lunedì 2 gennaio 2023

Renzo Rubino 1.1.23 Eboli

Ho scritto "2023" nel titolo al primo colpo, senza confondermi pensando erroneamente di essere ancora nel 2022. E questo mi sembra già il mio primo successo del nuovo anno. Anche la serata, a dir la verità, è stata un successo, per fortuna. Certo, il primo mese dei nuovi dodici è cominciato con me che non solo arrivo tardi a un concerto ma me ne vado pure prima che finisca. Nonostante questo, la serata ce la siamo comunque portata a casa. Ma andiamo con ordine. 
Mi sono organizzata per andare a questo live all'ultimo minuto, un po' perché il primo gennaio è un giorno sempre un po' particolare (per me, sempre e comunque: decisamente il più noioso dell'anno, nella maggior parte dei casi) e anche un po' perché non avevo ben capito come partecipare al concerto in questione. 
Renzo Rubino sta infatti facendo degli house concert cioè degli eventi in cui suona letteralmente a casa delle persone (basta avere un salotto e un pianoforte). È un'iniziativa talmente incredibilmente bella che ancora mi fa strano parlarne, nonostante qualche anno fa Silvia Caracristi venne a fare un live a casa di mio padre. Quindi insomma, sui suoi social c'è scritto che va a suonare a casa di Gino o a casa di Pasquale ma non ci è dato ovviamente conoscere l'indirizzo personale di queste persone. 
Ho scritto a Renzo a mezzanotte del primo gennaio chiedendo informazioni, lui mi ha risposto alle 3 dicendo "Certo che puoi venire" e poi alle 9 aggiungendo anche un link per contattare chi di dovere e far sì che io prenotassi il mio posto all'evento. 
Mio padre aveva un impegno bridgistico che sarebbe dovuto finire proprio alle 19, cioè l'orario di inizio del concerto. Ma ho pensato che dai, quando mai i live iniziano in orario? Saremmo potuti partire per Eboli dopo l'impegno di mio padre e fare comunque perfettamente in tempo. Inoltre, mio padre mi aveva detto che voleva tornare a casa per le 22. E io ero tranquillissima perché dai, un evento il cui inizio era previsto per le 19 sicuramente sarebbe finito almeno 5 volte per le 22. 
Ho ovviamente sbagliato tutti i calcoli. 
Quando stavamo raggiungendo la location, si sentiva anche già da fuori Renzo Rubino che cantava proprio in quel momento Il segno della croce. Il concerto era dunque iniziato. Quando io e mio padre entriamo nella piccola e accogliente cantina, infatti, passiamo proprio alle spalle di Renzo che in quel momento era al piano ma stava parlando, presentando non mi ricordo quale brano, quindi nota del movimento, si volta e mi saluta con un "Ciao" anche troppo entusiasta se pensiamo che in realtà gli stavo un po' interrompendo il concerto. E interrompere i concerti ormai evidentemente è un tratto della mia personalità. 
Il signore molto carino che io e mio padre avevamo incontrato lì fuori e che ci aveva accompagnato dentro, ci aveva anche indicato il posto in cui sederci. C'era infatti una sedia vuota proprio in prima fila (e una seconda sedia vuota subito dietro) quindi mi sono accomodata e mi sono così ritrovata a circa 8 centimetri da Renzo Rubino. Gli ero così vicina che i nostri sguardi si sono incrociati spesso (e mi sono vergognata tutte le volte) ma ancora più spesso capitava che i suoi occhi mi scavalcassero e puntassero oltre proprio perché gli ero troppo attaccata al naso, tipo come quando per avere una visione panoramica di uno spazio devi tralasciare le cose che hai sotto gli occhi. A un certo punto ha fatto anche un video al pubblico da postare nelle Storie di Instagram e il mio faccione è ben presente in primo piano, ma è talmente in primo piano che forse proprio per questo si nota meno, non so spiegarlo. 
Comunque, proprio grazie a questa mia vicinanza ho potuto fare da aiutante. L'atmosfera era intima e familiare ma anche magica perché Renzo era circondato da candele. A un certo punto ha suonato il piano con così tanto vigore che alcune di queste sono cadute. Ed è stato questo il momento che, dopo un attimo di esitazione, mi ha fatto rendere conto che non erano candele vere, cioè il sistema di illuminazione che le faceva accendere non era la semplice fiammella che in un caso del genere avrebbe fatto incendiare l'intera cantina. Quindi Renzo raccoglie un paio di candele ma poi ovviamente continua il live e le restanti rimaste in orizzontale a causa di questo strike le ho rimesse in piedi io. 
Nel frattempo quindi il concerto andava avanti; sebbene - come ha spiegato - non era prevista una vera e propria scaletta perché ogni casa è diversa e ogni gruppo di ascoltatori necessita secondo lui di canzoni e momenti differenti, ho trovato delle analogie con i suoi (soliti) (splendidi) live.
Renzo ha infatti parlato come sempre di quando lavorava nei night club e delle richieste che le signorine gli facevano - dalla Pausini a Pavarotti - trasformando così i suoi ricordi di pianobar in aneddoti sempre divertenti, anche se sentiti per la quarantesima volta. Le richieste che gli facevano i fan all'evento, invece, erano chiaramente molto più centrate. Gli è stato chiesto di suonare Custodire oppure un sacco di brani di Lucio Dalla o De Gregori e lui ha accettato, anche quando il concerto ufficialmente era pure già finito. Dopo aver cantato incredibili cover (per esempio Amandoti, Altrove e una speciale versione molto triste e realistica di 'O surdat' 'nnamurat') e una bella manciata di pezzi suoi (tipo Lulù, Pop, Margarita) il live volge al termine ma lui non smette di fare il juke box umano rispondendo alle richieste dei presenti e aggiungendo pezzi spontaneamente, semplicemente perché gli venivano in mente così, anche un po' a caso. 
È stata dopo l'ennesima aggiunta infatti, proprio quando sembrava che volesse passare l'intera notte a suonare, che ha specificato "Comunque il concerto è finito eh, e questo non è un sequestro di persona" ha specificato ironicamente "Quindi chi vuole e chi deve, può andarsene". E io purtroppo me ne sono andata davvero. Anche perché mio padre nel frattempo, notando l'imminente e apparente conclusione della serata, era andato a prendere la macchina; quando è tornato, quindi, mi ha dato giusto quei 5 minuti prima che lo multassero per il parcheggio improvvisato - anche se solo momentaneo - che aveva fatto. Quando perciò Renzo congeda i presenti, anche se con l'intenzione di cantare ancora per un po', io mi alzo e gli tocco una spalla per salutarlo e dirgli che me ne stavo andando veramente. Lui subito si alza dicendo "Fatti dare un bacio" e ci salutiamo così. A mio padre, che gli stava appunto dicendo che aveva la macchina in mezzo alla strada, ha dato la mano, ringraziandolo. E anche mio padre ha ringraziato lui visto che ha fatto un'offerta assolutamente libera e non obbligatoria di 20 euro, messi nel cappello di Renzo. Il cappello con cui sta raccogliendo i soldi per mettersi una Jacuzzi in camer... no. Il cappello con cui sta raccogliendo i soldi che gli permetteranno di fare magari altri House concert, dal momento che si tratta di eventi completamente gratuiti sia per i padroni di casa che per il pubblico. Ed è gratis pure il vino fatto in casa che l'artista e il suo staff offrono a tutti i presenti. Insomma, cosa chiedere di più? Un inedito! Viene eseguito infatti un brano nuovo che sembra già molto bello e spero esca presto perché non credo di resistere a lungo con la registrazione cheap che ho salvato nella chat con me stessa su Telegram durante lo spettacolo. 
Chissà perché alla fine del concerto mi è tornata in mente Per sempre e poi basta (cioè l'unica che non ha fatto - non in mia presenza almeno). Sarà che il verso che fa "Io ti sto riservando un posto tra i miei pensieri, reparto Ricordi Migliori" mi sembra veramente molto adatto alla serata appena trascorsa. 

martedì 20 dicembre 2022

Noemi 19.12.22 Roma

Ok, è andata più o meno così: mia sorella vive a Roma da più di 10 anni e non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema, nel senso che tutte le mie gite sono filate lisce come l'olio, senza nessun intoppo. Quest'anno invece è diventato improvvisamente tutto più complicato. Ad esempio, il concerto di Noemi previsto il 19 dicembre all'Auditorium Parco della Musica è stato ostacolato dal fatto che Miky pochi giorni prima dell'evento ha fatto un incidente. Lei sta bene, ma la macchina no. Ho quindi chiesto aiuto a Federica che mi ha dato un passaggio ed è rimasta poi con me a vedere il concerto. Per me era tipo il terzo o il quarto di questo tour quindi le ho anche potuto fare da guida e poi le ho presentato tutti gli Archini presenti. 
Questo è stato il primo concerto a Roma da quando Serena e Mario se ne sono andati... ma ce l'abbiamo fatta, perché eravamo sempre noi ed eravamo insieme, dopo tanto. E i pezzi mancanti li abbiamo compensati stando ancora più uniti. 

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blablablabla
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Per la prima volta, dopo un tour ricco di Meet & Greet, non c'è stato l'incontro post concerto. Ci siamo quindi dati tutti appuntamento all'ArcaRaduno ;) 

domenica 11 dicembre 2022

Napoleone 10.12.22 Baronissi

La storia è più o meno questa: Napoleone apre un concerto di Levante a Roccadaspide nel 2014, quando addirittura si chiamava ancora Bogo, e io ne scrivo persino su questo blog (anche se onestamente ora come ora non ne ho alcun ricordo); cioè, sebbene sia una vicenda che ha trovato spazio tra queste pagine, ho rimosso questo particolare dopo poco evidentemente. Nel 2015, invece, Davide apre un concerto di Riccardo Sinigallia al Modo di Salerno ed è in questa circostanza che mi rimane un po' più impresso, tanto da aggiungerlo - anche un po' a casaccio - su Facebook (perché sì, ancora si usava Facebook all'epoca). Quando una volta mi è purtroppo capitato di dover rinunciare a un concerto di Carmen Consoli per cui ero accreditata, ero talmente disperata che chiesi addirittura a lui di andare all'evento al posto mio. Napoleone mi raccontò che si era trasferito da poco a Torino ma chiese a sua volta il favore a una sua amica che accettò. Nel frattempo lui mi chiedeva di smarchettare attraverso il mio sito le sue canzoni oppure le canzoni che produceva per gli altri. In più ci facevamo abbastanza costantemente a vicenda gli auguri di compleanno in privato. Insomma, non eravamo certo BFF, ma ci siamo scritti per anni distrattamente senza troppo impegno. Talmente distrattamente e senza troppo impegno che quando mi è capitato di incontrare Davide per la prima vera volta dal vivo, lui non mi ha visto e io - che invece lo avevo adocchiato - mi sono sentita in imbarazzo e non mi sono presentata. Questo è successo nel 2019 in occasione del mio primo live di Giorgieness, la sua fidanzata di allora. È stato proprio grazie a Giorgia che poi ci siamo beccati di nuovo e più spesso e a quel punto non c'era più bisogno di presentazioni perché ci pensava sempre lei a intercedere e a far sì che ognuno dei due sapesse chi era l'altro e a realizzare che in realtà ci conoscevamo già da anni e a salutarci così come se fossimo vecchi amici. Nonostante questo, nonostante la confidenza, nonostante la vicinanza, quando Napoleone ha iniziato a fare i suoi primi concerti - tra l'altro proprio a Salerno e provincia - io non sono andata a sentirlo neanche una volta. Non ci sono mai riuscita: si svolgevano sempre nei giorni sbagliati o nei posti sbagliati. Poi a un certo punto ce l'ho fatta. Ma neanche questa volta è stato facile. 
Davide ha organizzato un live per festeggiare i suoi 30 anni insieme al suo pubblico. Il posto era giusto, il Dissonanze di Baronissi, vicino casa. Il giorno no, perché io proprio quella settimana l'avrei passata a Milano. Gli avevo anche scritto su Instagram che non ci sarei stata (e anzi, gli avevo chiesto se per caso ci saremmo invece beccati al concerto di Noemi a Torino - a cui sarei stata con Erica e Lorenzo - visto che da una recente Storia di Instagram pare che abbiano lavorato insieme, ma mi ha risposto di no). In realtà però il mio treno arrivava da Milano proprio alle 21:30 della sera del live di Napoleone; ho quindi deciso di fare un'improvvisata e sono andata all'evento direttamente dalla stazione, senza neanche passare da casa. Nel frattempo avevo invitato Gianni, a cui avevo dato appuntamento proprio in stazione appunto. 
Arriviamo perfettamente in tempo e anzi, forse un salto a casa almeno a lavarmi la faccia potevo pure farlo. Ma l'atmosfera che si è creata durante il live, così intima, piacevole e familiare, quasi non mi ha fatto pesare le 6 ore di viaggio che avevo appena trascorso e le condizioni pietose in cui mi trovavo. Tutti gli amici e i fan di Davide hanno ascoltato con calma e con attenzione - ma allo stesso tempo con energia - i suoi pezzi che, nonostante non siano molti, hanno trovato il giusto spazio per riempire un'intera serata, accompagnati da qualche cover, da qualche bis e da, ovviamente, un "Tanti auguri a te" cantato a gran voce dal pubblico allo scoccare della mezzanotte. L'evento, aperto da un simpaticissimo e bravissimo Yvan, ci ha accompagnato a festeggiare il trentesimo compleanno di Napoleone nel modo più stiloso del mondo. Proprio come ha raccontato Gianni su Astronave Musica
Mio padre è venuto a prendere me e Gianni quando mancavano pochi minuti alla fine del live. A causa del compleanno e dell'atmosfera intima e familiare che si era creata, però, Davide sul palco continuava a perdere tempo. E Gianni d'altra parte proprio non voleva andarsene, nonostante ci fosse mio padre fuori dal locale e nonostante io fossi onestamente distrutta. Quindi lui ha improvvisato una roba assurda che mi ha divertito così tanto che quella piccola parte di me che ha provato imbarazzo per la vicenda è stata totalmente oscurata dal mio essere incredibilmente presa bene per l'accaduto. 
Gianni voleva buttarsi. Voleva salutare Napoleone nonostante la serata non fosse finita, voleva fargli qualche cenno ma era ancora titubante, non sapendo bene cosa fare e come farlo, data l'assurdità dell'idea. Allora ho preso un adesivo di Astronave Musica e gli ho consigliato di darglielo come regalo. Quindi si è avvicinato al palco e lo ha fatto, glielo ha dato, indicandomi. Napoleone ha letto ad alta voce la scritta sull'adesivo. Poi ha iniziato a capire e ha guardato verso di me. Io gli ho fatto un cenno per dirgli che ce ne stavamo andando e lui ha ricambiato facendomi un cenno come se volesse salutarmi ma non potesse perché appunto era sul palco. Ma Gianni si è buttato ancora e gli ha chiesto "Ti puoi fare una foto con lei?". Cioè me. Era un desiderio che ovviamente io non avevo espresso e mi stavo vergognando tantissimo perché a quel punto avevo gli occhi di tutti puntati addosso; Davide però è sceso subito dal palco e mi ha raggiunto, salutandomi con due baci e dicendo alla folla che questa foto si doveva fare perché dai, me ne dovevo andare ché c'era mio padre fuori. Stavano ridendo tutti, per fortuna pure io. Ci siamo fatti una foto e ci siamo ringraziati a vicenda. Poi se l'è fatta anche Gianni, cioè lo scopo principale per la nascita di tutto questo caos e poi ce ne siamo andati davvero mentre Davide - dopo essere risalito giustamente sul palco - ricominciava a cantare quella che sarebbe dovuta essere l'ultima canzone. La canzone che abbiamo ascoltato uscendo dal locale dopo una situazione così surreale che infatti onestamente non ricordo neanche quale fosse. 
Sebbene abbia trovato la faccenda molto più divertente che imbarazzante, mi sono comunque sentita in dovere di scrivere a Davide una volta tornata a casa e lui mi ha semplicemente ringraziato di cuore. Tutto è bene quel che finisce bene, e un pizzico di follia non fa mai male. 
Anche se era una cosa che mi metteva un po' a disagio, ho ovviamente pubblicato delle Storie di Instagram dall'account di Astronave Musica. Dico che mi metteva a disagio perché so che Giorgieness spesso le guarda e insomma, lei ha sempre detto che Davide sarebbe rimasto per sempre la sua famiglia, nonostante si fossero lasciati, però non lo so. Tra il dire e il fare. Fatto sta, che è andata a finire che proprio lei ha commentato quelle storie confermandomi poi ciò che già sapevo: non avrei dovuto preoccuparmi. La chicca curiosa (e forse leggermente malinconica) di tutto ciò è che quest'anno ho aperto e chiuso il mio anno musicale in Campania proprio al Dissonanze iniziando con il live di Giorgieness e finendo con quello di Napoleone. E, come nota a margine finale che sta lì a confermare quanto è esilarante la mia vita, di entrambi questi concerti è capitato che io mi sia persa la fine.