domenica 22 agosto 2021
Subsonica 21.8.21 Paestum (SA)
venerdì 13 agosto 2021
Avincola 11.8.2021 Albanella
sabato 31 luglio 2021
Giffoni Film Festival 2021
Ho scomodato anche i santi e alla fine ce l'ho fatta. E continuavo a pensare che potevo anche andare a vedere solo lei, veramente. Che potevo vivere un Giffoni senza troppe pretese almeno quest'anno in cui le porte sbattute in faccia pensavo sarebbero state all'ordine del giorno.
Però poi che fai, non ci vai alla masterclass di Valerio Lundini, Emanuela Fanelli e Giovanni Benincasa? E poi dai, sarebbe una prova generale per quella di Noemi, per vedere se mi fanno entrare, eccetera eccetera. E poi che fai, non chiedi a Cynthia di andare alla masterclass di Carl Brave e a quella di Ferzan Ozpetek? Ché è tanto che non ci vediamo, è una buona occasione. E poi al solito pranzo domenicale non approfitti del giorno libero di tuo padre per andare alla masterclass di Salvatore Esposito? E poi perché non approfittare anche dell'uscita con Frà per andare a quella di Diodato allora, soprattutto visto che il pranzo per l'onomastico di sua nonna è finito giusto in tempo.
Il live di Random + Ginevra + La rappresentante di lista era l'evento che aspettavo di più. Certo certo, dopo Noemi. Ma vedere Ginevra dal vivo è una rarità al sud quindi non potevo farmela sfuggire. Inoltre, anche in questo caso, sarebbe stata una prova generale per scoprire se poi mi avrebbero fatto entrare al concerto di Noemi. Quindi per forza, dai. Questo alla fine è stato anche il mio primo live dopo tanto ed è stato molto curioso riprendere tutto proprio con Random ma sì, ero talmente contenta che forse mi è piaciuto pure lui.
E così rimaneva l'ultimo evento: l'unico incontro che mi interessava ma che non avevo previsto, quello a cui in realtà forse volevo davvero andare ma che avevo lasciato perdere perché era impossibile. Ma che fai, non lo fai uno sforzo? E poi l'anno prossimo torna Erica e sarà tutto più facile e più divertente, quindi ci sta impegnarsi un attimo per l'unico pezzo mancante di questo Giffoni che avrebbe completato il MIO programma perfetto. Sì, questa è la scusa che ho usato per andare alla masterclass di Colapesce e Dimartino.
Poi finalmente è arrivato il gran giorno. La masterclass di Noemi, presentata - come quasi tutte - da Divanoletto, ha toccato un po' i punti di quest'anno: la collaborazione con Carl Brave e in generale tutto il nuovo album tra cui, nello specifico, la title-track: "Io voglio vivere e mi sono accorta che stavo sopravvivendo in quello che volevano gli altri da me, in quello che vivevano gli altri attraverso quello che io facevo".
"A me piace ci sia dibattito" ha detto invece sul body-shaming "Perché se c'è dibattito vuol dire che le menti lavorano, le teste pensano, si crea una certa dinamica".
"Potersi esibire a Sanremo è stato bello perché là una ripartenza c'è stata, l'abbiamo percepita. Certo, mi siete mancati voi nel senso del pubblico, cantare per qualcuno. Infatti sono molto incuriosita da questo live che dovrò fare per capire quali delle canzoni nuove piacciono di più".
Noemi è sembrata veramente molto contenta di essere al Giffoni anche perché, come hanno ricordato anche durante la masterclass, lei è laureata in cinema ed è una cosa che ha ricordato lei stessa anche durante il concerto: "Io sono laureata in cinema e comunque ne sono molto appassionata quindi questo Festival è un vero punto di riferimento da quando ero piccola. Sono davvero felice". A chi lo dici, cara Veronica. Da 12 anni scrivo il suo nome sotto ogni sondaggio del Giffoni riguardante gli ospiti musicali e finalmente sono stata accontentata. Stavo aspettando questo giorno da 12 anni e me lo sono dovuta sudare, non tanto per l'attesa (che oddio sì, anche) ma per il fatto che ok, 12 anni di attesa e poi quand'è che viene? Nell'anno della pandemia. Per questo motivo è stato ovviamente tutto molto più complicato e comunque sono andate male un po' di cose prima del giorno X. Alla fine credo tutto abbia un senso, è la legge del karma: dovevano andare male le cose prima per far andare le cose bene dopo. Infatti è stato un successo.
Alla fine della masterclass siamo riuscite a salutarci. Dopo essere scesa dal palco si è avvicinata alla porta per uscire e io ero lì, al mio solito posto, quello dove sono stata seduta quasi tutti i giorni per più di una settimana. Quando Noemi ha visto mio padre e me ha detto "Che bellezza!" e sembrava super entusiasta. C'è stato un attimo di titubanza quando ci siamo avvicinate per salutarci infatti mi ha chiesto "Ti posso abbracciare?" e poi ci siamo date i soliti due baci standard (con la mascherina!) e ha aggiunto "Io ho fatto la prima dose!" e se n'è andata ridendo. Ho incrociato anche lo sguardo di Gabriele che mi ha tipo, boh, salutato con gli occhi. Cioè insomma sì, c'è stata un'occhiata di intesa.
Il live era piano e voce quindi bellissimo però avevano posizionato il pianoforte sul palco in modo un po' criminale quindi io nonostante fossi in seconda fila non vedevo comunque niente. A un certo punto, però, Patrizia - che io non sapevo fosse lì - ha notato da lontano che non stavo vedendo un cazzo e mi ha preso e mi ha portato da lei cedendomi il suo posto che era in prima fila e dall'altra parte della sala da cui si vedeva molto molto meglio. Noemi era stupenda, vestita di bianco, e ha cantato Sono solo parole, Metamorfosi, Vuoto a perdere (con un saluto particolare a Gaetano Curreri che ha avuto un infarto), L'amore si odia, Briciole (con un "crossover", visto che ci ha aggiunto Natural Woman), Glicine e poi Makumba (con la chitarra!) insieme a Divanoletto che ha presentato anche il concerto (suo e dei Viito che si sono esibiti prima di lei).
Tutto è andato più che bene. Sono contenta.
mercoledì 23 giugno 2021
Nada 22.6.2021 Salerno
Come ha ammesso durante la presentazione, Nada è sempre stata molto spontanea, piena di immaginazione soprattutto in contesti riguardanti la natura e anche fuori dal tempo sia proprio per la sua concezione dello stesso che per la sua arte che sembra rimanere attuale anche dopo anni.
sabato 26 settembre 2020
Maria Antonietta 25.9.20 Cetara
Appena parcheggiamo ci passa di fianco Maria Antonietta insieme al suo staff. Appena capiamo bene dove dirigerci, io e mio padre raggiungiamo il Comune di Cetara e attendiamo l'inizio di uno spettacolo che mai avrei pensato di vedere. Questi artisti un po' sconosciuti in genere cantano nei dintorni di casa loro oppure a Milano e invece ecco che LETIZIA è venuta fino in Costiera Amalfitana :)
Alla fine dell'ultimo anno di liceo ho scritto una poesia sulla maturità. Non era una vera poesia, era una cosa scema in rima scritta per far ridere. La diedi al mio professore di filosofia, che amavo, e mi ingarbugliai con le parole dicendo che ero UNA POETA. Ho sorriso, quindi, quando Maria Antonietta ha detto che lei le poetesse le chiama così. Certo, il mio sorriso non si sarà visto per niente a causa della mascherina ma sono stata bene. E questa cantautrice dal colore un po' scuro è un'altra di quelle artiste che sento molto vicine a me. Nei suoi testi c'è un piccolo pezzo di me e, quando ha eseguito in fila Deluderti, Pesci e Vergine è stato stupendo perché amo quelle tre canzoni. Per il resto ha alternato altri suoi brani dalla sua discografia (tipo Animali, Il diavolo) alle poesie dei suoi autori preferiti, conosciuti e meno conosciuti. Poi ne ha recitata - a memoria, senza leggere perché non l'aveva con sé - anche una scritta da lei, pubblicata in una raccolta di opere pochi giorni prima. Un'altra poesia che non aveva con sé parlava di addio, avrebbe voluto usarla per chiudere ma, dopo aver parlato di vocazioni e di morte (perché la vita dei poeti di cui parla spesso non era proprio al top, diciamo) cioè di argomenti che avevano già un certo "peso specifico" e che noi abbiamo "affrontato bene", forse è stato meglio così. Ci ha scherzato lei stessa infatti concludendo il tutto, durante il richiestissimo bis, con una canzone in francese "stupidina" per "mandare in vacca tutto quanto".
Maria Antonietta ha ringraziato più volte il pubblico per aver affrontato una giornata particolare (si è tipo scatenata una tempesta) di un periodo particolare (pandemia) e dopo i ringraziamenti li ha fatti anche lo staff dell'evento. Lei aveva una maglietta verde scollata e dei pantaloni semplici neri, noi eravamo in prima fila e a volte sembrava mi guardasse. Ci eravamo quasi sfiorate, a Sanremo, quando Erica voleva che la chiamassi per lei e io ho provato ad afferrarla per la giacca prima che fuggisse via ma mi è scappata per un soffio.
Quando ha cantato "Me ne resto in disparte perché questa è la parte che preferisco", Maria Antonietta ha sorriso. E io anche.
mercoledì 16 settembre 2020
Elisa 15.9.20 Belvedere di San Leucio (CE)
QUI ho scritto tutto. Volevo solo aggiungere che in tutti questi anni di eventi non avevo mai visto un vero e proprio concerto di Elisa! Che vergogna!!! Per fortuna ho recuperato :)
sabato 12 settembre 2020
Francesca Michielin 11.9.20 Acciaroli (SA)
Innanzitutto l'evoluzione di Francesca Michielin è sorprendente. Cioè obiettivamente la prima volta che l'ho vista live a gennaio 2016 sembrava un tronco d'albero. Bravissima a cantare e a suonare mille strumenti, bellissima e sicuramente volenterosa di provare a sciogliersi di più, ma pur sempre un tronco d'albero. Ed è così emozionante assistere a un tale cambiamento cioè a un miglioramento perché alla fine è sempre lei ma quando è partita Be my husband e ha iniziato a ballare...cioè...wow! Anche se il timpano mi manca un po'. A volte ancora mi perdo nel vortice di Youtube per guardare quelle esibizioni cioè quello strumento mi gasa troppo ma anche vederla ballare così libera e contenta (durante questo brano ma anche durante Vulcano, ad esempio) dà una certa soddisfazione.
Scatenarsi su certe canzoni ballando (noi potevamo farlo da seduti e anche questo personalmente mi sembra un miglioramento LOL) non le ha di certo fatto mettere da parte la parte musicale in cui non solo suona ma sperimenta nuovi strumenti. E se all'epoca ci ho messo tanto ad imparare anche solo TIMPANO e quello strumento tedesco (?) che assomiglia a uno xilofono (che infatti ho già dimenticato), sicuramente ora non saprò dire come si chiama ciò che ha suonato durante Riserva Naturale (con cui ha iniziato) e 25 Febbraio (che ha presentato in modo molto carino dicendo che ci vuole coraggio per affrontare anche i momenti più difficili)... però molto figo.
È tornato anche il basso per Sposerò un albero, ad esempio, e di FEAT - tra uno strumento e l'altro - le ha fatte tutte tranne Stato di natura (ci sta, essendo Spazi Sonori un tour un po' più intimo e tranquillo), Gange e Acqua e Sapone. Alcune le ha unite (tipo il trio Yo no tengo nada, La vie ensamble e, mi pare, Leoni). E io ho amato tutto ancora di più perché sono un po' piena dei featuring. Piena o no comunque, io l'ultimo album della Michielin in un modo o in un altro alla fine l'ho imparato a memoria quindi al di là dei gusti direi che funziona.
Durante Monolocale ha anche accennato un pezzettino di Summertime e a quel punto era già al piano, io direi lo strumento protagonista con cui ha fatto anche un sacco di altri pezzi non dimenticando comunque mai quell'altro aggeggio stupendo per fare i trucchetti con la voce (sì...ok...qualche nome potrei impararlo ma sono ancora troppo scossa dalla meraviglia di questo concerto per capirci qualcosa). Seduta a questa sua postazione ha fatto anche, per esempio, Cheyenne (che mi ha ricordato di quando Fede ha portato a Marrakech la mia copia di 2640 per "conquistare un altro continente"), Battito di ciglia (che ho adorato perché avevo messo per l'occasione appositamente il vestito con gli occhi di Zara che Francesca indossa nel video di quel singolo) e molto altro [Fotografia, Comunicare, Bolivia, Io non abito al mare (dedicata alle persone che si vergognano e per dire le cose aspettano che ci sia tanta musica techno di sottofondo), Tropicale, Nessun grado di separazione, L'amore esiste, Distratto (nella sua versione mezza-inglese].
Francesca, con una maglietta bianca semplice e una gonna nera molto carina, alla fine ha ringraziato di cuore i musicisti che l'hanno accompagnata, tutto il suo staff e ovviamente anche il pubblico che, per quanto possibile, l'ha assecondata alla grande.
Durante il bis finalmente arriva il momento della cover di The Man di Taylor Swift. Io e Salvatore siamo stati tutto il concerto ad aspettarla perché lui è super in fissa e voleva che gli facessi il video. Ogni volta che la Michielin si sedeva al piano, infatti, lui prendeva e mi passava il telefono, per tenersi pronto. È stato verso le note finali de Il mio canto libero che all'improvviso ho esclamato "Prendi, la fa adesso!!". Io lo sapevo benissimo che era quello il momento giusto perché lo avevo visto in qualche storia o lo avevo letto in qualche tweet solo che non me ne ero resa conto cioè fino a quando non stava effettivamente per succedere non sapevo di saperlo (?), è stato come se non lo ricordassi affatto e a un certo punto mi fosse venuta l'illuminazione. Curioso il modo in cui funziona la memoria. Ci tengo anche a dire che a un certo punto dal nulla dico "Aspetta ma non sta registrando!!!!" e quindi premo qualcosa, qualcosa di sbagliato perché in realtà effettivamente stava registrando e io così facendo ho interrotto. Oh, una cosa dovevo fare. Ma vabè HAHAHAH Ci tenevo a specificare tutto ciò perché quando l'anno scorso è uscito Lover di Taylor Swift l'ho ascoltato subito e altrettanto subito l'ho dimenticato. Ho risentito The Man per prepararmi al concerto e non mi è mai più uscito dalla testa quel motivetto che fa AND I'M SO SICK OF RUNNING AS FAST AS I CAN!!!!!!! In fissa proprio. Parlando, era ora, della parte musicale... Quanto può essere pazzesca un'artista che fa questa sorta di medley con Il mio canto libero, The Man e Magnifico facendolo risultare anche al 100% credibile?! Boh, straordinaria. Dopo l'ultimo pezzo si alza e ringrazia tutti per l'ultima volta con un inchino finale lasciandoci andare con mascherine e tutto.
Mi sono sentita di nuovo viva. E anche grata. E stanca, pure. In macchina Marco a un certo punto mi ha detto che ero silenziosa: a parte il fatto che lo sono sempre, io mi ero totalmente annullata per un attimo perché ero distrutta; ma lo ero perché mi ero divertita troppo e avevo cantato troppo ed ero troppo felice. Questo è il motivo per cui si dovrebbe essere sempre stanchi, non l'insonnia e le paranoie. Mi sono sentita di nuovo IO, anche se adesso ho un accenno di frangetta che ho smesso di sopportare dopo neanche due giorni e lo so benissimo che mi urta il sistema nervoso ma non so perché ogni 5 anni circa devo ricascarci. È stato tutto così reale... io ero lì, dove volevo e dovevo essere. Finalmente.
| Una foto che sarebbe stata così bella se non ci fosse stata una testa davanti |

