domenica 30 luglio 2023

Tananai 29.7.23 Benevento

Senza andare troppo nel dettaglio, possiamo dire che io ed Erica avevamo fatto la richiesta di accredito per il concerto di Tananai ma non avevamo ricevuto nessuna risposta. Ma in uno slancio di fiducia verso il mondo abbiamo pensato che la nostra email di conferma fosse stata spersa nell'internet e quindi abbiamo comunque provato a chiedere all'ingresso se per caso fossimo in lista. Non c'eravamo. Sarà stato grazie al nostro sguardo sperso oppure grazie al nostro modo confuso di farfugliare "Abbiamo avuto un problema con la posta elettronica" che, però, siamo riuscite a entrare lo stesso. La ragazza all'ingresso ci ha detto "Vi metto in lista a nome dei miei familiari" e non credo che smetterò mai di ringraziarla per questo... Soprattutto visto che il concerto sì, si svolgeva a Benevento, ma la location non aveva nulla a che fare con i posti comodi e facilmente raggiungibili che avevo visitato fino a quel momento. Ma l'Arena Musa è un posto fantastico, il concerto lo è stato altrettanto e poi c'era anche un cagnolino, quindi forse è valsa la pena attraversare tutte quelle stradine sperdute.
La serata è iniziata con Mazzariello che faceva da opening act che però noi ci siamo perse perché mentre cantava stavamo ancora parcheggiando. L'ospite principale, invece, ha iniziato lo spettacolo con Quelli come noi, che è una delle mie preferite tra le sue, quindi mi sono un po' rifatta dai. Mi sembra che, visto che non dispone di un repertorio così ampio, Tananai sia riuscito a cantare più o meno tutto, ma è ovviamente con i pezzi più famosi che il pubblico è completamente impazzito, soprattutto dal momento che - per esempio - quando lui ha cantato Baby Goddamn è sceso dal palco ed è corso davanti a tutte le transenne. Lo ha rifatto, ma in misura minore, restando comunque davanti al palco, durante Sesso Occasionale mentre ha utilizzato Tango per concludere il live e salutare la calorosissima platea. Alberto non ha infatti mai smesso di ringraziare i fan, menzionando il concerto a Napoli che ha fatto a maggio e dicendo quindi che la Campania gli piace proprio tanto. A Benevento però per lui era la prima volta; nonostante questo, la conosceva per la credenza delle streghe, citando anche Eduardo De Filippo. Ha infatti provato a menzionare uno dei suoi aforismi ma non riusciva proprio a ricordarselo: "Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo è da coglioni. Ah no aspetta, non era così". Poi, parecchie canzoni dopo, gli è venuta l'illuminazione: "Ah sì, era così: essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male". Streghe a parte, tutto questo è nato perché - come ci ha spiegato - in genere fa un piccolo brindisi con il suo staff prima dell'inizio di ogni serata, un po' come rito scaramantico, un po' come tradizione. Prima dello spettacolo a Benevento, però, non è riuscito a farlo, e quindi ci ha regalato un piccolo momento inedito facendolo sul palco nel bel mezzo del concerto. 
Già lo sapevamo, ma questa è stata l'occasione per provare per l'ennesima volta che anche umanamente Tananai è un grande. Tra l'altro a un certo punto si è messo a leggere i cartelloni del pubblico, per non parlare di quando ha interrotto la musica perché qualcuno tra la folla non si sentiva bene. Insomma, c'è stato proprio tutto. Ed è stato bellissimo. 

lunedì 17 luglio 2023

Chiara e Napoleone 14.7.23 Salerno

La reunion tra me, Gianni e Danton ha fatto da sfondo al live di Napoleone e Chiara Galiazzo che si è svolto nell’ambito della festa della pizza. Dopo aver ovviamente mangiato, quindi, ci dirigiamo verso il palco e ci ritroviamo costretti ad aspettare qualcosa tipo due ore prima dell’inizio dell’evento vero e proprio. Purtroppo mi ero dimenticata che alle feste di piazza va così, con mille balletti e altra roba inutile e fastidiosa prima del concerto vero e proprio. 
Poi però intorno alle 23 Napoleone sale finalmente sul palco ed esegue Lacrime A Mare, Anna è tornata e Io tu e l'Estate per poi lasciare il palco a Chiara. I due sono amici e colleghi, quindi è stato anche carino vederli esibirsi nella stessa serata. Infatti poi hanno fatto al pubblico salernitano anche una bella sorpresa inedita… Ma andiamo con ordine. 
Chiara aveva un vestito molto colorato e un fiocco rosa tra i capelli. Ha cantato Due respiri, Un giorno di sole, Straordinario e Nessun posto è casa mia per poi concludere con un bel duetto con Napoleone. Lui è infatti risalito sul palco per cantare insieme a lei una particolarissima versione di Figli delle stelle! 
È stato tutto abbastanza breve ma intenso (e poi per una volta era sotto casa!) quindi ne abbiamo approfittato per fare un saluto agli artisti. Davide ci ha dato due baci e ci ha augurato buona serata, con Chiara abbiamo fatto anche una foto con in sottofondo i suoi commenti esilaranti. Diciamo che ci teneva al fatto che le foto uscissero bene quindi consigliava a tutti di fare inquadrature dall’alto (doppio mento issues) e, quando è arrivato il mio turno e Danton stava per scattare, gli ha vivamente consigliato di togliere il flash. È stato tutto piuttosto surreale, però, a parte le due ore di attesa iniziali, direi che possiamo considerare la serata un successo!

giovedì 6 luglio 2023

Damien Rice 5.7.23 Caserta

Il concerto di Damien Rice è stato così bello che sì, avrò anche affrontato millemila ostacoli per riuscire a essere a questo evento, ma ne è valsa la pena. La serata è stata aperta da Silvia Perez Cruz che ha aperto lo spettacolo con dolcezza, nello stesso modo in cui è effettivamente iniziato anche il concerto principale. Quasi non mi sono accorta dell’arrivo sul palco di Damien. Non c’è stata nessuna luce particolare, nessun suono esplosivo. Solo lui, che è arrivato e si è seduto a bordo palco a cantare una canzone delicatissima. 

Come ha detto lui stesso durante il live, la scaletta dei suoi spettacoli non è mai fissa. Non a caso a un certo punto è stato chiesto al pubblico di scegliere un brano che gli sarebbe piaciuto ascoltare. Qualcuno ha gridato “The box” ed è stato immediatamente accontentato. Comunque, non sono mancate My favourite faded fantasy, Delicate, Volcano, 9 Crimes, Astronaut, Cannonball e, per concludere al meglio, The blower’s daughter. 

La voce femminile che nei dischi è di Lisa Hannigan, in questi nuovi concerti è di Silvia Perez Cruz, l’artista che ha aperto la serata. All’evento sono state poi ospiti anche sua figlia (credo) e un’altra ragazza di cui non ho ben capito la reale identità. Insomma, a un tratto il palco si è riempito ed è stato come partecipare a un vecchio spettacolo popolare pieno di colori e di musica. Ma non è finita qui. Special guest del live è stato anche Marcello Squillante che, dopo essersi esibito con Damien, ha eseguito anche Senza fine di Gino Paoli insieme alle splendide donne menzionate poco fa. Anche stavolta, il palco si è riempito ed è stato tutto un po’ come una grande festa, con la gente che cantava e si divertiva ormai sotto palco. Perché sì, a un certo punto, nonostante la delicatezza e l’intimità della serata, l’artista ha chiesto alla folla di avvicinarsi a lui per l’atto finale. 

Durante quest’ultima parte dello show, c’è stato anche un emozionante monologo a opera di Jana Jacuka. Da un lato, quindi, la serata potrebbe essere definita quasi essenziale: rumorosa al punto giusto, scura, sincera e meravigliosamente rilassante. Dall’altro, però, ci sono state tantissime sorprese, tantissimi artisti sul palco e anche qualche incredibile gioco di luci e fumo. Insomma, nella sua semplicità, questo concerto è stato allo stesso tempo sorprendente ed esplosivo. Forse è proprio questo mix di contraddizioni che rende le cose speciali e forse è proprio per questo che il concerto a Caserta di Damien Rice potrebbe tranquillamente essere considerato uno dei miei preferiti di sempre.

martedì 27 giugno 2023

Coma_Cose 25.6.23 Napoli

Sono abituata da anni ad andare ai concerti da sola. Quasi ho imparato a preferirlo alla compagnia. Da qualche mese, però, ho conosciuto una persona speciale che vuole stare con me e cantiamo sempre insieme. Io, in realtà, abituata alla solitudine, non sono abituata a cantare. Quando sono sola sto nel mio angolino a osservare e a scattare foto, senza muovermi particolarmente. Il mio corpo resta fermo e anche la mia bocca, al massimo sorrido. Credo che sia anche un modo più maturo di partecipare a questo tipo di eventi perché scatenarsi sotto a un palco sembra una cosa da giovani. 
Il concerto dei Coma Cose che si è svolto al Giardino Romantico di Palazzo Napoli mi ha fatto sentire di nuovo giovane. Innanzitutto, per via del covid e di mille altre cose, era da un po’ che non partecipavo a un concerto all’aperto di quelli veri. Di quelli in cui si sta in piedi per ore, di quelli in cui vuoi raggiungere la transenna per stare vicino (anche se arrivi tardi e sei di lato). Questo live, che si è svolto nell’ambito del Noisy Naples Fest, è stato poi uno dei miei primi concerti estivi e l’ho apprezzato anche perché faceva molto caldo ma si riusciva ancora a respirare. Immagino che non ricapiterà spesso. 
La persona che ora viene con me ai concerti (e con lei tutti i suoi amici) non sa che io in genere ai concerti non canto perché non mi conosce abbastanza. Allora ho deciso di lasciarmi trasportare dalle note di California e Fausto e di cantare (e di ondeggiare leggermente). Ho deciso di fregarmene della timidezza e della mia abitudine alla solitudine perché in quel momento potevo anche non essere io. È per questo che forse mi piace stare così tanto con questa persona che conosco così poco e che mi conosce così poco. Posso non essere completamente me stessa, ma nel senso buono del termine. Posso fare le cose difficili, tipo lasciarmi andare e buttarmi e sentirmi più libera perché su di me al momento ancora non ci sono aspettative. 
Ma se è vero che ho cantato tanto Fiamme negli occhi, L’addio o Agosto Morsica è anche vero che, a prescindere da tutto, sono rimasta in religioso silenzio durante Zombie al Carrefour o Pakistan per godermele sotto un altro aspetto. Anche l’occhio comunque ha avuto la sua parte: anche dal punto di vista della scenografia è stato fatto un gran bel lavoro. Durante (mi pare) Odio i motori, ad esempio, California ha aperto le braccia e il mantello che si era messa addosso pochi istanti prima si apre e sembra lasciar intravedere delle ali. In un altro momento dello spettacolo, invece, dal palco lei ha lanciato al pubblico un pallone (di spugna, per non far male nessuno). E l’idea – molto carina – prevedeva che chi fosse riuscito a prenderlo avrebbe potuto avere una sorpresina al banchetto del merch. Ma non è tutto! 
A un certo punto sul palco è apparsa una panchina. Francesca e Fausto si sono seduti e hanno eseguito un medley inedito dando vita a un’atmosfera intima davvero speciale. Tra le canzoni scelte anche le cover di LLYLM di Rosalia, Don’t look back in anger degli Oasis e Nove Maggio di Liberato. A fine esibizione, infatti, il duo ha ammesso che questo momento del concerto non era mai stato fatto ed era stato preparato appositamente per noi, provato giusto il pomeriggio stesso per la prima volta. 
Per me è curioso anche averci trovato Rosalia, dal momento che avevo visto lei dal vivo solo un paio di giorni prima. Il giorno prima, invece, avevo visto live proprio i Coma Cose, ma senza farlo apposta. Dopo essere state al concerto di Paolo Nutini, io ed Erica ci siamo infatti avviate verso lo spettacolo del Gay Pride ma le aspettative erano basse, pensavamo di arrivare a show finito o semplicemente di non arrivare mai a causa della stanchezza. E invece abbiamo beccato alcuni dei nostri artisti preferiti tra cui proprio California e Fausto che hanno cantato Fiamme negli occhi, L’addio e Agosto morsica. Anche loro, durante la serata a Napoli, hanno menzionato l’evento e hanno detto che venivano dritti da lì. Oh, ma potevano darmi un passaggio allora! Hahahah 
La complicità che hanno sul palco si nota subito e si riflette sul soddisfattissimo pubblico. Noi abbiamo cantato, abbiamo ballato e ci siamo sentiti liberi e giovani. Forse è triste associare le cose belle alla gioventù perché è come se significasse che più si invecchia, più si diventa tristi e stanchi. Non so se è la verità. So solo che il concerto dei Coma Cose mi ha fatto sentire di nuovo adolescente, e forse questo vuol dire anche non restare qui a rimuginare su queste parole, quindi – per ora – va benissimo così.

lunedì 26 giugno 2023

I DAYS 2023 (+ Gay Pride)

Quando io ed Erica abbiamo scoperto come non pagare i concerti degli iDays abbiamo ben pensato che a questo punto potevamo farceli tipo tutti. Sarei salita a Milano per Florence + The Machine e per Paolo Nutini... e a questo punto perché non aggiungerci pure Rosalia che avrebbe cantato esattamente nel giorno in mezzo a questi altri due concerti? E perché poi, non aggiungerci anche una visitina al live del Gay Pride dopo Nutini? Insomma, come al solito abbiamo cercato di fare TUTTO e ce l'abbiamo anche fatta. 
Florence Welch musicalmente è una dea, fisicamente sembra un elfo dei boschi con i suoi lunghi capelli rossi e i suoi lunghi vestiti chiari; il suo concerto è stato quindi pazzesco perché sembrava veramente di trovarsi in un'altra dimensione. Il tutto poi è iniziato quando stava ancora calando la luna il che ha reso tutto più speciale. Poi lei è super carina e mi scioglievo ogni volta che provava a parlare in italiano per ringraziare i presenti che l'hanno accolta super calorosamente anche e soprattutto quando è scesa dal palco per avvicinarsi alla transenna (quelli in prima fila sono stati tipo benedetti hahaha). Comunque: promossissima! 
Io ed Erica siamo arrivate al concerto di Rosalia con tipo 4 minuti di anticipo e subito ci siamo catapultate in un tripudio di roba. Lei infatti sul palco ha una scenografia pazzesca, un milione di ballerini e oggetti di scena e mille altre cose. Tipo a un certo punto ha anche parlato a distanza con una del pubblico e ha parlato di churros o comunque qualche altro cibo che poi ha pure mangiato tra una canzone e l'altra hahahah è stata troppo carina! Per quanto comunque non conoscessi bene la sua discografia ho comunque riconosciuto molti pezzi e ho cantato quello con cui ero in fissa (LLYLM) e sono stata piacevolmente colpita dalla sua cover di Blinding Lights di The Weeknd. E ora passiamo all'ultimo step.
L'anno scorso quando Paolo Nutini ha annunciato il tour, io ed Erica avevamo deciso di andare a vederlo a Caserta. Lei sapeva a stento chi fosse ma mi avrebbe accompagnato perché in quei giorni sarebbe stata qui a Salerno e poi lui fa un disco ogni 300 anni, quindi è comunque raro avere la possibilità di vederlo live. Peccato che poi mi è venuto il c0vid proprio in quei giorni. Mentre ero ancora incazzata per questo fatto, Nutini ha incredibilmente annunciato altri concerti, e quindi Erica ha detto che mi avrebbe accompagnato a quello di Milano, che si sarebbe svolto quasi un anno dopo. A me mette molta ansia organizzarmi per i concerti con un anno di anticipo, però poi devo dire che è andato tutto incredibilmente bene, a partire dall'opening. Ad aprire il concerto c'erano infatti i Fask e gli Interpol, piuttosto pazzesco. Poi il concerto di Paolo è stato così bello che mi ha fatto sentire come se avessi compensato perfettamente la mia sfiga. Lui è incredibile perché si è presentato sul palco con dei capelli incredibilmente più lunghi del solito, i jeans e una maglietta bianca e ha fatto tutto il concerto così, con la sua chitarra e la sua band e niente di più. C'erano dei visual carini sui maxi schermi dietro di lui, però è stato tutto molto semplice, così come dovrebbe essere. La scaletta l'ha rivisitata rispetto al solito e mi sono anche resa conto di avere parecchie lacune per quanto riguarda la sua discografia, ma colmare in questo modo è stato il modo migliore per farlo. 
Quando il concerto di Paolo Nutini è finito e ci siamo messe in macchina, ho notato che Erica non stava facendo la strada per tornare a casa. Questo perché io mi ero completamente dimenticata che avevamo deciso di cercare di fare un salto al Gay Pride. Anche perché avevo veramente aspettative bassissime, non pensavo che avremmo finito in tempo, e invece ci siamo ritrovate all'Arco della Pace nel momento esatto in cui aveva iniziato a cantare Ginevra. E non so che cosa ci siamo perse prima, ma dopo - quando abbiamo raggiunto anche Lorenzo e gli altri - abbiamo visto anche artisti tipo Sergio Sylvestre, Ariete, Orietta Berti (<3), Baby K, Angelina (QUEEN) e i Coma_Cose (a cui quindi avrei potuto chiedere un passaggio per Napoli per il giorno dopo a questo punto). E quindi niente, direi che è stato tutto un vero successo!

martedì 30 maggio 2023

Mi Ami 2023

Ho festeggiato il mio compleanno nel migliore dei modi al concerto de La Nina (ma ne ho scritto QUI). Il caso ha voluto che una settimana dopo mi ritrovassi anche a un altro incredibile evento. La circostanza per cui questo weekend mi sono ritrovata nei dintorni di Milano non è stata certamente delle migliori, ma il karma ha saputo come compensarsi. È la stessa cosa che ho scritto a Levante su Instagram ed è proprio l'argomento su cui abbiamo iniziato a ironizzare non appena ci siamo finalmente (ri)viste. Ma andiamo con ordine. 
Erica è venuta molto gentilmente a prendermi a Malnate e mi ha portato al Mi Ami. Erano anni che lo sognavo e trovarmici quasi per caso, solo perché il memorial di zia Suzanne era in quei giorni gli ha dato anche un tocco di magia in più. Non ho parlato a molti di questa coincidenza perché qualcuno potrebbe darmi dell'insensibile, ma andare a un concerto non è forse il miglior modo per riprendersi da un lutto (o comunque da qualunque cosa brutta)?!
Quando io, Erica e Cecilia arriviamo, ci dirigiamo subito alla collinetta, perché il Mi Ami ha tipo un miliardo di palchi (ma quasi tutti gli artisti che mi interessavano si esibivano sullo stesso). Seguo il (bellissimo) live di Federico Dragogna in attesa di Ginevra e sì, nonostante fossi in transenna... ho mangiato un panino. Vorrei quasi mandargli un messaggio per spiegargli che ero interessata lo stesso e mi è piaciuto lo stesso, anche se mentre ascoltavo la sua musica stavo mangiando. Poi arriva finalmente il momento di Ginevra. Mentre cantava le sue canzoni che sanno di pioggia (la menziona spesso), si è effettivamente messo a piovere, ma era una pioggia leggera, quasi piacevole, perché rendeva l'atmosfera in qualche modo ancora più giusta. Quando l'ho vista live la volta precedente, Diamanti ancora non era uscito e ne aveva cantato solo qualche brano in anteprima, quindi questa è stata la giusta occasione per potermelo godere e per poterlo cantare. È stato un live completo e dei brani più vecchi non è mancato ovviamente Rajasthan. Io poi mi sono fatta prendere dall'entusiasmo dell'essere lì e dell'aver finalmente comprato una schedina SD che credo di aver fatto un video a tipo tutto il concerto, però ok. Quando finisce di cantare ci dirigiamo al banchetto del merch perché Ginevra aveva spoilerato su Telegram che si sarebbe fermata, ma prima passiamo un attimo al live di Colombre, giusto in tempo per vederlo duettare con Maria Antonietta (ADORO). Poi perdiamo un po' di tempo a osservare i costosissimi articoli in vendita in attesa di Ginevra, appunto, che però non arriva... Forse i suoi piani sono stati scombussolati dalla pioggia?! Ma forse è stata proprio la pioggia a riunirci tutti lì: questa è stata infatti la location dove piano piano sono arrivati tutti (Ileana, Alice, Riky e altra gente random). Dopo aver salutato un po' di gente (credo di aver incontrato più persone questa domenica al Mi Ami che negli ultimi 3 mesi della mia vita), ci dirigiamo di nuovo alla collinetta per attendere Le luci della centrale elettrica e Levante. Ed è proprio mentre ci stavamo avviando lì che incontriamo Stefania e ci salutiamo entusiaste dandoci appunto appuntamento sotto il palco di Levante. 
Quando Vasco Brondi ha dato vita al suo progetto, nel lontano 2007, io ero ancora molto ma molto distante da questo mondo. All'epoca credo ascoltassi solo le soundtrack delle serie tv. Ma (ri)trovare sul palco Le luci della centrale elettrica (con la scritta #cazzoridi sulla maglietta di Giorgio Canali) è stato ugualmente una bomba. Si sentiva proprio nell'aria l'atmosfera di un atteso ritorno e mi sono ritrovata a cantare canzoni che in realtà non conoscevo e a emozionarmi tantissimo per l'unica che sapevo davvero (grazie, Chakra). 
Poi arriva il momento di Levante. In questo caso le canzoni le ho potute cantare tutte [tranne il pezzo in portoghese di Alfonso (perché sì, ha fatto pure quello!!)] nonostante il ritmo serrato della scaletta. Claudia ci ha infatti tenuto a specificare più volte che avrebbe un po' corso perché il tempo a disposizione era ridotto rispetto a un concerto vero e proprio e da dietro non facevano altro che farle cenno di accorciare. Ma si vedeva che le mancava il palco, che ci è tornata per restarci, che avrebbe voluto farci "tutti gli album, ma è impossibile, cazzo!". Comunque, nonostante i tagli, mi è sembrato lo stesso un live piuttosto corposo, che - soprattutto - ci ha regalato le versioni dal vivo dei pezzi del nuovo album. Il concerto è iniziato proprio come comincia l'album, ossia con Invincibile, e non sono mancate Vivo, Mi manchi, Leggera e poi, facendo un passo indietro, Vertigine, Tikibombom, Andrà tutto bene, Lo stretto necessario, Io ti maledico, Le mie mille me e sicuramente anche qualche altra che ora non mi viene in mente. Come aveva già preannunciato, Levante ha parlato poco, ha cantato tanto e ha dato appuntamento a tutti al suo concerto di settembre all'Arena di Verona. È così che Claudia ha salutato tutti i presenti, ma io ed Erica abbiamo cercato un modo per farle un saluto migliore.
Abbiamo aspettato una quantità di tempo eccessiva davanti alla porta del backstage prima di scoprire che con il pass da fotografi (che avevamo) potevamo tranquillamente anche entrarci
Saliamo delle scalette e quando ci avviciniamo a Levante, lei è di spalle. Sentendo la presenza di qualcuno alle sue spalle, però, si volta subito e ci dà i due baci per salutarci. Lei mi saluta sempre con un incredibile entusiasmo ma, stavolta, la prima cosa che mi ha detto in questo caso è stata "Innanzitutto condoglianze". Forse potrebbe essere considerato normale, ma io trovo comunque molto dolce il fatto che si ricordi con così tante precisione tutto quello che le scrivo, anche quando magari non risponde. Una volta mi scrisse qualcosa tipo "Gaia, ricevo sempre tantissimi messaggi, ma i tuoi li leggo sempre". E cavoli, era proprio vero. Abbiamo poi parlato proprio di quello che le avevo spiegato su Instagram. Dopo averla ringraziata, infatti, si è messa a spiegare tutto a Stefania: "Te l'ha detto?! ...Come mai è qui?!", quindi intervengo anche io e inizio a dare dettagli. "Ieri ero a un funerale in provincia di Varese quindi ne ho approfittato. Erica è venuta a prendermi lì e mi ha portato al Mi Ami" ho detto, ricevendo in risposta tanti meritati complimenti per Erica ("Ohhh, che tenera!"). 
Poi mentre lei viene interrotta da qualcuno, noi riflettiamo sul fatto che avevamo portato la mia copia di Opera Futura da far autografare ma eravamo senza pennarello. Decidiamo quindi di chiederlo direttamente a Claudia, che effettivamente riesce a recuperarlo piuttosto in fretta da una persona che era lì con lei, anzi, commenta pure il fatto che il disco è tutto nero e forse l'autografo non sarebbe uscito bene. Il suo lavoro, comunque, non finisce qui, perché è proprio a Levante che Erica chiede di recuperare il disco (sepolto all'interno del suo zaino). Lei riesce a capire immediatamente la tasca interna a cui si riferisce Erica quando le indica dove poterlo prendere e aggiunge anche "Ah no ma avete ragione, qui l'autografo si può fare, io per un attimo ho pensato vi riferiste al vinile che è invece tutto scuro". Quando impugna il pennarello e sta per firmare chiede "Erica con la C, giusto?!" quindi Erica, invece di confermare, specifica che il disco è in realtà mio. "Ah, Gaia, sì, giusto!" risponde Claudia che, mentre firma, chiede anche "Papà tutto ok? Sono abituata a vederti con lui" e io tipo "Bene bene, sì, al sud con lui e al nord con lei" LOL Poi Erica le chiede una foto. Non ero preparata mentalmente a questa proposta che Levante ha ovviamente accettato. Quando questa domanda mi coglie alla sprovvista, riesco a uscire incredibilmente anche peggio del solito nelle foto: in questo caso è stato tutto molto simpatico perché Claudia si è molto gentilmente avvicinata a me, mettendosi al centro fra me ed Erica e, con i suoi tacchi alti 20 cm e il fatto che fossimo sulla collinetta (io dalla parte più bassa, owio), io sembro quasi la loro figlia. Ma la cosa ancora più divertente è che quasi 10 anni fa, quando ho incontrato Levante per la prima volta, è successa praticamente la stessa cosa. Mio padre si è complimentato per la sua altezza quando in realtà lei era semplicemente su un gradino più in su rispetto a me. Adesso non era un problema di scalini ma di tacchi, che effettivamente erano davvero parecchio alti, tanto che lei a un certo punto davanti a noi ha detto a Stefania "Forse mi dovevo portare delle ciabattine come cambio" hahahahah 
A questo punto lei ci spiega che adesso si sarebbe andata a riposare, ringraziandoci tanto di tutto e noi ricambiamo e commentiamo il live. Levante ci specifica di aver dovuto accorciare la scaletta per ovvie ragioni, ma noi ovviamente rispondiamo che è stato stupendo lo stesso e che è stato bello esserci nonostante le circostanze (il funerale) e anche perché Erica non potrà essere allo spettacolo di Verona (è infrasettimanale). Stefania quindi le chiede "Ma tu studi a Padova?" ed Erica specifica che ora si è laureata ma ne approfitta per dire a Levante una cosa che le doveva dire da anni, ossia che ha fatto una tesi sul cantautorato femminile e sul gender gap nella musica italiana e ha citato anche lei. E dopo aver menzionato la mancata presenza di Erica allo spettacolo di Verona, abbiamo anche colto l'occasione per dire che io all'instore non c'ero perché quel giorno avevo la febbre; Claudia mi risponde "Ah, è vero, me lo avevi scritto!" confermandomi ancora che mi legge sempre e ricorda tutto quello che le scrivo. Sono contenta che i miei messaggi non vadano sprecati. 
In conclusione, quindi, siamo state tutte molto contente di rivederci proprio perché non ci capitava da un po' e, purtroppo, per un altro po' non ci capiterà. Ma questo live al Mi Ami è stato così bello che credo di potermi sentire a posto per i prossimi mesi. 
Oltre che per il Mi Ami, sono capitata a Milano nel momento giusto perché il giorno dopo - prima di prendere il treno - ho fatto in tempo anche a partecipare a mezza conferenza stampa di Daniele Silvestri. Lunedì mattina il suo nuovo album è stato infatti presentato ai giornalisti ed è stata una delle migliori conferenze di sempre perché ce lo ha fatto proprio ascoltare tutto in anteprima spiegandolo traccia per traccia (e regalando a tutti una copia del disco!). Lui si è rivelato preciso e attento ma anche simpatico e divertente. Le prime gag sono iniziate quando l'evento è iniziato in ritardo a causa del fatto che il proiettore, che serviva per alcuni video, è stato per sbaglio inviato alla Santeria Toscana, mentre noi eravamo alla Santeria Paladini. Quindi Daniele ha iniziato a ironizzarci su e a scherzare facendo, nell'attesa, l'appello di tutti i presenti. A uno a uno, tutti i giornalisti hanno effettivamente alzato la mano una volta sentito il loro nome ed è ovviamente toccato anche a me e ad Erica. Eravamo in fondo alla sala, quindi quando io mi sono fatta avanti, lui ha detto "Vedo solo il braccio lì in fondo ma ok, ci sei" hahahah 
E questa è la storia di come anche fare una cosa brutta come andare a un funerale può avere risvolti inaspettati.