giovedì 17 marzo 2022

Fiorella Mannoia 16.3.22 Napoli

Ok, non sarò più abituata a scrivere su questo blog, però ora - alle 3 di notte - mi sono ritrovata a fissarelo schermo del pc, inquieta, e ho capito quello che dovevo fare. Eccomi.
Stasera ho visto Fiorella Mannoia al Teatro Augusteo di Napoli. Un concerto che si sarebbe dovuto svolgere il 13 dicembre e prima ancora il 22 maggio (lo avevo comprato proprio per festeggiare il mio compleanno). Ancora prima, mio fratello - a Natale 2019 - mi aveva regalato un voucher. Quindi mi sono ritrovata a usarlo durante la pandemia quando gli spettacoli dal vivo erano quasi del tutto cancellati. A dicembre 2020 il tour di Fiorella Mannoia era uno dei pochi annunciati. Quando è stato rimandato ho anche provato a chiedere il rimborso e quando non sono riuscita a farlo ho provato a venderlo, avevo anche trovato una persona disposta a comprarlo (visto che era sold-out!!) ma alla fine ci sono andata io e ho fatto bene. 
Andare a un live di Fiorella Mannoia è molto rilassante, potrei dire che fa parte della mia comfort zone perché quando vado a sentire lei dal vivo so per certo che sarà bello perché lei è simpatica, sempre elegante e intonata e precisa. Anche stasera a Napoli ne ha dato la conferma. Innanzitutto aveva un completo con giacca super sbriluccicante ed è stato una gioia per gli occhi, durante il concerto per un pezzo si è anche messa un cappello e verso la fine si è tolta la giacca. Anche l'outfit infatti andava di pari passo con la scaletta dello spettacolo, dai momenti più intimi a quelli più giocosi. 
Si è parlato di pandemia e di guerra e le parole dei testi che cantava la Mannoia in certi punti sembravano più intensi; tipo, ha fatto Generale di De Gregori, Princesa di De André, Cara e La casa in riva al mare di Lucio Dalla e ha anche omaggiato la città in cui si trovava con XXXXX (un pezzo in napoletano?? Pino Daniele??) e la nostra terra è stata celebrata anche con la presenza di Enzo Avitabile con cui ha cantato Attraverso l'acqua. Lui è stato uno degli ospiti de La versione di Fiorella, il suo programma di Rai3 che ha condotto di recente e durante il quale ha cantato pezzi che non aveva mai fatto prima tra cui Crazy Boy di Samuele Bersani che ha riproposto in tour insieme a un sacco di altre chicche. Questa serie di concerti inizialmente si chiamava infatti Padroni di niente, dal nome del suo ultimo album, ma poi è cambiato e rendendolo promotore dello show in Rai. Nonostante l'aggiornamento, i momenti storici dei live di Fiorella non sono mancati come una versione corale di Quello che le donne non dicono cantata quasi con il pubblico o l'immancabile Sally per non parlare di Come si cambia, Perfetti sconosciuti e mille altre. E ogni volta non potevi non dire "Nooo, ma bellissima questa", infatti devo dire che sono stata parecchio smanettona e ho mandato molti audio a molte persone hahahahah 

domenica 13 marzo 2022

Giorgieness 12.3.2022 Baronissi (SA!)

Ecco come ho scoperto del concerto di Giorgieness a Baronissi: sapevo che lei era in procinto di annunciare il tour ed ero già rassegnata all'idea che tra le sue tappe non ci sarebbe stato il sud (avevo già detto a Erica che in occasione della data milanese avrebbe dovuto comprarmi il vinile lol); apro uno dei miei mille profili Instagram e vedo un post di Dissonanze, il locale di Baronissi che avevo frequentato un paio di volte. Giorgieness. 12 marzo 2022. L'incredulità, la sorpresa, la meraviglia e l'entusiasmo mi hanno portato a comprare il biglietto ancora prima che lei stessa annunciasse il tour. Le ho inviato il post scrivendole che ci saremo viste lì e ho effettuato l'acquisto. Così, di botto, senza neanche pensare all'eventualità di farmi accreditare.
Dopo i due opening (I dolori del giovane Walter e Veronica, che è un'amica di Salvatore), Giorgieness sale sul palco con i capelli viola, il solito vestitino bianco e una giacca di pelle nera che ha tolto poco dopo l'inizio dello spettacolo. La serata inizia con Mostri, la title-track dell'album in promozione ed è stato bello sentire i pezzi (vecchi e nuovi) finalmente arrangiati con la band (Alessandro Galdieri e Stefano Prezzi), suonava tutto molto più rock e molto più potente. 
Più o meno tutte le canzoni sono state introdotte da una breve presentazione in cui lei ne spiegava l'esegesi: menzione d'onore ovviamente va a Maledetta perché è stata pensata proprio in Costiera Amalfitana, a pochi passi da dove eravamo. Al di là delle parole, Giorgieness ha dato molto spazio proprio alla musica infatti lei stessa ha suonato (per esempio il basso, lo strumento della sua vita) e ha invitato sul palco alcuni amici tra cui una mia vecchia conoscenza, ossia Gabriele Troisi (la prima volta che ho visto lei dal vivo c'era anche lui, è stata tipo una reunion) con cui ha eseguito Come se non ci fosse un domani. 
Tra battute, sorrisi ed emozioni, gli ospiti, lo staff tutto e ovviamente il pubblico sono stati ringraziati più volte; sentimenti reciproci perché la musica dal vivo è ripartita e ne sono contenti gli artisti quanto gli stessi fan che in quest'occasione hanno fotografato, ballato, applaudito e hanno fatto sentire a Giorgia tutto il loro calore (campano e non). 
La mia fan di Buffy preferita ha dimostrato ancora una volta di essere una grande artista e io, con la mia maglietta a tema messa in suo onore, non posso fare altro che continuare a tifare per lei. 

venerdì 11 marzo 2022

Is this MMW again?

Sono tornata da Milano 6 giorni fa e mi sono resa conto solo adesso di non aver scritto nulla. Fino a qualche tempo fa sarebbe stato impensabile. Gli eventi sono diventati così rari ormai che quando ci vado dimentico come si fa, dimentico quello che facevo prima (cioè scrivere). E ora che stanno ricominciando non so come andrà, credo che saranno meno a prescindere perché io non sono più quella di prima. Inoltre, il fatto che abbia il sito in down forse mi ha destabilizzato: per esempio, il live report del concerto di Davide Van De Sfroos avrei dovuto scriverlo lì visto che ero accreditata. E invece no. O meglio, non ancora. Non mi preoccupo neanche del fatto che se lo scrivo fra tanto tempo dimentico quello che ho visto perché lo avevo già dimenticato 5 minuti dopo essere uscita dal Teatro Dal Verme. Questo perché dopo il viaggio e dopo aver tenuto la mascherina per una quantità indefinita di ore mi stava scoppiando il cervello ma anche perché di Davide Van De Sfroos conoscevo solo una canzone ascoltata durante Sanremo 2011 che all'epoca manco mi piaceva. Lui comunque è simpatico e quella canzone forse l'ho pure rivalutata. 
Il secondo giorno insieme a Erica, Lorenzo e Giorgia siamo andati nella sede di Radio Italia per Noemi, l'unico e il solo motivo per cui sono partita (il resto si è aggiunto in un secondo momento). Lì abbiamo incontrato tante altre persone ed è stato un po' come il 2019. Assistere a un'intervista live negli studi di una radio è sempre fighissimo e poi ha cantato anche Ti amo non lo so dire e poi anche Makumba accompagnandosi alla chitarra per quest'ultima. Era vestita di blu, mentre fuori - quando l'abbiamo incontrata poco dopo - aveva un cappotto bianco e una mascherina giallo evidenziatore hahaha :) Il cancello che delimitava l'entrata-uscita ci divideva ma Noemi si è fermata più o meno con tutti e quando mi ha visto, dopo un po', mi ha salutato dicendo "Ciao Gaia, non ti avevo riconosciuta!". Stupide mascherine. E poi subito dopo "Come stai baby?" :') Poi mi ha domandato qualcosa tipo "Vuoi anche tu la foto?" o qualcosa del genere e io le ho risposto con il mio solito "Sì dai": sono circa, boh, 7 anni che ormai le foto le facciamo più per caso che per altro, diciamo anche che è un modo veloce per salutarci. Per me alla 40esima foto potevamo smettere, ma ci esce abbastanza spontaneo in queste occasioni, anche perché spesso non so cosa dirle: non mi vergogno più come 13 anni fa ma ci vediamo sempre un po' frettolosamente e in certe occasioni mi dimentico a prescindere anche come mi chiamo. In questa occasione, nello specifico, potevo dirle che aveva un trucco stupendo (aveva tipo l'eyeliner blu e pure io) ma è rimasto un pensiero nella mia testa :P 
Con Erica e Lorenzo poi siamo stati anche al Garage Moulinski per una serata con un cantautore che non conoscevamo e a cui abbiamo deciso di partecipare solo perché c'erano Marco Guazzone e Costa come ospiti. Ne è valsa la pena, il live è stato carino e loro sono stati dolcissimi. Anche se solo quando siamo andati a chiedere il conto degli Spritz abbiamo realizzato che la serata non era gratis come pensavamo. I 7 euro che abbiamo dovuto spendere non ci cambieranno la vita, ma è stata una sorpresa. Però Marco e Costa ci hanno abbracciato, ci hanno presentato Nicola Cioce e hanno detto che noi siamo amici storici e che gestiamo un sito di musica bellissimo. Tanto amore. 
Il giorno dopo era il turno dell'instore di Ditonellapiaga, primo firmacopie "post" pandemia. E l'ho trovato soddisfacente perché non è stato uno sciatto firmacopie come a volte capita ma è stata una vera e propria presentazione del disco. Sono andata in fissa con Camouflage già a dicembre, quando era stato mandato in anteprima alla stampa e Ditonellapiaga non veniva calcolata ancora da nessuno. Poi Spreco di potenziale è stata una delle mie canzoni del 2021. Ero parecchio gasata. Anche perché mi sono ritrovata a comprare un disco dopo secoli. Purtroppo, oltre semplicemente a non avere soldi, all'inizio della pandemia mi sono resa conto che ormai compravo cd solo agli instore. Quando hanno smesso di fare firmacopie, io ho smesso di acquistare musica. Mi sento anche un po' in colpa, ma andare alla Feltrinelli (o in qualunque altro posto) mi dava lo sprint giusto per decidere di spendere soldi. Senza quello, mi è mancato. Margherita Carducci, questo il vero nome dell'artista, ha raccontato un po' l'esegesi dell'album, ha spiegato come lo porterà in tour e ha detto che le piacerebbe anche fare quegli eventi privati unplugged (tipo, parole sue, quello di Noemi per Bulgari). Era vestita di nero e giallo e mi è sembrata molto sicura di sé ma rimanendo simpatica e spontanea. Quando mi sono avvicinata a lei per incontrarla mi ha chiesto il nome per scriverlo sul booklet del disco e poi ha detto ridendo "Qua ci vorrebbe un fon" per far asciugare la firma e non farla sbavare. Poi abbiamo fatto velocemente la foto e credo di averle detto che l'album è bellissimo, poi ci siamo ringraziate a vicenda e mi sono allontanata. 
Per il mio ultimo giorno a Milano non era previsto niente. Una colazione, al massimo. E poi il piano era solo quello di preparare la valigia perché mi mette ansia fare troppe cose prima della partenza. Poi ho scoperto per puro caso, grazie a un mio annuncio social, che anche Scheggia era a Milano quel giorno. Siamo riuscite quindi a beccarci per colazione e ci siamo riunite dopo 5 lunghi anni. Ma quello che mi ha messo ansia è stato principalmente l'evento con Dargen D'Amico previsto alle 14:30 quando io avevo il treno alle 16:50. Infatti in realtà pensavo che non fosse possibile e invece ce l'abbiamo fatta (fermandoci a fare una merenda veloce al McDrive mentre ci dirigevamo in stazione). Ovviamente è stato un incontro super interessante perché in questo periodo sto in fissa con Dargen D'Amico, ma avrei amato tutto lo stesso perché sul palco insieme a lui e alla presentatrice c'era anche il cane di lei. Gli animali sono stati infatti uno degli argomenti di discussione insieme alle parole, i testi, la musica, la nostalgia e mille altre cose. Alla fine dell'incontro Dargen si è fermato a fare un po' di foto, anzi, proprio quando stavano per invitarci (tutti noi e lui) fuori dalla sala, Erica lo ha placcato perché eravamo di fretta. Tra i vari "Ciao" e "Grazie" di rito abbiamo fatto una foto che riguarderò nei momenti tristi lol La manifestazione di cui era ospite, comunque, è una figata pazzesca e abbiamo anche fatto in tempo a fare un giro veloce tra gli stand. Grazie Book Pride. 
Questa settimana è stata quasi più intensa di quella della Milano Music Week. Per la prima volta sono stata a Milano "da turista" e pensavo che sarebbe stata una gita tranquilla. Invece è stata intensa tanto quanto tutte le mie altre trasferte perché gli eventi mi hanno seguito e abbiamo anche fatto un discreto tour dei bar milanesi (ho speso in una settimana quello che ho guadagnato in 4 mesi cioè sì, ho speso tanto ma sì, guadagno anche pochissimo). Anche per questo forse ho dimenticato di scrivere. Raccontare un evento dopo averlo vissuto è più facile, raccontarne 5 dopo una settimana a Milano lo è un po' meno. Ma comunque eccomi qui, come sempre. Più vecchia e più stanca, ma questo blog non lo mollo. 

martedì 30 novembre 2021

#MmW21

Quello che mi è piaciuto in particolar modo di questa Milano Music Week è stato ovviamente il destino che mi è sembrato abbia fatto proprio un buon lavoro già a partire dalla mia presenza alla manifestazione. Erica come al solito mi aveva invitato per l’occasione ma io non ero per niente convinta. Il covid, i soldi, la sua imminente laurea e il suo nuovo lavoro sono solo alcuni dei motivi che mi avevano spinta a desistere, per non parlare del fatto che quest’anno per la pubblicazione del programma se la sono presa molto comoda. Mio padre però mi ha detto che il 22 novembre, proprio il giorno di inizio della Milano Music Week, lui sarebbe dovuto andare a Milano per lavoro. Ho perciò ovviamente colto la palla al balzo e quindi io, mio padre e Marilena abbiamo preso insieme un treno Italo in un tranquillo lunedì mattina. E solo dopo aver acquistato i biglietti del treno, è stato annunciato un evento con Noemi e altri artisti... l’ennesima prova che la mia presenza lì, così casuale e spontanea, sembrava disegnata dal destino. Ma andiamo con ordine.

Incastrare gli eventi della Milano Music Week con gli impegni da baby sitter di Erica si è rivelato più difficile di quello che pensavamo. La nostra organizzazione prevedeva i miei pomeriggi in solitaria all’Apollo: in questo modo mentre lei lavorava io avevo comunque la possibilità di seguire i mille incontri organizzati in quel locale che si è presto rivelato la mia seconda casa. Ho passato all’Apollo circa 5 ore al giorno completamente da sola, in mezzo agli estranei e in mezzo ai componenti dello staff della location, ma non ho mai avuto paura. Dopo tutto il tempo passato lì, ho iniziato a riconoscere gli occhi degli instancabili lavoratori che mi hanno fatto compagnia, che mi hanno salutato, chiesto se stessi bene, offerto una bottiglietta d’acqua e un telefono per fare una chiamata quando il mio cellulare era morto (grazie anche alla sconosciuta vicino a me, meglio nota come Federica Minia, per avermi fatto inviare un messaggio dal suo iPhone). L’Apollo è stata la mia casa anche perché è stata la casa della Milano Music Week. Sebbene gli eventi fossero sparsi per tutta la città, la location principale era questa, cioè quella dove si sono svolti, ad esempio, gli eventi chiamati “MMW incontra” - che hanno ospitato Caparezza e Rancore, Sangiovanni, Caterina Caselli, Mecna - e mille altri panel super interessanti a cui hanno partecipato, tra gli altri, Annalisa e Saturnino.

Un altro posto del cuore è stato il Base, dove si è svolto il Linecheck Festival. Io ed Erica ci eravamo candidate nella categoria social per fare da volontarie; loro l’hanno chiamata dicendo più o meno “Non ci serve gente per i social ma ci serve una fotografa, sei disponibile?”. Quindi principalmente siamo andate lì perché lei doveva fare le foto e io dovevo solo imbucarmi a tutti gli eventi. Abbiamo passato lì parecchio tempo (ma non abbastanza da beccare Arianna, pure lei volontaria) ma il nostro scopo principale era il concerto del mercoledì. Quella sera si sono esibite (anche) Giungla e La nina del sud. Quest’ultima ha poi chiamato sul palco diversi ospiti: GINEVRA, Priestess e Franco Ricciardi. E mentre loro si esibivano, ci siamo girate per un attimo e accanto a noi ci siamo ritrovate Laila Al Habash. Prima di andarcene, nel casino della musica che ancora risuonava, le ho detto “Ciao! Amo la tua musica!”, non so se ha capito, mi sono capita a stento io, però ci siamo salutate e ringraziate a vicenda. Poco più in là ho detto la stessa identica cosa anche a Roshelle, ma eravamo più lontane dal palco e ci siamo capite di più, mi ha accarezzato la mano e mi ha chiesto il nome. Solo dopo ho visto che accanto a noi c’era anche Myss Keta. Ah. Ma il motivo per cui io ed Erica ce ne stavamo andando quando le ultime note del concerto ancora risuonavano era Giorgieness. Avevamo visto una sua Storia di Instagram dal concerto di Ramiro e siamo volate all’Arci Bellezza. Il live era finito ma erano ancora tutti lì a chiacchierare e quindi abbiamo fermato Giorgie e siamo state insieme per un po’.

Una location che invece non ho apprezzato particolarmente è stato il Teatro Arcimboldi perché insomma ok, sarà anche il teatro più grande d’Italia ma che senso ha se poi non si trova parcheggio e c’è bisogno di camminare per un chilometro sotto la pioggia per poter godere del concerto di Carmen Consoli? Per fortuna è stato bello e quindi ne è valsa la pena. Una scaletta un po’ criminale per chi, come me, non aveva ancora assorbito bene il nuovo album, ma questo è un problema solo mio. Il concerto era diviso in tre atti (il primo con l’ultimo album e basta, appunto) ma questa è stata una caratteristica davvero particolare che mi ha comunque colpito. A parte i video proiettati sul maxi-schermo alle spalle degli artisti durante tutta la prima parte, il live è stato piuttosto semplice in quanto a costumi, effetti e scenografie ma è proprio quello che ci si aspetta da Carmen Consoli che mette sempre al centro la musica e basta, oltre che l’amicizia (alla batteria in questo tour c’è Marina Rei).

Non so perché io stia partendo dalle location, mettendole sempre al centro per poi raccontare degli eventi, ma visto che ormai sta andando così, volevo dire che anche la Santeria Toscana 31 mi è piaciuta molto, soprattutto visto che davanti alla porta ho fatto CIAO CIAO con la mano a Cmqmartina LOL E l’evento Adidas che si svolgeva al suo interno è stato uno dei miei preferiti. Anche perché obiettivamente cantautrici come Svegliaginevra, Mesa, Laila Al Habash e Mara Sattei in quali altre occasioni ho la possibilità di vederle visto che al sud gli artisti di un certo tipo non riescono mai a venire? Ma a prescindere da questo, che evento bomba può essere un pomeriggio in compagnia di queste ragazze incredibilmente talentuose che cantano e si fanno intervistare dall’altrettanto talentuosa Joan Thiele (per l’occasione in veste di intervistatrice)? Davvero pazzesco.

Subito dopo siamo andate alla serata Rocket Girls con Cristina Donà, Erica Mou e Laura Gramuglia (e no, in questo caso il Teatro Leonardo Da Vinci non mi ha colpito più di tanto, è un posto piuttosto regolare). Tra racconti e musica, è stata una serata piacevole che si è conclusa con un simpatico incontro con Erica Mou tra tesi, “tempo farcito di bellezza” e tanto altro.

Chiaro, però, che l’evento più importante per me è stato quello con Noemi perché posso aver anche apprezzato tutti i locali di Milano ma con lei mi sento a casa anche in mezzo a una strada. E comunque no, anche il The Dap Art Park era un posto della madonna, tra le altre cose. Si tratta di una specie di galleria d’arte che il martedì sera ha ospitato lo showcase di Billboard. Quando siamo arrivate, Noemi era a pochi passi da noi ma a dividerci c’era un bodyguard che non ci faceva passare e almeno un paio di gradi di miopia che non permettevano a lei di notarci nonostante la distanza non abissale tra noi. Poi però un paio di ragazze le si avvicinano lateralmente e lei scatta un paio di foto con loro quindi le copiamo. Quando mi vede, Noemi mi saluta con un tale entusiasmo che io lo so che ha sorriso un sacco, anche se aveva la mascherina. Mi avvicino un altro po’ e mi porge il pugno per salutarmi come si fa al giorno d’oggi e poi mi chiede “La vuoi anche tu la foto o no?” e io le rispondo “Vabbè dai!” e lei replica ancora “E che non ce la facciamo!?”. Sono almeno 7 anni che io e Veronica ci facciamo foto a suon di “Ma sì, dai” solo perché sono quasi le circostanze che lo richiedono. Ed è sempre bello, tipo questa volta, prima che Erica scattasse, ha detto “No, è che ho in mano questo..” e ci ha fatto vedere un tramezzino che ha nascosto dietro la schiena per non rovinare la foto LOL Tra “Ciao” e “Grazie” vari, dopo il turno di Erica ci allontaniamo e attendiamo l’inizio del live a cui hanno partecipato Vergo (insieme a Populous), J Lord, Galea e Sangiovanni. Noemi ha chiuso la serata con Glicine, Vuoto a perdere e Guardare giù. Mentre cantava, accompagnandosi al piano, mi sono voltata e a pochi metri da me c’erano Gabriele e Claudia con cui ho scambiato un gesto della mano a distanza. Mi è sembrato un po’ come tornare indietro nel tempo. E non è stato solo questo incontro da lontano. Io ero seduta davanti a tutti quindi non ci ho fatto troppo caso ma questo è stato un live normale, con la gente in piedi e piuttosto ammassata. Una serata tanto speciale nella sua normalità.

Un giorno aggiornerò questo post con tutti i dettagli che ho dimenticato. Per adesso, va bene così.

martedì 28 settembre 2021

Noemi/Giorgieness 25.9.21 Cento/RioSaliceto

Nella stessa serata, io, Erica e Sara siamo state a due concerti diverse in due città diverse. Avevamo aspettative molto basse e invece siamo riuscite a fare tutto!
Per prima cosa da Padova siamo andate a Cento (FE) per il concerto di Noemi. Era vestita come il giorno prima a Castellammare di Stabia e cioè aveva un vestito nero molto semplice ma elegante. Sugli schermi dietro di lei c'erano delle grafiche particolari che danzano a ritmo di musica e che la facevano risaltare ancora di più. Come sempre ha aperto la serata con Glicine, Metamorfosi, Ora e Si illumina per poi proseguire con i suoi pezzi storici ma la scaletta ha subito dei tagli a causa di strani orari da rispettare. Quindi è stato durante il quinto brano, e cioè Per tutta la vita, che ce ne siamo andate. Mentre ci allontanavamo sentivamo Noemi in lontananza cantare "Che senso di vuoto, che brutta ferita" e questo ha aumentato il nostro senso di colpa per esserci alzate. 
Dopo un'ora di macchina arriviamo a Rio Saliceto (RE). In lontananza sentiamo Giorgieness cantare Controllo e quando ci siamo sedute a casaccio in seconda fila, aveva appena iniziato Successo. Inaspettatamente abbiamo assistito a quasi tutto il concerto perché poi dopo ha fatto Dare fastidio, Hollywoo, Fotocamera, Blow your mind di Dua Lipa, Che cosa resta, Tempesta, Non ballerò e anche un pezzo in anteprima del nuovo album. Sono contenta di aver partecipato a questo evento perché io non avevo mai visto un vero concerto di Giorgia, l'avevo vista in acustico insieme a Gabriele Troisi e ospite del concerto di Avincola ma mai niente di completamente suo. Sul palco è spigliata e presenta bene ogni brano coinvolgendo il pubblico anche se magari non la conosce. Per esempio l'ultimo brano lo inizia sul palco ma lo finisce in mezzo alla gente facendo un giro nella platea con la sua chitarra e la sua voce senza amplificazione. Poi però prima della fine della serata ci regala una sorpresa perché, come ha raccontato, aveva pensato che se le fosse avanzato un po' di tempo avrebbe spoilerato un po' dell'album nuovo: ci canta quindi Anima in piena, che sarebbe dovuto essere anche il titolo dell'album prima di trovargliene uno migliore. 
Poco dopo la fine dell'evento, ci avviciniamo per salutare lei e Davide e becchiamo prima lui. Mi domanda "Che ci fai qua?" e poi mi spiega che, essendo spesso in giro il tour, a volte non ha bene la concezione di dove si trovi e quindi quando mi ha visto, dal palco, per un attimo si è domandato "Ma dove sono?" perché giustamente la mia presenza gli dava l'idea di essere nei pressi di Salerno :P E invece ho fatto questa follia ma no, stavolta non ho raggiunto la location in moto con mio padre, come sia lui che Giorgie mi hanno chiesto ridendo hahahahah Quando lei finisce di fare quello che stava facendo infatti, Davide le fa "Guarda chi c'è!" e, dopo avermi messa a fuoco, Giorgia mi abbraccia. Io, Erica e Sara gli raccontiamo che, anche se stavolta non c'erano moto di mezzo, è stata comunque un'avventura. 
Poi restiamo un po' insieme (Erica le fa firmare la liberatoria della tesi e parliamo di mille altre cose) fino a quando non si avvicinano altre persone, tra cui un ragazzo. Mentre Giorgieness, Davide e questo tipo parlano a un certo punto vedo che mi indicano dicendo "LEI!" ma non avevo assolutamente capito a che cosa si riferissero perché c'era troppo casino ed eravamo ormai troppo lontane. Quando questo ragazzo finisce di chiacchierare con loro, io lo guardo e lui mi si avvicina dicendo che gli è stato detto che sono stata l'unica a trovare La giusta distanza quindi mi chiede dove l'ho comprato e io rispondo "Disclan! Un negozio di musica a Salerno!", lui mi risponde che sono stata fortunata visto che è un album introvabile e che lui sperava di poterlo acquistare in loco in occasione del live. Poi mi ringrazia e si allontana e ci allontaniamo anche noi dicendo a Giorgia che ci saremmo beccate dopo. Lei convintissima ci dà pure il suo numero così se non ci fossimo ritrovate avremmo potuto sentirci per darci appuntamento per l'ultimo saluto dicendo (parlando di me e indicandomi) "Tanto lei lo sa che non me ne vado senza salutarla, l'altra volta l'abbiamo cercata ovunque dopo la serata" :') Ed effettivamente quando decidiamo di andarcene la troviamo con facilità e lei ci saluta contenta nonostante stesse facendo un'intervista o qualcosa del genere. Le chiediamo una polaroid e, quando Erica scatta la mia, Giorgie guardando la macchina fotografica istantanea dice "Oh ma lo sai che ne ho una proprio identica?" :'D Mi è sembrato di passare una bella serata con una cara amica, o anche una "vecchia zia", tanto che ci dice di scriverle una volta arrivate a casa hahahah :) 
Il 25 settembre è la data che ha segnato la fine del tour di Noemi e la fine del tour di Giorgieness. La tristezza della fine è però accompagnata dalla soddisfazione di averne preso parte in attesa di ricominciare più forti di prima :)  

Noemi 24.9.21 Castellammare di Stabia (NA)

Lo so che lo sto dicendo da mesi ogni volta ma questo credo che sia stato il mio primo vero concerto di Noemi per quest'anno. Cioè certo, c'è stato il live piano e voce al Giffoni e ovviamente ho partecipato allo spettacolo straordinario che c'è stato all'Auditorium ma lì c'erano ospiti e scaletta diversa; quella a Castellammare di Stabia è stata quindi la mia prima vera data standard del Metamorfosi Summer Tour e sono contenta che sia capitata a Napoli perché si vede che a lei il pubblico partenopeo piace proprio tanto. 

Noemi è salita sul palco delle Terme Antiche piuttosto puntuale e ha presentato i brani contenuti in Metamorfosi: Glicine, la title-track, Ora e Si illumina per iniziare e poi presentarsi ai presenti e continuare con i suoi pezzi storici. Immancabile, data la location, l'accenno a A me me piac' 'o blues di Pino Daniele poco prima di Briciole e cioè quando dice a tutti che a lei appunto piace il blues per presentare il suo primo singolo seguito da A Natural Woman per un medley speciale. Non ha neanche mancato di raccontare la prima volta che ha beccato Briciole in radio come anche la prima volta che ha visto live Vasco Rossi allo Stadio Olimpico di Roma per poi ritrovarsi ad aprire i suoi concerti proprio lì e a cantare una canzone scritta da lui e da Gaetano Curreri. E come non può mancare Vuoto a perdere, c'è ovviamente anche Sono solo parole, lasciata verso il finale, insieme agli altri brani che hanno segnato la sua carriera (principalmente l'ultimo album, parecchio Made In London + L'Attrazione). 

Durante il bis ha cantato di nuovo Glicine e Makumba ed è stato un momento energico fatto di sguardi e vicinanza, mi era mancato tutto questo :)

lunedì 13 settembre 2021

Margherita Vicario 12.9.21 Napoli

Ultimamente arrivo ai concerti così esausta che alla fine poi neanche me li ricordo. E non sono stremata dalla stanchezza, a parte la solita insonnia è tutto abbastanza normale, sono satura della sfortuna che in questo periodo mi sta addosso. Ho sempre detto che da questo blog voglio escludere le cose negative però c4zzo non si può stare mai un attimo tranquilli. Mi limiterò a dire per andare al concerto di Margherita Vicario a Napoli sono scesa di casa alle 19 e sono arrivata al parcheggio dell'Ex Base di Napoli alle 21:59. Il concerto era previsto alle 21:30 che poi si è trasformato nelle 21:45 ma poi è iniziato davvero solo pochi istanti dopo le 22 cioè tipo 40 secondi dopo il nostro arrivo. In realtà arrivare poco prima dell'inizio dei live per me non è neanche una novità ma è sempre stressante, soprattutto in certi casi. E c'è stata anche una certa componente di fortuna cioè poteva andare peggio: potevamo arrivare a spettacolo iniziato, o peggio finito. La serata comunque è iniziata con il semplice "Buonasera" di Margherita che è così salita sul palco e ha iniziato a cantare; era sinceramente felice di essere a Napoli perché ha delle origini napoletane... credo... infatti nel pubblico c'era anche la nonna? La mamma? Addirittura il fidanzato napoletano? Sinceramente non ho capito bene, è una cosa che ha spiegato all'inizio e io ero ancora troppo confusa dall'aver passato 3 ore in macchina per fare solo 60 km. In ogni caso, Napoli la amano tutti moltissimo (tutti tranne me che me la devo sempre vedere con il traffico) quindi lei era davvero contenta di essere sul palco dell'Ex Base e noi eravamo contenti di essere lì presenti. Tra le altre cose, le riprese del primo videoclip girato con la cantante da Francesco Coppola si sono svolte proprio a Castel Volturno ed è stato proprio nel momento esatto in cui lo ha spiegato che si è sentita in lontananza una sirena della polizia che ha fatto ridere noi tutti moltissimo. Ha quindi presentato in questo modo Romeo e poi ha eseguito le canzoni di Bingo (proprio tutte se non mi sbaglio!), Is this love e qualche brano vecchio tra cui Per un bacio (!!), un pezzo di cui non so il titolo che parla di una donna che si rende conto di essere un fallimento (can relate?) e una canzone che è come se fosse il suo testamento ed è per questo motivo che l'ha lasciata per ultima ed è stato anche l'unico momento in cui ha suonato (accompagnandosi con la tastiera) e non sono neanche sicura che fosse previsto, è stato il pubblico di Napoli a essere piuttosto insistente e a richiamarla fuori mille volte hahahah Ma soprattutto ha cantato Fotomodelle un po' povere per omaggiare la città HAHAHA Con quel suo vestito lungo molto carino, Margherita Vicario ha cantato e ha ballato sul palco interagendo in modo simpatico con il pubblico tra un brano e l'altro: momento carinissimo quello del bingo in cui ha reso reale il titolo del suo ultimo album in quanto all'entrata sono state consegnate a tutti delle vere cartoline da bingo (la vincitrice, chiamata davanti al palco, ha ricevuto una borsa del merch) (inutile dire che a noi non hanno consegnato proprio niente, uno degli svantaggi dell'entrare da un ingresso secondario con ben UN MINUTO di anticipo rispetto all'inizio dello show). Durante i ringraziamenti alla band Margherita ha anche detto che il tastierista è talmente giovane che non ce la voleva neanche dire l'età sennò ci saremmo sentiti male. Omg, è sicuramente più giovane di me, ecco qua. E comunque niente, pensavo di non ricordarmi nulla e invece eccomi LOL ma a prescindere dai dettagli, è stato un concerto davvero bello perché ho ancora tutte le sue canzoni in testa (sarà anche il fatto che le abbiamo ascoltate anche in macchina per due lunghe ore per prepararci meglio) e non so, mi sento proprio presa bene. Ho passato gli anni a dire che ai concerti ci vado da sola e ad andarne fiera ma ieri ero con SEI persone (!!) e beh ecco non voglio dire che il mio essere presa bene sia stato merito loro però ecco forse un minimo hanno aiutato e forse di tanto in tanto la compagnia piace anche a me, soprattutto quando sono troppo stanca anche per avere paura di fare eventuali figure di merda.