla tovaglietta sotto ai piatti e leggo che siamo in Via Tiburtina 400. "Si chiama Tiburtina, non sarà così distante dalla stazione", gli rispondo un po' a caso, però alla fine era in effetti davvero vicino. 
Quindi poi Fede accompagna me e Gianni al locale ma in un modo o nell'altro riesco a fare tardi anche in questa occasione, però - come al solito - mai tardi quanto l'inizio dell'evento stesso e quindi è stato come arrivare in anticipo. È una questione di punti di vista. 
L'evento parte con quelle che erano state annunciate come sorprese e cioè le esibizioni di Sete, Matilde, Rame E MATTEO ORSI DIRETTAMENTE DA XFACTOR 2022. Ricordavo che al momento dei provini, nel fanclub si vociferasse che forse lui era uno di noi, ma era un dettaglio che avevo totalmente rimosso. Tra cover e inediti, cantano tutti tre pezzi e parlano della loro musica grazie alle domande di Sara, la presentatrice che poi annuncia anche la protagonista dell'evento che arriva subito on stage. Noemi quindi mi vede in prima fila e si avvicina a bordo palco per salutarmi con due baci :') e poi inizia a raccontarsi un po' a tutti noi, rispondendo alle domande di Sara e alle nostre. 
Parla di moltissimi argomenti e le canzoni che menziona di più sono proprio Briciole e Vuoto a perdere, le stesse che poi esegue accompagnandosi alla tastiera quando le viene chiesto di cantare qualcosina. 
Successivamente le Archesse salgono sul palco per consegnare un regalo a Noemi e dopo averlo scartato, sul palco appare un'altra busta. E poi un'altra. E poi un'altra ancora. E così questo si trasforma in un momento-regali perché tutti gli Archini che avevano qualcosa per lei iniziano quindi a fargliela recapitare onstage. È stato un po' come festeggiare il suo compleanno con qualche giorno di anticipo. Questa non era un'attività prevista, quella prevista invece era la consegna dei regali agli Archini, cioè a coloro che avevano partecipato ai contest e che hanno festeggiato la loro vittoria sul palco con Noemi + qualche extra per i concorsi a sorpresa inaspettati. 
Poi si avvicina il momento dell'incontro. Fila. Attesa. Ecc ecc ecc. 
Quando arriva il mio turno e Noemi mi vede mi saluta con il solito (apprezzatissimo) entusiasmo e io appoggio il mio vinile sul tavolo davanti a lei, già girato, perché volevo l'autografo sul retro e lei per puro caso ne aveva appena firmata una copia a Tiziana quindi aveva già un pennarello bianco in mano. Io me ne ero fatta portare uno da Erica che si è così rivelato inutile, e l'universo mi ha punito rovinandomi l'autografo visto che alcuni dettagli si sono un po' scoloriti, ma per fortuna niente di troppo sconvolgente sennò mi sarebbe già venuto un esaurimento nervoso. Che poi forse l'autografo mi si è sciolto perché in quel locale c'erano tipo 800 gradi? Chi lo sa. Fatto sta che il mio vinile di Metamorfosi, che sono due anni che dimentico di portare con me ogni qualvolta incontro Noemi, ha finalmente la sua firma. E che firma! Noemi ci ha scritto "Con grande affetto a Gaia! Siamo diventate grandi senza neanche accorgercene!" :') Quando me lo ridà infatti le rispondo con un sincerissimo "Grazieee" e poi le porgo la foto che avevo portato per Federica, visto che avevo usato la mia amica meramente come una tassista, almeno per quanto riguardava la parte pomeridiana dell'evento. Chiedo quindi a Noemi "Questa sarebbe per una mia amica, Federica, se puoi" e lei con il suo solito "Certo!" me la firma. E onestamente a questo punto non ho capito più niente di quello che è successo. Da una parte c'era Eleonora che mi chiedeva se volevo la foto orizzontale o verticale, foto che alla fine credo di non aver neanche fatto perché dall'altra parte c'era Noemi che mi domandava "Te ne devi andare o ci sei anche dopo?" e io rispondevo "No no resto anche dopo" e mentre lei mi salutava cercavo di raccogliere tutto quello che avevo sparso in giro. Dopo averle dato i due baci credo di aver preso con una sola mano il vinile, la foto per Federica e la busta dove c'era la foto per Federica con dentro il pennarello inutilizzato di Erica e che credo che Francesco abbia scambiato per un regalo per Noemi perché la teneva in mano lui e io ho allungato il braccio per riprenderla mentre Noemi commentava con "E tre!" perché era il terzo oggetto che raccoglievo e che mi infilavo tra le dita. E in tutto ciò lo staff del locale continuava a esortarci di muoverci e di fare in fretta quindi veramente una tale confusione che io boh, è sempre tutto così esilarante e surreale. Però sì, sono riuscita a portare tutto in salvo, soprattutto il vinile, lo stesso vinile che durante la giornata ho chiesto a più persone di portarmi in spalla (perché io odio le shopper ma i vinili entrano solo là dentro) e a cui però continuavo a ripetere "Attenzione che è sacro", salvo poi abbandonarlo per due ore all'Alcazar mentre io andavo a cena fuori, però ok. 
Mentre il meet & greet con Noemi procede, comunque, il Saint Louis College inizia a fare il soundcheck e io posso solo ringraziare il destino se quando ho incontrato io Noemi ancora non avevano cominciato o quantomeno ancora non avevano iniziato a essere troppo rumorosi, sennò avrei capito anche meno. Quando Noemi finisce di incontrare gli Archini, raggiunge i ragazzi sul palco e prova un paio di canzoni [tra cui (You Make me feel like a) Natural Woman]. Poi specifica che è il soundcheck e ci dà appuntamento a dopo. 
Noi restiamo lì a far nulla in attesa della serata perché per fortuna ci era stata data la possibilità di restare all'interno del locale senza dover per forza uscire a congelarci. Io poi l'ho fatto, ma solo per i 40 metri che separavano l'Alcazar dal posto dove io e Federica, che mi aveva raggiunto per la serata, avevamo deciso di cenare. Tra l'altro, al tavolo (pericolosamente) vicino al nostro, c'erano due ragazz che hanno poi partecipato anche al live. Mentre ceniamo infatti li sentiamo parlare e, capendo - più o meno - l'argomento della loro conversazione, mi scappa un sorriso che viene subito ricambiato e infatti durante la serata il ragazzo ci rivede e ci dice qualcosa tipo "Oh, noi eravamo compagni di banco prima" lol 
Durante il live ci sono alcuni accenni al pomeriggio passato insieme. Per esempio Noemi ricanta Vuoto a perdere (stavolta accompagnata da Claudia) e viene menzionato di nuovo il suo compleanno perché canta If I Ain't Got You (grande perla anche del tour) che è di Alicia Keys, che compie gli anni anche lei il 25 gennaio. Poi delle sue canzoni esegue sicuramente (anche) Briciole, L'amore si odia, Glicine e Makumba; per il resto lascia spazio ai ragazzi del Saint Louis: lei resta comunque la protagonista della serata ma canta con loro A me m' piac' o' blues, I heard it through the grapevine, Superstition, Valerie e tutti i pezzi che noi in realtà già conoscevamo fatti da lei perché sono proprio i suoi preferiti, quelli che le è capitato di fare in tour o comunque in altre occasioni. È proprio (anche) per questo che la serata è stata così bella, perché è stata familiare ma allo stesso tempo sorprendente con improvvisazioni varie buttando anche il tutto un po' in caciara, molto easy.
Ed è dopo aver finto la mia presenza alla pizzata di gruppo archina post evento che me ne sono andata: Federica mi ha accompagnato da mia sorella e in quel preciso momento io ancora non sapevo come sarei andata alla stazione per prendere il treno per tornare a casa il giorno dopo. Questa mia esperienza all'avventura vivendo il presente senza avere certezza sulla mia vita mi è anche costata un saluto post pizza a Noemi che però ho saputo che ha chiesto di me, e quindi ho vinto di nuovo lo stesso. In ogni caso tutto molto bello, ma la prossima volta spero che nessun inconveniente di alcun tipo ostacoli la mia strada. Lo so, lo so, mi sto solo illudendo... 

lunedì 2 gennaio 2023

Renzo Rubino 1.1.23 Eboli

Ho scritto "2023" nel titolo al primo colpo, senza confondermi pensando erroneamente di essere ancora nel 2022. E questo mi sembra già il mio primo successo del nuovo anno. Anche la serata, a dir la verità, è stata un successo, per fortuna. Certo, il primo mese dei nuovi dodici è cominciato con me che non solo arrivo tardi a un concerto ma me ne vado pure prima che finisca. Nonostante questo, la serata ce la siamo comunque portata a casa. Ma andiamo con ordine. 
Mi sono organizzata per andare a questo live all'ultimo minuto, un po' perché il primo gennaio è un giorno sempre un po' particolare (per me, sempre e comunque: decisamente il più noioso dell'anno, nella maggior parte dei casi) e anche un po' perché non avevo ben capito come partecipare al concerto in questione. 
Renzo Rubino sta infatti facendo degli house concert cioè degli eventi in cui suona letteralmente a casa delle persone (basta avere un salotto e un pianoforte). È un'iniziativa talmente incredibilmente bella che ancora mi fa strano parlarne, nonostante qualche anno fa Silvia Caracristi venne a fare un live a casa di mio padre. Quindi insomma, sui suoi social c'è scritto che va a suonare a casa di Gino o a casa di Pasquale ma non ci è dato ovviamente conoscere l'indirizzo personale di queste persone. 
Ho scritto a Renzo a mezzanotte del primo gennaio chiedendo informazioni, lui mi ha risposto alle 3 dicendo "Certo che puoi venire" e poi alle 9 aggiungendo anche un link per contattare chi di dovere e far sì che io prenotassi il mio posto all'evento. 
Mio padre aveva un impegno bridgistico che sarebbe dovuto finire proprio alle 19, cioè l'orario di inizio del concerto. Ma ho pensato che dai, quando mai i live iniziano in orario? Saremmo potuti partire per Eboli dopo l'impegno di mio padre e fare comunque perfettamente in tempo. Inoltre, mio padre mi aveva detto che voleva tornare a casa per le 22. E io ero tranquillissima perché dai, un evento il cui inizio era previsto per le 19 sicuramente sarebbe finito almeno 5 volte per le 22. 
Ho ovviamente sbagliato tutti i calcoli. 
Quando stavamo raggiungendo la location, si sentiva anche già da fuori Renzo Rubino che cantava proprio in quel momento Il segno della croce. Il concerto era dunque iniziato. Quando io e mio padre entriamo nella piccola e accogliente cantina, infatti, passiamo proprio alle spalle di Renzo che in quel momento era al piano ma stava parlando, presentando non mi ricordo quale brano, quindi nota del movimento, si volta e mi saluta con un "Ciao" anche troppo entusiasta se pensiamo che in realtà gli stavo un po' interrompendo il concerto. E interrompere i concerti ormai evidentemente è un tratto della mia personalità. 
Il signore molto carino che io e mio padre avevamo incontrato lì fuori e che ci aveva accompagnato dentro, ci aveva anche indicato il posto in cui sederci. C'era infatti una sedia vuota proprio in prima fila (e una seconda sedia vuota subito dietro) quindi mi sono accomodata e mi sono così ritrovata a circa 8 centimetri da Renzo Rubino. Gli ero così vicina che i nostri sguardi si sono incrociati spesso (e mi sono vergognata tutte le volte) ma ancora più spesso capitava che i suoi occhi mi scavalcassero e puntassero oltre proprio perché gli ero troppo attaccata al naso, tipo come quando per avere una visione panoramica di uno spazio devi tralasciare le cose che hai sotto gli occhi. A un certo punto ha fatto anche un video al pubblico da postare nelle Storie di Instagram e il mio faccione è ben presente in primo piano, ma è talmente in primo piano che forse proprio per questo si nota meno, non so spiegarlo. 
Comunque, proprio grazie a questa mia vicinanza ho potuto fare da aiutante. L'atmosfera era intima e familiare ma anche magica perché Renzo era circondato da candele. A un certo punto ha suonato il piano con così tanto vigore che alcune di queste sono cadute. Ed è stato questo il momento che, dopo un attimo di esitazione, mi ha fatto rendere conto che non erano candele vere, cioè il sistema di illuminazione che le faceva accendere non era la semplice fiammella che in un caso del genere avrebbe fatto incendiare l'intera cantina. Quindi Renzo raccoglie un paio di candele ma poi ovviamente continua il live e le restanti rimaste in orizzontale a causa di questo strike le ho rimesse in piedi io. 
Nel frattempo quindi il concerto andava avanti; sebbene - come ha spiegato - non era prevista una vera e propria scaletta perché ogni casa è diversa e ogni gruppo di ascoltatori necessita secondo lui di canzoni e momenti differenti, ho trovato delle analogie con i suoi (soliti) (splendidi) live.
Renzo ha infatti parlato come sempre di quando lavorava nei night club e delle richieste che le signorine gli facevano - dalla Pausini a Pavarotti - trasformando così i suoi ricordi di pianobar in aneddoti sempre divertenti, anche se sentiti per la quarantesima volta. Le richieste che gli facevano i fan all'evento, invece, erano chiaramente molto più centrate. Gli è stato chiesto di suonare Custodire oppure un sacco di brani di Lucio Dalla o De Gregori e lui ha accettato, anche quando il concerto ufficialmente era pure già finito. Dopo aver cantato incredibili cover (per esempio Amandoti, Altrove e una speciale versione molto triste e realistica di 'O surdat' 'nnamurat') e una bella manciata di pezzi suoi (tipo Lulù, Pop, Margarita) il live volge al termine ma lui non smette di fare il juke box umano rispondendo alle richieste dei presenti e aggiungendo pezzi spontaneamente, semplicemente perché gli venivano in mente così, anche un po' a caso. 
È stata dopo l'ennesima aggiunta infatti, proprio quando sembrava che volesse passare l'intera notte a suonare, che ha specificato "Comunque il concerto è finito eh, e questo non è un sequestro di persona" ha specificato ironicamente "Quindi chi vuole e chi deve, può andarsene". E io purtroppo me ne sono andata davvero. Anche perché mio padre nel frattempo, notando l'imminente e apparente conclusione della serata, era andato a prendere la macchina; quando è tornato, quindi, mi ha dato giusto quei 5 minuti prima che lo multassero per il parcheggio improvvisato - anche se solo momentaneo - che aveva fatto. Quando perciò Renzo congeda i presenti, anche se con l'intenzione di cantare ancora per un po', io mi alzo e gli tocco una spalla per salutarlo e dirgli che me ne stavo andando veramente. Lui subito si alza dicendo "Fatti dare un bacio" e ci salutiamo così. A mio padre, che gli stava appunto dicendo che aveva la macchina in mezzo alla strada, ha dato la mano, ringraziandolo. E anche mio padre ha ringraziato lui visto che ha fatto un'offerta assolutamente libera e non obbligatoria di 20 euro, messi nel cappello di Renzo. Il cappello con cui sta raccogliendo i soldi per mettersi una Jacuzzi in camer... no. Il cappello con cui sta raccogliendo i soldi che gli permetteranno di fare magari altri House concert, dal momento che si tratta di eventi completamente gratuiti sia per i padroni di casa che per il pubblico. Ed è gratis pure il vino fatto in casa che l'artista e il suo staff offrono a tutti i presenti. Insomma, cosa chiedere di più? Un inedito! Viene eseguito infatti un brano nuovo che sembra già molto bello e spero esca presto perché non credo di resistere a lungo con la registrazione cheap che ho salvato nella chat con me stessa su Telegram durante lo spettacolo. 
Chissà perché alla fine del concerto mi è tornata in mente Per sempre e poi basta (cioè l'unica che non ha fatto - non in mia presenza almeno). Sarà che il verso che fa "Io ti sto riservando un posto tra i miei pensieri, reparto Ricordi Migliori" mi sembra veramente molto adatto alla serata appena trascorsa. 

martedì 20 dicembre 2022

Noemi 19.12.22 Roma

Ok, è andata più o meno così: mia sorella vive a Roma da più di 10 anni e non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema, nel senso che tutte le mie gite sono filate lisce come l'olio, senza nessun intoppo. Quest'anno invece è diventato improvvisamente tutto più complicato. Ad esempio, il concerto di Noemi previsto il 19 dicembre all'Auditorium Parco della Musica è stato ostacolato dal fatto che Miky pochi giorni prima dell'evento ha fatto un incidente. Lei sta bene, ma la macchina no. Ho quindi chiesto aiuto a Federica che mi ha dato un passaggio ed è rimasta poi con me a vedere il concerto. Per me era tipo il terzo o il quarto di questo tour quindi le ho anche potuto fare da guida e poi le ho presentato tutti gli Archini presenti. 
Questo è stato il primo concerto a Roma da quando Serena e Mario se ne sono andati... ma ce l'abbiamo fatta, perché eravamo sempre noi ed eravamo insieme, dopo tanto. E i pezzi mancanti li abbiamo compensati stando ancora più uniti. 

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blablablabla
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Per la prima volta, dopo un tour ricco di Meet & Greet, non c'è stato l'incontro post concerto. Ci siamo quindi dati tutti appuntamento all'ArcaRaduno ;) 

domenica 11 dicembre 2022

Napoleone 10.12.22 Baronissi

La storia è più o meno questa: Napoleone apre un concerto di Levante a Roccadaspide nel 2014, quando addirittura si chiamava ancora Bogo, e io ne scrivo persino su questo blog (anche se onestamente ora come ora non ne ho alcun ricordo); cioè, sebbene sia una vicenda che ha trovato spazio tra queste pagine, ho rimosso questo particolare dopo poco evidentemente. Nel 2015, invece, Davide apre un concerto di Riccardo Sinigallia al Modo di Salerno ed è in questa circostanza che mi rimane un po' più impresso, tanto da aggiungerlo - anche un po' a casaccio - su Facebook (perché sì, ancora si usava Facebook all'epoca). Quando una volta mi è purtroppo capitato di dover rinunciare a un concerto di Carmen Consoli per cui ero accreditata, ero talmente disperata che chiesi addirittura a lui di andare all'evento al posto mio. Napoleone mi raccontò che si era trasferito da poco a Torino ma chiese a sua volta il favore a una sua amica che accettò. Nel frattempo lui mi chiedeva di smarchettare attraverso il mio sito le sue canzoni oppure le canzoni che produceva per gli altri. In più ci facevamo abbastanza costantemente a vicenda gli auguri di compleanno in privato. Insomma, non eravamo certo BFF, ma ci siamo scritti per anni distrattamente senza troppo impegno. Talmente distrattamente e senza troppo impegno che quando mi è capitato di incontrare Davide per la prima vera volta dal vivo, lui non mi ha visto e io - che invece lo avevo adocchiato - mi sono sentita in imbarazzo e non mi sono presentata. Questo è successo nel 2019 in occasione del mio primo live di Giorgieness, la sua fidanzata di allora. È stato proprio grazie a Giorgia che poi ci siamo beccati di nuovo e più spesso e a quel punto non c'era più bisogno di presentazioni perché ci pensava sempre lei a intercedere e a far sì che ognuno dei due sapesse chi era l'altro e a realizzare che in realtà ci conoscevamo già da anni e a salutarci così come se fossimo vecchi amici. Nonostante questo, nonostante la confidenza, nonostante la vicinanza, quando Napoleone ha iniziato a fare i suoi primi concerti - tra l'altro proprio a Salerno e provincia - io non sono andata a sentirlo neanche una volta. Non ci sono mai riuscita: si svolgevano sempre nei giorni sbagliati o nei posti sbagliati. Poi a un certo punto ce l'ho fatta. Ma neanche questa volta è stato facile. 
Davide ha organizzato un live per festeggiare i suoi 30 anni insieme al suo pubblico. Il posto era giusto, il Dissonanze di Baronissi, vicino casa. Il giorno no, perché io proprio quella settimana l'avrei passata a Milano. Gli avevo anche scritto su Instagram che non ci sarei stata (e anzi, gli avevo chiesto se per caso ci saremmo invece beccati al concerto di Noemi a Torino - a cui sarei stata con Erica e Lorenzo - visto che da una recente Storia di Instagram pare che abbiano lavorato insieme, ma mi ha risposto di no). In realtà però il mio treno arrivava da Milano proprio alle 21:30 della sera del live di Napoleone; ho quindi deciso di fare un'improvvisata e sono andata all'evento direttamente dalla stazione, senza neanche passare da casa. Nel frattempo avevo invitato Gianni, a cui avevo dato appuntamento proprio in stazione appunto. 
Arriviamo perfettamente in tempo e anzi, forse un salto a casa almeno a lavarmi la faccia potevo pure farlo. Ma l'atmosfera che si è creata durante il live, così intima, piacevole e familiare, quasi non mi ha fatto pesare le 6 ore di viaggio che avevo appena trascorso e le condizioni pietose in cui mi trovavo. Tutti gli amici e i fan di Davide hanno ascoltato con calma e con attenzione - ma allo stesso tempo con energia - i suoi pezzi che, nonostante non siano molti, hanno trovato il giusto spazio per riempire un'intera serata, accompagnati da qualche cover, da qualche bis e da, ovviamente, un "Tanti auguri a te" cantato a gran voce dal pubblico allo scoccare della mezzanotte. L'evento, aperto da un simpaticissimo e bravissimo Yvan, ci ha accompagnato a festeggiare il trentesimo compleanno di Napoleone nel modo più stiloso del mondo. Proprio come ha raccontato Gianni su Astronave Musica
Mio padre è venuto a prendere me e Gianni quando mancavano pochi minuti alla fine del live. A causa del compleanno e dell'atmosfera intima e familiare che si era creata, però, Davide sul palco continuava a perdere tempo. E Gianni d'altra parte proprio non voleva andarsene, nonostante ci fosse mio padre fuori dal locale e nonostante io fossi onestamente distrutta. Quindi lui ha improvvisato una roba assurda che mi ha divertito così tanto che quella piccola parte di me che ha provato imbarazzo per la vicenda è stata totalmente oscurata dal mio essere incredibilmente presa bene per l'accaduto. 
Gianni voleva buttarsi. Voleva salutare Napoleone nonostante la serata non fosse finita, voleva fargli qualche cenno ma era ancora titubante, non sapendo bene cosa fare e come farlo, data l'assurdità dell'idea. Allora ho preso un adesivo di Astronave Musica e gli ho consigliato di darglielo come regalo. Quindi si è avvicinato al palco e lo ha fatto, glielo ha dato, indicandomi. Napoleone ha letto ad alta voce la scritta sull'adesivo. Poi ha iniziato a capire e ha guardato verso di me. Io gli ho fatto un cenno per dirgli che ce ne stavamo andando e lui ha ricambiato facendomi un cenno come se volesse salutarmi ma non potesse perché appunto era sul palco. Ma Gianni si è buttato ancora e gli ha chiesto "Ti puoi fare una foto con lei?". Cioè me. Era un desiderio che ovviamente io non avevo espresso e mi stavo vergognando tantissimo perché a quel punto avevo gli occhi di tutti puntati addosso; Davide però è sceso subito dal palco e mi ha raggiunto, salutandomi con due baci e dicendo alla folla che questa foto si doveva fare perché dai, me ne dovevo andare ché c'era mio padre fuori. Stavano ridendo tutti, per fortuna pure io. Ci siamo fatti una foto e ci siamo ringraziati a vicenda. Poi se l'è fatta anche Gianni, cioè lo scopo principale per la nascita di tutto questo caos e poi ce ne siamo andati davvero mentre Davide - dopo essere risalito giustamente sul palco - ricominciava a cantare quella che sarebbe dovuta essere l'ultima canzone. La canzone che abbiamo ascoltato uscendo dal locale dopo una situazione così surreale che infatti onestamente non ricordo neanche quale fosse. 
Sebbene abbia trovato la faccenda molto più divertente che imbarazzante, mi sono comunque sentita in dovere di scrivere a Davide una volta tornata a casa e lui mi ha semplicemente ringraziato di cuore. Tutto è bene quel che finisce bene, e un pizzico di follia non fa mai male. 
Anche se era una cosa che mi metteva un po' a disagio, ho ovviamente pubblicato delle Storie di Instagram dall'account di Astronave Musica. Dico che mi metteva a disagio perché so che Giorgieness spesso le guarda e insomma, lei ha sempre detto che Davide sarebbe rimasto per sempre la sua famiglia, nonostante si fossero lasciati, però non lo so. Tra il dire e il fare. Fatto sta, che è andata a finire che proprio lei ha commentato quelle storie confermandomi poi ciò che già sapevo: non avrei dovuto preoccuparmi. La chicca curiosa (e forse leggermente malinconica) di tutto ciò è che quest'anno ho aperto e chiuso il mio anno musicale in Campania proprio al Dissonanze iniziando con il live di Giorgieness e finendo con quello di Napoleone. E, come nota a margine finale che sta lì a confermare quanto è esilarante la mia vita, di entrambi questi concerti è capitato che io mi sia persa la fine.