domenica 22 agosto 2021

Subsonica 21.8.21 Paestum (SA)

Pochi mesi fa, durante una sessione di riordino e declutter ho trovato le mie vecchie compilation. Tra Avril Lavigne, gli Zero Assoluto e, soprattutto, le soundtrack dei telefilm, ho scovato anche molte canzoni dei Subsonica. Io neanche me lo ricordavo, che quando ero piccola li ascoltavo. Ho sempre provato una profonda devozione verso Nuova Ossessione e Tutti I Miei Sbagli, certo, ma ho beccato anche altre tracce, diverse, meno conosciute, che credevo pure di non aver mai ascoltato prima (infatti al momento neanche ricordo quali sono i pezzi specifici che ci ho trovato dentro). 
I miei ascolti negli anni sono cambiati relativamente molto ma i Subsonica sono rimasti sempre. Li ho lasciati un po' andare ma non li ho mai abbandonati del tutto. Adesso quasi mi pento di non esserne stata abbastanza appassionata perché al loro concerto effettivamente ci sono andata un po' impreparata ma è stato una bomba lo stesso, anche perché è stato il mio primo vero evento dopo molti mesi. Sono stata ai live del Giffoni e alla serata con Avincola, questo è vero, ma quello dei Subsonica a Paestum mi è sembrata la vera e propria ripartenza, almeno per me. 
Sono andate storte così tante cose durante la giornata che a un certo punto ho davvero pensato di essere su Scherzi A Parte o in una Candid Camera, ma quando le luci si sono spente e le note hanno iniziato a invadere la Clouds Arena tutto (o quasi) si è aggiustato. Ascolto Samuel, Boosta e gli altri da quando ho 11 anni circa e sono gli unici artisti che ho continuato ad ascoltare al di là del tempo e al di là dei gusti e delle idee che cambiano. Vederli dal vivo è stato un po' come incontrare quei parenti che vedi solo a Natale, ma neanche, quei parenti che vedi solo alle riunioni di famiglia che dovrebbero essere annuali e poi va a finire che ci si vede ogni 10 anni, ma neanche, perché io questa cosa che solo per una questione di DNA ci si deve voler bene per forza non l'ho mai capita e alcuni miei parenti sono legittimata a considerarli estranei. Samuel, Boosta, Max Casacci, Ninja e Vicio, invece, li conosco molto meglio. Vedendo e sentendo parlare il primo, poi, mi sono ricordata dei sorrisini che lanciava in camera durante XFactor e mi sono di nuovo innamorata di lui che è l'uomo metà camicie curiose e metà cappelli, un essere mitologico, come ha raccontato Boosta durante il suo "momento cabaret". Quest'ultimo invece suonava delle tastiere buffe che erano posizionate in un modo ancora più buffo, in verticale. 
Le canzoni, tratte dal vastissimo repertorio del gruppo, sono state scelte con cura: i Subsonica hanno provato a ricreare una scaletta in grado di far rimanere seduto il pubblico ma ovviamente non è stato possibile. Alla terza canzone, la folla (vaccinata e greenpassata) era già tutta in piedi (nel metro di spazio che gli spettava in modo da rispettare il distanziamento sempre e comunque). Però la mancanza di Liberi Tutti mi sembra una prova concreta dell'impegno che ci hanno messo per far sì che non si creasse troppo caos.  
Iniziato con Come Se, il concerto è stato un vero e proprio racconto in musica della storia della band, iniziata esattamente 25 anni fa, negli anni '90, cioè quando ancora si usava il termine telefilm invece di serie (mi ha fatto sorridere riascoltarlo durante Funk Star). Ma è stato un racconto fatto anche solo di semplici parole: di molti pezzi è stata raccontata in breve la nascita, così da far apprezzare la serata anche ai più giovani oltre che far fare un tuffo nei ricordi ai meno giovani e a rivivere certe emozioni con i trentenni che sono cresciuti proprio con questa musica. 
Avevo poi trovato una scaletta del live su internet. Ovviamente era sbagliata ma io ci ho comunque fatto una playlist per essere preparata. Ancora più ovviamente alla fine non lo ero abbastanza ma grazie ai miei (pochi) ascolti di questi giorni ho riconosciuto Cose che non ho, Radioestensioni, Onde Quadre e Abitudine. 
C'è stato poi un intervallo, quasi come se fossimo al cinema. Finita la pausa, Boosta è salito sul palco per intrattenere i presenti: ci ha fatto ridere dicendo cose sceme e reintroducendo a uno a uno tutti i componenti della band. Questa seconda parte del concerto (che ha previsto anche un cambio di outfit) è stata più interessante, o meglio, è stato questo il momento in cui ho cominciato a riconoscere più canzoni. Si inizia infatti con Istrice (spoilerata da Boosta durante il "momento cabaret") e poi c'è anche Incantevole e diverse dediche a diverse persone, innanzitutto ovviamente a Franco Battiato con Up Patriots To Arms. Ai Subsonica poi piace giocare con i numeri tondi, durante questo tour. Se è vero che sono passati esattamente 25 anni dal loro debutto e che ne sono passati 40 dalla morte di un grande artista che hanno deciso di omaggiare (Bob Marley), è anche vero che ne sono passati esattamente 20 dal G8 e che i componenti della band non hanno mai avuto paura di esporsi, per questo esiste il brano Sole Silenzioso e per questo hanno deciso di riproporlo durante questi concerti, che se non è proprio una dedica ai nostri tempi, purtroppo o per fortuna rimane sempre molto attuale se non altro per la situazione difficile che stiamo attraversando. Un altro pezzo che tratta un tema importante (l'identità di genere) è Eva-Eva mentre un'altra dedica è quella che invece fanno ai loro sostenitori con Strade, come le strade che hanno percorso insieme in tutti questi anni. 
Poi non manca Nuova Ossessione e, per finire, Tutti i miei sbagli come ottima conclusione. L'hanno introdotta come la canzone con cui in genere vengono presentati i Subsonica (in breve, è più o meno quando rispondiamo alla domanda "Chi sono?" rispondendo "Quelli di Tutti I Miei Sbagli") anche perché è quella che hanno portato sul palco di Sanremo 2000, un secolo fa. 
Sebbene infatti sembrino ormai un po' attempati (hahah!), Samuel, Boosta e gli altri hanno ancora tantissima energia: cantano, suonano, ridono e scherzano tra loro e con i fan tra inchini e ringraziamenti finali. I ringraziamenti sono sempre importanti, ma in questo periodo storico un po' di più, perché - come ha detto lo stesso Samuel - gli organizzatori dei Festival si fanno "un culo così" per organizzarli in questo momento difficile e quindi a loro va sempre un grandissimo applauso. 
Beh, direi che per essere andata impreparata a questo concerto, di cose da dire ne ho trovate comunque lol Questo perché è stato bello. Ed è stato il primo dopo tanto. E non potevo fare scelta migliore. 

Il pubblico più figo del mondo ma anche il più insaziabile 

venerdì 13 agosto 2021

Avincola 11.8.2021 Albanella

Quasi mi dispiace scrivere "Avincola" nel titolo. Questo perché, per quanto sia stato bello il suo concerto, io non ero lì per lui. Lunedì Giorgieness ha annunciato che sarebbe finalmente tornata in Campania, ospite di questo live. Ciò significava che in qualche modo sarei dovuta arrivare fino ad Albanella per sentirla cantare mezza canzone. Tra l'altro, Limone - il brano di Avincola feat. Giorgieness - è un pezzo simpatico ma di certo non è un capolavoro. Ne sarebbe davvero valsa la pena? Ho deciso di sì. Ho convinto mio padre ad accompagnarmi e sono finalmente tornata a un concerto dopo mesi e mesi di attesa. I live del Giffoni Film Festival non erano veri e propri concerti, questo sì. Lo spettacolo di Avincola, durato più o meno un'ora, era una vera e propria tappa del Turisti Tour che si svolgeva nell'ambito di Botteghe d'Autore, un contest per artisti emergenti. Questo vuol dire che il live è iniziato alle 23:40 perché prima c'erano le esibizioni dei partecipanti al Festival, poi c'era la presentazione di un libro E POI il concerto. Di serate di questo tipo ne ho viste tante ma effettivamente qui l'hanno tirata un po' troppo per le lunghe. E non sto neanche dicendo che non sia stata una bella serata, anzi, è stato tutto incredibilmente molto più interessante di quello che mi aspettavo però insomma, io volevo la mia musica dal vivo, soprattutto se per guadagnarmela mi sono fatta un'ora di moto con mio padre per poi arrivare in una città fantasma. Albanella è un posto talmente sconosciuto che quando ci siamo fermati vicino a due signore per chiedere indicazioni, una di loro ci ha fissato stranita chiedendoci "Albanella? Ma veramente? Ma sul serio?". 

Quest'avventura, però, è stata tanto apprezzata da Giorgieness: nel pomeriggio ha fatto una story su Instagram in cui mostrava i 36 gradi e il suo occhio dolorante scrivendo ad Avincola qualcosa come "Pensa quanto ti voglio bene..."; a quel punto io ho risposto "Pensa quanto voglio bene io a te" spiegandole la follia che avevo in programma e consigliandole il collirio. Lei mi ha risposto "Non vedo l'ora di abbracciarti" e mi si è un po' sciolto il cuore. Mi si è sciolto poi ancora e ancora perché ovviamente non vedevo l'ora di abbracciarla pure io quindi alla fine della sua esibizione ho fatto una story per taggarla e - in questo modo - contattarla, ed è stata lei a scrivermi "Tesoro non scappare eh" :') Quindi ci siamo date appuntamento dopo la fine del concerto, momento in cui è stata lei a scrivermi "Dove seiii" e a mandarmi un vocale in cui diceva "Noo, non dirmi che te ne sei andata, ti stiamo cercando ovunque io e Davide!" :') Questo è per raccontare solo quanto mi sono sentita blessata e quanto Giorgia è una meraviglia, ma adesso possiamo andare con ordine. 

Sebbene non mi aspettassi di ricominciare con i concerti proprio con quello di Avincola, devo dire che non mi è dispiaciuto. Avevo ascoltato il suo ultimo disco in anteprima qualche giorno (settimana?) prima di Sanremo 2021 in occasione dell'intervista che gli ha fatto Gianni per Astronave Musica. La canzone che mi ha più colpito in entrambe le occasioni, cioè sia durante l'ascolto in cuffia che durante il live, è stata Tra Poco (me ne sono accorta perché a fine serata ero pronta a twittarne una frase quando mi sono resa conto di averla già pubblicata mesi prima). Un altro pezzo che ricordavo era Gelato Verde e, ovviamente, Un Rider - brano con cui aveva provato a partecipare a Sanremo Giovani già lo scorso anno - (quando lo ha presentato ha spiegato che lui ha effettivamente fatto il rider in passato, nonostante sia celiaco!). La canzone che aspettavo di più, però, era chiaramente Limone. 

Avincola ha presentato Giorgieness descrivendola come la sua cantautrice preferita! Lei aveva un completo nero con i limoni gialli sopra e io adoro chi si veste a tema (non a caso in suo onore avevo indossato la maglietta di Buffy, la nostra serie preferita); ma in realtà sapevo già com'era vestita perché durante il pre-show con la finale di Botteghe d'Autore era seduta a pochi metri da me, sulla destra (è anche passata esattamente dietro di me per avvicinarsi al palco e raggiungere il backstage). A mezzanotte e cinque Giorgieness ha cantato Limone insieme ad Avincola che le ha poi lasciato il palco. Un paio d'ore prima della serata, c'era stato un piccolo spoiler e sapevo che avrebbe cantato anche un paio di pezzi suoi, quello che non sapevo è che avrebbe cantato proprio i miei preferiti (tra i nuovi). Dopo aver dedicato un ringraziamento sincero alla manifestazione di cui era ospite (che dà la giusta importanza ai giovani e dà la giusta importanza alle donne), è stato il momento di Maledetta e Tempesta. Non l'avevo mai vista su un vero palco e non l'avevo mai vista accompagnata da Napoleone alla chitarra. Questo è stato un vero e proprio live, anche se breve, ed è stato stupendo perché ho anche avuto modo di vedere quanto è brava a interagire con la platea facendo cantare al pubblico il "Nananananananà" di Maledetta, per esempio. 

Il concerto di Avincola prosegue per un po'. Lui è carino, simpatico e supera con ironia anche i problemi tecnici - e non, tipo quando dice che indossa il cappello per coprire i capelli bianchi lol infatti ricorda di aver vinto il Premio Botteghe d'Autore ormai 10 anni fa. I suoi vestiti sono semplici, il suo corpo è magrolino e non molla mai la chitarra. Una delle ultime canzoni presentate ovviamente è Goal!, il pezzo che ha portato a Sanremo 2021 e non mancano i ringraziamenti alla band che lo accompagna. 

Alla fine dell'evento, io e mio padre andiamo dalla scrittrice che aveva presentato il suo libro durante la serata ed è stato proprio dopo il suo autografo che noto la notifica del messaggio di Giorgieness che mi cercava. Non ho neanche fatto in tempo ad aprirla, però, che mi sono ritrovata proprio lei davanti che con un "Eccoti!!!" mi abbraccia festosa. Mi dice che mi stava cercando ovunque, mi chiede come sto e mio padre le fa "Certo che tieni la salute!" e lei ammette che sì, nonostante il dolore all'occhio e il mal di pancia, quando è salita sul palco si è dimenticata tutto e si è solo divertita, soprattutto visto che la dimensione live con il pubblico e tutto il resto le era ovviamente mancata molto. Mio padre propone di sederci e ci avviciniamo alle sedie, proprio quelle dove eravamo seduti io e lui fino a poco tempo prima. Io e Giorgieness ci accomodiamo mentre mio padre e Davide restano in piedi davanti a noi. Prendo dalla borsa i dischi perché "li ho comprati durante il lockdown quindi..." mancava la firma! Che poi uno l'ho ricevuto in regalo a maggio e l'altro sono andata a ritirarlo da Disclan ad agosto, non era proprio lockdown ma insomma ci siamo capiti. Ed è stata proprio questa l'occasione in cui ho sponsorizzato Disclan: il primo album di Giorgieness è ormai introvabile quindi lei e Davide mi hanno chiesto come ho fatto e io li ho indirizzati lì. "Lo avranno fatto ordinare da Woodworm" ha pensato lei ad alta voce e io tipo "Sì infatti io avevo contattato loro ma mi avevano detto che erano finiti" e lei "Eh lo so", probabilmente passeranno al negozio perché ne stanno cercando una copia, anche se probabilmente la mia era l'ultima in assoluto. 

Come se ce l'avesse già in mente da tanto, Giorgie ha preso in mano la penna e ha subito firmato con una dedica speciale a tema Buffy. "Penso che capirai", mi ha detto porgendomi il disco su cui aveva scritto una frase tratta da una delle canzoni dell'episodio musical. "Ovvio" rispondo io, aggiungendo "Solo tu potevi farmi delle dediche del genere". Ci guardiamo complici e poi firma anche l'altro disco dicendomi "Uhm aspetta prima mi è venuta in mente una citazione di Spike perché qualcuno mi ha detto 'Sei unica' e allora a me è venuto in mente quel suo discorso"; guarda caso, era proprio la citazione che io avevo scritto due giorni prima sulla mia pagina Facebook dedicata alla serie. Siamo sempre connesse. E abbiamo anche la stessa maglietta, che commenta dicendo "Quella che ho io me l'hanno regalata in tour, una volta è venuto un mio amico e mi ha dato questo regalo" e io faccio "Regalone!!". Ci guardiamo ancora concordi e complici. Mi ricorda ironicamente che Buffy è stato inserito nel catalogo di Prime Video grazie a lei (perché aveva fatto una story richiedendolo ad Amazon proprio poco prima di questo esatto annuncio LOL). Poi parliamo ancora, lei ammette di essere contenta del fatto che io abbia visto live anche Avincola :) e dopo ci dice "Adesso un'ora di moto, eh?! Anche voi tenete la salute" citando mio padre e usando la stessa espressione che aveva usato prima lui per lei lol Tra i vantaggi della moto c'è sicuramente evitare il traffico, infatti Davide ci ha raccontato di averci messo due ore da Capaccio a Salerno il giorno in cui è andato a prendere Giorgia alla stazione (mentre invece il ritorno è stato più scorrevole, mio padre ha spiegato che stanno facendo degli strani lavori su un qualche ponte). 

Iniziamo quindi a congedarci che "domani si va al mare e anche presto perché poi alle 11 inizia a fare troppo caldo". Giorgie conferma: "Sì, anche noi oggi siamo andati prestissimo, tipo alle 7:30 e a mezzogiorno massimo siamo tornati" perché sì, "proprio non se ne può più dopo una cert'ora, ma che è?!" si interroga mio padre. "Il riscaldamento globale" faccio io, e tutti - purtroppo - concordano. Credo che sia stato proprio su questa nota amara sull'ambiente che giungiamo ai saluti. Mio padre chiede i loro nomi ("Giorgieness, ma di nome? E tu ti chiami Napoleone?") e poi avvicina il suo pugno ai loro, il saluto da pandemia; ma io e lei ci abbracciamo per l'ultima volta (- Ti posso abbracciare? - Sìì, tanto noi siamo giovani e vaccinate) insieme a mille ciao e grazie anche per Davide. 
Io e mio padre raggiungiamo la moto e ci avviamo. Mi volto per un ultimo sguardo e vedo loro due che avevano appena superato il cancello, all'uscita. Forse ci avevano visti sfrecciare via. 

Dammi un bacio e tutto questo schifo finirà 

sabato 31 luglio 2021

Giffoni Film Festival 2021

Mi tenevo aggiornata sul nuovo Giffoni con un'invidiabile calma quest'anno. Senza la smania di esserci per forza, per una volta (anche perché non pensavo di averne la possibilità). Ho sfogliato il programma (virtualmente) con tranquillità e prima di aprire l'ultima pagina pensavo di essere salva. E invece no. 31 luglio. Noemi. 

Ho scomodato anche i santi e alla fine ce l'ho fatta. E continuavo a pensare che potevo anche andare a vedere solo lei, veramente. Che potevo vivere un Giffoni senza troppe pretese almeno quest'anno in cui le porte sbattute in faccia pensavo sarebbero state all'ordine del giorno. 

Però poi che fai, non ci vai alla masterclass di Valerio Lundini, Emanuela Fanelli e Giovanni Benincasa? E poi dai, sarebbe una prova generale per quella di Noemi, per vedere se mi fanno entrare, eccetera eccetera. E poi che fai, non chiedi a Cynthia di andare alla masterclass di Carl Brave e a quella di Ferzan Ozpetek? Ché è tanto che non ci vediamo, è una buona occasione. E poi al solito pranzo domenicale non approfitti del giorno libero di tuo padre per andare alla masterclass di Salvatore Esposito? E poi perché non approfittare anche dell'uscita con Frà per andare a quella di Diodato allora, soprattutto visto che il pranzo per l'onomastico di sua nonna è finito giusto in tempo. 

Il live di Random + Ginevra + La rappresentante di lista era l'evento che aspettavo di più. Certo certo, dopo Noemi. Ma vedere Ginevra dal vivo è una rarità al sud quindi non potevo farmela sfuggire. Inoltre, anche in questo caso, sarebbe stata una prova generale per scoprire se poi mi avrebbero fatto entrare al concerto di Noemi. Quindi per forza, dai. Questo alla fine è stato anche il mio primo live dopo tanto ed è stato molto curioso riprendere tutto proprio con Random ma sì, ero talmente contenta che forse mi è piaciuto pure lui. 

E così rimaneva l'ultimo evento: l'unico incontro che mi interessava ma che non avevo previsto, quello a cui in realtà forse volevo davvero andare ma che avevo lasciato perdere perché era impossibile. Ma che fai, non lo fai uno sforzo? E poi l'anno prossimo torna Erica e sarà tutto più facile e più divertente, quindi ci sta impegnarsi un attimo per l'unico pezzo mancante di questo Giffoni che avrebbe completato il MIO programma perfetto. Sì, questa è la scusa che ho usato per andare alla masterclass di Colapesce e Dimartino. 

Poi finalmente è arrivato il gran giorno. La masterclass di Noemi, presentata - come quasi tutte - da Divanoletto, ha toccato un po' i punti di quest'anno: la collaborazione con Carl Brave e in generale tutto il nuovo album tra cui, nello specifico, la title-track: "Io voglio vivere e mi sono accorta che stavo sopravvivendo in quello che volevano gli altri da me, in quello che vivevano gli altri attraverso quello che io facevo". 

"A me piace ci sia dibattito" ha detto invece sul body-shaming "Perché se c'è dibattito vuol dire che le menti lavorano, le teste pensano, si crea una certa dinamica". 

"Potersi esibire a Sanremo è stato bello perché là una ripartenza c'è stata, l'abbiamo percepita. Certo, mi siete mancati voi nel senso del pubblico, cantare per qualcuno. Infatti sono molto incuriosita da questo live che dovrò fare per capire quali delle canzoni nuove piacciono di più". 

Noemi è sembrata veramente molto contenta di essere al Giffoni anche perché, come hanno ricordato anche durante la masterclass, lei è laureata in cinema ed è una cosa che ha ricordato lei stessa anche durante il concerto: "Io sono laureata in cinema e comunque ne sono molto appassionata quindi questo Festival è un vero punto di riferimento da quando ero piccola. Sono davvero felice". A chi lo dici, cara Veronica. Da 12 anni scrivo il suo nome sotto ogni sondaggio del Giffoni riguardante gli ospiti musicali e finalmente sono stata accontentata. Stavo aspettando questo giorno da 12 anni e me lo sono dovuta sudare, non tanto per l'attesa (che oddio sì, anche) ma per il fatto che ok, 12 anni di attesa e poi quand'è che viene? Nell'anno della pandemia. Per questo motivo è stato ovviamente tutto molto più complicato e comunque sono andate male un po' di cose prima del giorno X. Alla fine credo tutto abbia un senso, è la legge del karma: dovevano andare male le cose prima per far andare le cose bene dopo. Infatti è stato un successo. 

Alla fine della masterclass siamo riuscite a salutarci. Dopo essere scesa dal palco si è avvicinata alla porta per uscire e io ero lì, al mio solito posto, quello dove sono stata seduta quasi tutti i giorni per più di una settimana. Quando Noemi ha visto mio padre e me ha detto "Che bellezza!" e sembrava super entusiasta. C'è stato un attimo di titubanza quando ci siamo avvicinate per salutarci infatti mi ha chiesto "Ti posso abbracciare?" e poi ci siamo date i soliti due baci standard (con la mascherina!) e ha aggiunto "Io ho fatto la prima dose!" e se n'è andata ridendo. Ho incrociato anche lo sguardo di Gabriele che mi ha tipo, boh, salutato con gli occhi. Cioè insomma sì, c'è stata un'occhiata di intesa. 

Il live era piano e voce quindi bellissimo però avevano posizionato il pianoforte sul palco in modo un po' criminale quindi io nonostante fossi in seconda fila non vedevo comunque niente. A un certo punto, però, Patrizia - che io non sapevo fosse lì - ha notato da lontano che non stavo vedendo un cazzo e mi ha preso e mi ha portato da lei cedendomi il suo posto che era in prima fila e dall'altra parte della sala da cui si vedeva molto molto meglio. Noemi era stupenda, vestita di bianco, e ha cantato Sono solo parole, Metamorfosi, Vuoto a perdere (con un saluto particolare a Gaetano Curreri che ha avuto un infarto), L'amore si odia, Briciole (con un "crossover", visto che ci ha aggiunto Natural Woman), Glicine e poi Makumba (con la chitarra!) insieme a Divanoletto che ha presentato anche il concerto (suo e dei Viito che si sono esibiti prima di lei).

Tutto è andato più che bene. Sono contenta. 

mercoledì 23 giugno 2021

Nada 22.6.2021 Salerno

Non ho mai fatto una pausa così lunga. Neanche ricordo come si scrive un post sul blog, magari ricordo come si scrive un articolo (a fatica) su un evento, ma in questo caso sono arrivata al Duomo anche piuttosto impreparata. Nada, in occasione del Festival Salerno Letteratura, presentava il libro "Il mio cuore umano" e io lei la conosco solo come cantante (a stento). Questo è esattamente quello che le ha detto mio padre quando siamo andate da lei, alla fine dell'incontro, per farci autografare il libro. Cioè le ha detto una cosa tipo "Mi ci ha portato lei all'evento perché ti conosce anche se in realtà ti conosco più io cioè io c'ero quando hai iniziato" o una cosa del genere, puntando sulla questione dell'età, e lei ha risposto "Eheh lei conosce le cose giuste" intendendo che - anche se giovane - ci ho visto giusto :) 

Come ha ammesso durante la presentazione, Nada è sempre stata molto spontanea, piena di immaginazione soprattutto in contesti riguardanti la natura e anche fuori dal tempo sia proprio per la sua concezione dello stesso che per la sua arte che sembra rimanere attuale anche dopo anni. 

sabato 26 settembre 2020

Maria Antonietta 25.9.20 Cetara

Appena parcheggiamo ci passa di fianco Maria Antonietta insieme al suo staff. Appena capiamo bene dove dirigerci, io e mio padre raggiungiamo il Comune di Cetara e attendiamo l'inizio di uno spettacolo che mai avrei pensato di vedere. Questi artisti un po' sconosciuti in genere cantano nei dintorni di casa loro oppure a Milano e invece ecco che LETIZIA è venuta fino in Costiera Amalfitana :) 

Alla fine dell'ultimo anno di liceo ho scritto una poesia sulla maturità. Non era una vera poesia, era una cosa scema in rima scritta per far ridere. La diedi al mio professore di filosofia, che amavo, e mi ingarbugliai con le parole dicendo che ero UNA POETA. Ho sorriso, quindi, quando Maria Antonietta ha detto che lei le poetesse le chiama così. Certo, il mio sorriso non si sarà visto per niente a causa della mascherina ma sono stata bene. E questa cantautrice dal colore un po' scuro è un'altra di quelle artiste che sento molto vicine a me. Nei suoi testi c'è un piccolo pezzo di me e, quando ha eseguito in fila Deluderti, Pesci e Vergine è stato stupendo perché amo quelle tre canzoni. Per il resto ha alternato altri suoi brani dalla sua discografia (tipo Animali, Il diavolo) alle poesie dei suoi autori preferiti, conosciuti e meno conosciuti. Poi ne ha recitata - a memoria, senza leggere perché non l'aveva con sé - anche una scritta da lei, pubblicata in una raccolta di opere pochi giorni prima. Un'altra poesia che non aveva con sé parlava di addio, avrebbe voluto usarla per chiudere ma, dopo aver parlato di vocazioni e di morte (perché la vita dei poeti di cui parla spesso non era proprio al top, diciamo) cioè di argomenti che avevano già un certo "peso specifico" e che noi abbiamo "affrontato bene", forse è stato meglio così. Ci ha scherzato lei stessa infatti concludendo il tutto, durante il richiestissimo bis, con una canzone in francese "stupidina" per "mandare in vacca tutto quanto".

Maria Antonietta ha ringraziato più volte il pubblico per aver affrontato una giornata particolare (si è tipo scatenata una tempesta) di un periodo particolare (pandemia) e dopo i ringraziamenti li ha fatti anche lo staff dell'evento. Lei aveva una maglietta verde scollata e dei pantaloni semplici neri, noi eravamo in prima fila e a volte sembrava mi guardasse. Ci eravamo quasi sfiorate, a Sanremo, quando Erica voleva che la chiamassi per lei e io ho provato ad afferrarla per la giacca prima che fuggisse via ma mi è scappata per un soffio. 

Quando ha cantato "Me ne resto in disparte perché questa è la parte che preferisco", Maria Antonietta ha sorriso. E io anche. 

mercoledì 16 settembre 2020

Elisa 15.9.20 Belvedere di San Leucio (CE)

QUI ho scritto tutto. Volevo solo aggiungere che in tutti questi anni di eventi non avevo mai visto un vero e proprio concerto di Elisa! Che vergogna!!! Per fortuna ho recuperato :) 

sabato 12 settembre 2020

Francesca Michielin 11.9.20 Acciaroli (SA)

Io ultimamente sono quasi sempre da sola ai concerti. Non è una cosa negativa, anzi, forse lo preferisco. Infatti il distanziamento sociale per me è un sogno e quando alle serate ora ho un metro di distanza tra me e un'altra persona dentro di me spero che possa essere così per sempre. Stasera al concerto di Francesca Michielin ad Acciaroli, però, c'erano tante persone che conoscevo. Già basta questo per far capire, da uno strano punto di vista super personale, quanto sia fantastica. Tra l'altro non era neanche una questione di vicinanza perché Acciaroli è un posto davvero bellissimo ma non ricordavo quanto fosse lontano né tantomeno ricordavo quanto fossero brutte e tutte-curve le stradine del Cilento... ma io, Marco e Salvatore siamo arrivati indenni (e senza vomitare anche l'anima). E siamo arrivati anche in anticipo o comunque abbastanza in orario da recuperare la prima fila senza nessun aiuto di nessun tipo. Perché io avevo seriamente pensato di mandare un messaggio a Francesca e chiederle se mi faceva questo favore E INVECE non c'è stato bisogno. C'è stato però bisogno di chiederle info sull'orario perché all'inizio si pensava che fosse alle 19 e, grazie al fatto che sono una simpatica rompipalle, abbiamo tutti appurato ufficialmente che in realtà era alle 20:30. Quindi vorrei che il pubblico di Acciaroli mi ringraziasse per questo favore che ho fatto alla comunità LOL Inoltre Francesca mi aveva anche detto, tramite un audio in direct su Instagram che mi piace riascoltare nei momenti bui, che in ogni caso - visto che l'entrata sarebbe stata più lenta a causa delle misure di sicurezza da Covid-19, che avrebbero iniziato secondo lei non prima delle 20.45/21. E infatti hanno iniziato proprio alle 21, che precisione rispetto all'orario che ha detto a me :') La stessa precisione che io non ho rispettato quando mi raccomandavo con Salvatore di non fare tardi quando poi quella che ha tardato 10 minuti sono stata io ma okay. Adesso che ho finito con questa lunghissima e inutile premessa posso parlare di musica anche perché è stato davvero un concerto bellissimo. E non è stato neanche il mio primo post-lockdown quindi non mi sto facendo prendere dall'emozione e dall'astinenza da live. 

Innanzitutto l'evoluzione di Francesca Michielin è sorprendente. Cioè obiettivamente la prima volta che l'ho vista live a gennaio 2016 sembrava un tronco d'albero. Bravissima a cantare e a suonare mille strumenti, bellissima e sicuramente volenterosa di provare a sciogliersi di più, ma pur sempre un tronco d'albero. Ed è così emozionante assistere a un tale cambiamento cioè a un miglioramento perché alla fine è sempre lei ma quando è partita Be my husband e ha iniziato a ballare...cioè...wow! Anche se il timpano mi manca un po'. A volte ancora mi perdo nel vortice di Youtube per guardare quelle esibizioni cioè quello strumento mi gasa troppo ma anche vederla ballare così libera e contenta (durante questo brano ma anche durante Vulcano, ad esempio) dà una certa soddisfazione. 

Scatenarsi su certe canzoni ballando (noi potevamo farlo da seduti e anche questo personalmente mi sembra un miglioramento LOL) non le ha di certo fatto mettere da parte la parte musicale in cui non solo suona ma sperimenta nuovi strumenti. E se all'epoca ci ho messo tanto ad imparare anche solo TIMPANO e quello strumento tedesco (?) che assomiglia a uno xilofono (che infatti ho già dimenticato), sicuramente ora non saprò dire come si chiama ciò che ha suonato durante Riserva Naturale (con cui ha iniziato) e 25 Febbraio (che ha presentato in modo molto carino dicendo che ci vuole coraggio per affrontare anche i momenti più difficili)... però molto figo. 

È tornato anche il basso per Sposerò un albero, ad esempio, e di FEAT - tra uno strumento e l'altro - le ha fatte tutte tranne Stato di natura (ci sta, essendo Spazi Sonori un tour un po' più intimo e tranquillo), Gange e Acqua e Sapone. Alcune le ha unite (tipo il trio Yo no tengo nada, La vie ensamble e, mi pare, Leoni). E io ho amato tutto ancora di più perché sono un po' piena dei featuring. Piena o no comunque, io l'ultimo album della Michielin in un modo o in un altro alla fine l'ho imparato a memoria quindi al di là dei gusti direi che funziona. 

Durante Monolocale ha anche accennato un pezzettino di Summertime e a quel punto era già al piano, io direi lo strumento protagonista con cui ha fatto anche un sacco di altri pezzi non dimenticando comunque mai quell'altro aggeggio stupendo per fare i trucchetti con la voce (sì...ok...qualche nome potrei impararlo ma sono ancora troppo scossa dalla meraviglia di questo concerto per capirci qualcosa). Seduta a questa sua postazione ha fatto anche, per esempio, Cheyenne (che mi ha ricordato di quando Fede ha portato a Marrakech la mia copia di 2640 per "conquistare un altro continente"), Battito di ciglia (che ho adorato perché avevo messo per l'occasione appositamente il vestito con gli occhi di Zara che Francesca indossa nel video di quel singolo) e molto altro [Fotografia, Comunicare, Bolivia, Io non abito al mare (dedicata alle persone che si vergognano e per dire le cose aspettano che ci sia tanta musica techno di sottofondo), Tropicale, Nessun grado di separazione, L'amore esiste, Distratto (nella sua versione mezza-inglese]. 

Francesca, con una maglietta bianca semplice e una gonna nera molto carina, alla fine ha ringraziato di cuore i musicisti che l'hanno accompagnata, tutto il suo staff e ovviamente anche il pubblico che, per quanto possibile, l'ha assecondata alla grande. 

Durante il bis finalmente arriva il momento della cover di The Man di Taylor Swift. Io e Salvatore siamo stati tutto il concerto ad aspettarla perché lui è super in fissa e voleva che gli facessi il video. Ogni volta che la Michielin si sedeva al piano, infatti, lui prendeva e mi passava il telefono, per tenersi pronto. È stato verso le note finali de Il mio canto libero che all'improvviso ho esclamato "Prendi, la fa adesso!!". Io lo sapevo benissimo che era quello il momento giusto perché lo avevo visto in qualche storia o lo avevo letto in qualche tweet solo che non me ne ero resa conto cioè fino a quando non stava effettivamente per succedere non sapevo di saperlo (?), è stato come se non lo ricordassi affatto e a un certo punto mi fosse venuta l'illuminazione. Curioso il modo in cui funziona la memoria. Ci tengo anche a dire che a un certo punto dal nulla dico "Aspetta ma non sta registrando!!!!" e quindi premo qualcosa, qualcosa di sbagliato perché in realtà effettivamente stava registrando e io così facendo ho interrotto. Oh, una cosa dovevo fare. Ma vabè HAHAHAH Ci tenevo a specificare tutto ciò perché quando l'anno scorso è uscito Lover di Taylor Swift l'ho ascoltato subito e altrettanto subito l'ho dimenticato. Ho risentito The Man per prepararmi al concerto e non mi è mai più uscito dalla testa quel motivetto che fa AND I'M SO SICK OF RUNNING AS FAST AS I CAN!!!!!!! In fissa proprio. Parlando, era ora, della parte musicale... Quanto può essere pazzesca un'artista che fa questa sorta di medley con Il mio canto libero, The Man e Magnifico facendolo risultare anche al 100% credibile?! Boh, straordinaria. Dopo l'ultimo pezzo si alza e ringrazia tutti per l'ultima volta con un inchino finale lasciandoci andare con mascherine e tutto.

Mi sono sentita di nuovo viva. E anche grata. E stanca, pure. In macchina Marco a un certo punto mi ha detto che ero silenziosa: a parte il fatto che lo sono sempre, io mi ero totalmente annullata per un attimo perché ero distrutta; ma lo ero perché mi ero divertita troppo e avevo cantato troppo ed ero troppo felice. Questo è il motivo per cui si dovrebbe essere sempre stanchi, non l'insonnia e le paranoie. Mi sono sentita di nuovo IO, anche se adesso ho un accenno di frangetta che ho smesso di sopportare dopo neanche due giorni e lo so benissimo che mi urta il sistema nervoso ma non so perché ogni 5 anni circa devo ricascarci. È stato tutto così reale... io ero lì, dove volevo e dovevo essere. Finalmente. 

Una foto che sarebbe stata così bella se non ci fosse stata una testa davanti